Grégoire corona il sogno del tricolore in Francia con una stoccata fantastica, Herregodts anticipa tutti gli sprinter in Belgio

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Grégoire corona il sogno del tricolore in Francia con una stoccata fantastica, Herregodts anticipa tutti gli sprinter in Belgio

Passiamo in rassegna i vari titoli nazionali su strada assegnati oggi, dall'ultima di Cort Nielsen sulle sue strade che diventa una favola vincente per il danese, al colpo di Camprubì in Spagna e quello di Engelhardt in Germania e la doppietta firmata Christen in Svizzera. Tra le donne, Bossuyt beffa Kopecky e poi ci sono le perle di Nooijen (Paesi Bassi, dove tra gli uomini c'è la splendida cavalcata di Kelderman) e Backstedt in Gran Bretagna.

La solita, scorpacciata di gare su strada per chiudere la lunga settimana dei campionati nazionali, che in Italia sono stati disputati sabato per quanto riguarda la gara maschile, prima della sfida domenicale delle donne a Cuneo.

In tutta Europa, oggi le sfide per il titolo partendo dai Paesi Bassi, dove Wilco Kelderman torna ad esultare dopo la bellezza di oltre 10 anni per conquistare, nel finale della sua carriera, una maglia splendida staccando tutti sul duro percorso di Nijmegen, tanto da concludere con 1’18” di vantaggio nei confronti di un altro veterano, Bauke Mollema, con la sorpresa Jochem Kerckhaert che regola nello sprint per il podio Rick Pluimers e Tibor Del Grosso (leader dell’Alpecin con Van der Poel assente), che erano di fatto i due principali favoriti per la vittoria alla vigilia.

Successo di Lieke Nooijen (Visma) in ambito femminile, battendo nella volata a due Femke Markus (con Loes Adegeest della Lidl-Trek terza) per una SD Worx delusissima, visto che Bredewold chiude poi 5^ e Wiebes “solo” 6^.

In Belgio, il tracciato quasi totalmente piatto (ma con tratti in pavé) di Brasschaat sembrava dover vedere andare in scena una volatona tra super big come Philipsen, Merlier, Meeus e De Lie, ma la corsa è esplosa già nella sua prima metà e una fuga di quasi 60 elementi ha spento ogni velleità degli sprinter, con bagarre totale nel finale e soluzione a tre che ha visto Rune Herregodts, in gran forma da settimane come dimostrato in varie occasioni dal passistone della UAE Team Emirates XRG, beffare Jonas Rickaert (Alpecin) e Fabio Van den Bossche della Soudal-Quick Step, con Quinten Hermans 4° davanti a Thibau Nys nello sprint dei battuti.

Tra le donne, che duello tra Shari Bossuyt e Lotte Kopecky (che in pista gareggiano spesso assieme), con la velocista pura dell’AG Insurance a beffare la due volte iridata, con l’ex pattinatrice Sandrine Tas, già 2^ nella crono, gran terza.

In Spagna, dove la gara femminile era andata in scena sabato con la doppietta di Mirela Benito dopo la crono, la Movistar (ma anche la Cofidis di Aranburu e Izagirre, mai nel vivo della corsa) viene anticipata dall’azione a sette che, sugli strappi attorno a Sabinanigo, deciderà tutto con la Caja Rural in forze con tre uomini davanti, ma battuta dall’uomo che ha meritato più di tutti il successo, quel Marcel Camprubì che proprio nel campionato nazionale ottiene la prima vittoria da pro (dopo aver sfiorato per la Pinarello Q36.5 un successo al Tour de Suisse) battendo sul muro finale Joel Nicolau (Caja Rural) e Urko Berrade della Equipo Kern Pharma, mentre i crampi spengono i sogni di Igor Arrieta (che ha vinto una tappa al Giro quest’anno), 5° alle spalle di Bou.

Ecco poi in Francia la stoccata splendida di Romain Grégoire, al termine di una corsa tutta di rincorsa, ma davvero di squadra da parte della Groupama FDJ United che porta il suo capitano dove voleva, ovvero per partire a poco più di 3 km dall’arrivo di La Tour du Pin sull’ultimo strappo, per stroncare la concorrenza e tagliare il traguardo per il suo primo tricolore con 13” di vantaggio su Paul Lapeira (Decathlon CMA), che il titolo lo vinse nel 2024, e con un super Joris Delbove (TotalEnergies) 3° davanti a Baudin e Bisiaux.

In Gran Bretagna, l’urlo di Zoe Backstedt (Canyon-SRAM) che si prende anche il campionato nazionale su strada sui falsopiani attorno ad Aberystwyth, e quello di Fred Wright della Pinarello Q36.5, che festeggia come squadra un altro titolo di gran prestigio, che beffa al photofinish Lewis Askey (NSN), con lo sprint a tre che vede Connor Swift (Netcompany INEOS) partire lunghissimo sbagliando completamente i tempi, dopo che i tre avevano deciso la corsa già a decine di km dall’arrivo, portando via il gruppetto di 5 che nei 15 km conclusivi si è ridotto con i giovani Rowe (Visma) e Dodd (del vivaio INEOS) alla fine 4° e 5°.

In Danimarca, volata doveva essere e volata è stata in quel di Herning, e che favola quella di Magnus Cort che, il giorno dopo aver annunciato che la sua carriera terminerà a fine 2026, andrà al Tour de France con la maglia di campione nazionale: lo scandinavo della Uno-X Mobility ha battuto Anders Foldager (Jayco-Alula) e il compagno di team Anthon Charmig, mentre è ancora deluso Mads Pedersen, 5° alle spalle di Casper Pedersen della Decathlon.

Tra le donne, eterna Amalie Dideriksen (Cofidis) che regola Silje Antvorskov e Emilie Olesen.

In Germania, il giorno dopo il bis di Franziska Koch, la corsa maschile è stata una battaglia cominciata già a 130 km dalla conclusione di Bad Liebenstein, con cinque uomini davanti nel gran finale, ma tra di essi Felix Engelhardt si stacca ai -10 km sull’ultimo strappo, ma si salva grazie alla fase di studio totale nei 5 km conclusivi tra Politt, Denz, Zimmermann (campione in carica) e Jasch, con l’alfiere della Jayco-Alula che rientra ai -2 e poi trafigge tutti, lui che è ruota decisamente veloce, sulla linea d’arrivo con Lennart Jasch (Tudor), già re di tappa al Tour of the Alps, amaro 2° in rimonta su Nico Denz, con Nils Politt 4° dopo aver lanciato uno sprint lungo e Georg Zimmermann amaro 5°.

Ecco poi Mathias Vacek ancora padrone in Cechia e Lukas Kubis in Slovacchia (all’interno della stessa gara, come da tradizione), Antonio Morgado che piazza il back-to-back dopo la crono in Portogallo e la Bahrain-Victorious che domina in Slovenia, con Roman Ermakov in trionfo solitario a Gabjre con quasi 3 minuti di vantaggio sul compagno di squadra e campione in carica, Jakob Omrzel, mentre Primoz Roglic chiude 4° ad oltre 6’ dal vincitore.

Infine, Jan Christen (UAE Team Emirates XRG) al suo primo titolo nazionale su strada, con doppietta visto che il classe 2004 aveva già messo il timbro sulla prova contro il tempo, staccando tutti a Courtételle con Darbellay e Zumstein ad accompagnarlo sul podio, e in Norvegia è dominio totale (con 14 corridori tra i primi 15!) della Uno-X Mobility, che porta in trionfo il veterano Anders Skaarseth davanti a Hoelgaard e Abrahamsen.

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