Il trionfo commovente di Van Aert che rende felice il mondo. "Questa Roubaix significa tutto per me"

Foto di Redazione
Info foto

LaPresse

Stradaworld tour 2026

Il trionfo commovente di Van Aert che rende felice il mondo. "Questa Roubaix significa tutto per me"

Dopo anni di sacrifici, sfortune e tante beffe, il campione fiammingo ha coronato il suo sogno, battendo nientemeno che il campione del mondo nel velodromo più iconico del ciclismo. E lo stesso Pogacar, che vede svanire la possibilità di cogliere anche l'ultima monumento che gli manca (e di tentare un clamoroso 5 su 5 nello stesso anno), rende omaggio a WVA promettendo che tornerà a Roubaix, anche se probabilmente non nel 2027...

Ha reso felici milioni di appassionati, perché davvero tanti sognavano che potesse ancora farcela, lui fuoriclasse sfortunato del grande ciclismo, con una sola monumento in bacheca pur avendo concluso, nelle ultime dieci disputate, sempre dal 2° al 4° posto, per non parlare delle tante beffe precedenti, su tutte forse la foratura al Carrefour de l’Arbre nell’edizione della Parigi-Roubaix 2023.

E proprio resistendo all’ultimo attacco di Tadej Pogacar sull’ultimo vero settore di pavé, Wout Van Aert ha costruito l’ultimo tassello per il suo trionfo nel velodromo, battendo nello sprint a due il campione del mondo per il successo più importante della sua carriera.

Una vittoria che ripaga di tutto, a quasi 6 anni dalla sola Milano-Sanremo conquistata, anche se poi ci sono stati podi a Mondiali e Olimpiadi, ma con tanti secondi posti amari, le tappe al Tour, al Giro e alla Vuelta, oltre a Strade Bianche, l’Amstel, la Gand, due volte Harelbeke e tanto altro.

Gli infortuni hanno spesso rovinato i piani a WVA, l’ultimo alla caviglia del 2 gennaio compromettendo in parte la preparazione per una stagione su strada che, però, aveva già visto il leader della Visma ottimo protagonista a Sanremo (3°), Gand e Dwars, prima di un Fiandre concluso ai piedi del podio. A 7 anni dall’ultimo centro belga di Philippe Gilbert, è uno dei campioni più amati del paese, ma dell’intero panorama internazionale del grande ciclismo, ad esultare dopo una corsa pazza, tiratissima e stupenda. “Questa vittoria significa tutto per me – le prime parole di Wout nel post corsa, dopo aver ricevuto subito i sinceri complimenti del suo eterno rivale, Mathieu Van der Poel, che questa volta si è preso tutta la sfortuna e ha mancato, chiudendo 4° dopo una furiosa rimonta, il poker consecutivo di trionfi all’Inferno del Nord – È stata un obiettivo sin dal 2018, la prima volta che l’ho fatta.

Sono passati otto anni e quella volta ho perso un compagno e da allora volevo vincere per lui: la dedica è per Michael Goolaerts, in particolare per la sua famiglia, ma anche i miei amici e compagni di quella squadra. Fu una giornata terribile per tutti noi (il povero corridore belga subì un arresto cardiaco in corsa, ndr).

Sono stato spesso sfortunato in questa corsa, ho accumulato però l’esperienza che oggi mi è servita. Anche nei momenti difficili pensavo che potevo farcela e non ho mai smesso di crederci”.

E ancora: “Non c’è modo più bello che vincere davanti al campione del mondo, Tadej è un fenomeno ed è davvero speciale un epilogo del genere; quando siamo entrati nel velodromo, ho applicato il mio piano e nei sogni e nella preparazione ho fatto mille volte questa volata. Sapevo cosa dovevo fare, ma la parte più difficile era arrivarci: Tadej mi ha attaccato tante volte ed ero al limite in alcuni momenti”.

E il fuoriclasse sloveno ha reso omaggio al vincitore di giornata con parole al miele, dopo essersi piegato ad un altro 2° posto nel velodromo, un anno dopo essere stato battuto da Mathieu Van der Poel (che arrivò però in solitaria). Manca solo la Roubaix alla collezione di monumento per “Pogi”, ad un passo da eguagliare Merckx, Van Looy e De Vlaeminck, oltre che vincere la quinta classica consecutiva e poter mantenere la possibilità di fare cinquina nello stesso anno (impresa mai riuscita a nessuno). Sono comunque dieci podi in fila nelle monumento, puntando ora alla quarta Liegi-Bastogne-Liegi, mentre all’Inferno del Nord, forse, nel 2027 non lo vedremo.

Ne ha parlato lui stesso, promettendo però che ci riproverà eccome per vincerla, dopo aver già sfatato la maledizione Sanremo. “Ho subìto tre forature e dovuto cambiare la bici, non erano le condizioni ideali ma ho avuto una squadra fortissima per riportarmi sotto prima di Arenberg – l’analisi iniziale dell’asso di casa UAE Team Emirates XRG – A quel punto ero già un po’ stanco, quando siamo rimasti con Wout non stavo poi così bene per provare a staccarlo sul pavé e ho rapidamente capito che per me era una missione impossibile batterlo allo sprint.

Ho provato a dare del mio meglio in volata, ma non ho nessun rimpianto su come sono andate le cose contro un avversario come Wout, per il quale sono felice visto che meritava questo successo.

Quando per la prima volta ha attaccato lui (ai -53 km, ndr), pensavo che forse potevo rilanciare ma è stato forte e scaltro anche successivamente. Abbiamo collaborato, ma sul pavé non c’è stato modo di staccarlo, anche perché sul Carrefour il vento era contrario e non era possibile fare la differenza.

A quel punto sapevo che al 99% era persa, ma in volata non puoi mai sapere; quando è partito lo sprint, ho visto che le mie gambe erano… spaghetti. Il mio futuro qui? Non posso dire che non tornerò, fino a due settimane fa pensavo fosse la Milano-Sanremo ma ora questa sembra la classica più dura da vincere per me. E’ solo la mia seconda volta qui, vedremo con il tempo anche se forse nel 2027 non la disputerò”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social

Ultimi in Road bike

Il trionfo commovente di Van Aert che rende felice il mondo. Questa Roubaix significa tutto per me

Il trionfo commovente di Van Aert che rende felice il mondo. Questa Roubaix significa tutto per me

Dopo anni di sacrifici, sfortune e tante beffe, il campione fiammingo ha coronato il suo sogno, battendo nientemeno che il campione del mondo nel velodromo più iconico del ciclismo. E lo stesso Pogacar, che vede svanire la possibilità di cogliere anche l'ultima monumento che gli manca (e di tentare un clamoroso 5 su 5 nello stesso anno), rende omaggio a WVA promettendo che tornerà a Roubaix, anche se probabilmente non nel 2027...