Seixas-Del Toro, è questo l'atteso duello del "nuovo" Tour Auvergne-Rhone-Alpes: domenica si comincia

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Seixas-Del Toro, è questo l'atteso duello del "nuovo" Tour Auvergne-Rhone-Alpes: domenica si comincia

Lo storico Delfinato, con nuova denominazione per la corsa a tappe World Tour "antipasto" del Tour de France, proporrà un percorso durissimo con la cronosquadre al terzo giorno prima di un week-end con tre arrivi in salita consecutivi e il Plateau de Solaison giudice finale. Senza Pogacar, Vingegaard, Evenepoel e Lipowitz, spazio ai giovanissimi e al ritorno di Almeida, ma anche Ayuso-Skjelmose nella Lidl-Trek, la presenza di Van Aert e...

Il “nuovo” Tour Auvergne-Rhone-Alpes, con lo storico Criterium du Dauphiné che cambia denominazione da questo 2026, è il prossimo grande appuntamento a livello World Tour, programmato da domenica 7 a domenica 14 giugno, per una conclusione che anticiperà di tre settimane lo start del Tour de France.

La corsa di preparazione alla Grande Boucle non vedrà però molti degli attesi protagonisti nella corsa alla maglia gialla al via, visto che Vingegaard è uscito dal Giro e non correrà fino alla partenza del 4 luglio da Barcellona, Pogacar ha optato per il Giro di Svizzera dopo aver dominato in Francia un anno fa, Lipowitz (3° dietro ai due giganti nell’ultimo Tour) passerà dal Giro di Slovenia e il compagno Evenepoel farà solo altura prima di presentarsi in Catalogna per la Grand Depart con la cronometro a squadre inaugurale.

I nomi di spicco però non mancheranno su un percorso davvero tosto, sin dalla prima delle otto tappe che propone, da Vizille a Saint-Ismier, varie salitelle prima dell’impegnativa Cote de Rousset, 8,3 km al 7,5% di media scollinando a poco più di 20 km dall’arrivo, che pure sarà in lieve ascesa.

Seconda frazione che sarà la più lunga, ben 234 km sino a Le Puy en Velay con tanti strappi, l’ultimo da 2 km al 7% che terminerà ai -12 km dal gong, ma la prima giornata che definirà la classifica sarà la cronosquadre di Perreux, 28,4 km vallonati. Quarta tappa da 168 km e traguardo posto a Montrond les Bains, con i primi 100 km senza respiro ma anche gli ultimi 40 totalmente piatti: sarà fuga o sprint magari non di gruppo, che invece potrebbe esserci alla quinta verso Villars les Dombes.

Poi il gran finale con tre arrivi in quota consecutiva: il più morbido è il primo, a Crest-Voland con i 6 km conclusivi al 7,4% di pendenza media, il giorno successivo soli 133 km da La Bridoire al Grand Colombier, ma l’ascesa conclusiva è durissima con 8,5 km al 10%. Il tappone di domenica 14 giugno proporrà appena 120 km con start da Beaufort, salendo subito verso il Col du Pré (7 km oltre il 9% di media), la Montée de Bisanne dopo 43 km con 11,5 km al 9%, l’Aravis (7 km al 7% scarso) ma anche una quarantina di km velocissimi per portare probabilmente i big assieme sotto al Plateau de Solaison, giudice finale con i suoi 11 km abbondanti al 9%.

Molti attendono il primo grande duello in una corsa a tappe World Tour, loro che hanno vinto nel 2026 rispettivamente UAE Tour e Tirreno-Adriatico da una parte e Itzulia dall’altra, tra Isaac Del Toro e Paul Seixas: il 22enne messicano torna dopo l’infortunio patito proprio al Giro dei Paesi Baschi, e verrà affiancato in casa UAE Team Emirates XRG dal rientrante Joao Almeida (con tutte le incognite del caso per il lusitano, out causa virus dal Giro d’Italia), il classe 2006 transalpino, che debutterà al Tour con un’attesa enorme in patria, guiderà la Decathlon CMA con un supporto di livello pensando a Riccitello e Aurélien Paret-Peintre.

La Visma Lease a Bike? Ritroverà Matteo Jorgenson, dopo la clavicola fratturata all’Amstel, e in ottica successi di tappa ecco Wout Van Aert, con ancora negli occhi la meraviglia di Roubaix.

La Lidl-Trek guarda al massimo risultato, con il duo composto da Juan Ayuso (che non corre dal ritiro ai Paesi Baschi) e Mattias Skjelmose, lo stesso che vedremo al Tour, mentre un altro squadrone come la Red Bull-Bora Hansgrohe, senza i suoi big (anche Hindley, che andrà al Tour de France, non ci sarà avendo appena terminato le fatiche del Giro), dovrebbe puntare tutto su Daniel Felipe Martinez e dopo quasi 4 mesi riavrà Maxim Van Gils.

Dopo il ritiro dalla corsa rosa per la caduta nella 2^ tappa, Santiago Buitrago dovrebbe esserci da faro della Bahrain-Victorious con Pello Bilbao (Tiberi sarà in Svizzera ad anticipare il suo primo Tour), a 3 mesi dalla bruttissima doppia frattura ai polsi riattaccherà il dorsale Michael Matthews, per cercare magari un singolo successo nella Jayco-Alula che guarda ad una buona classifica con un altro australiano, Luke Plapp.

E ancora Tobias Halland Johannessen (Uno-X) ma anche una Netcompany INEOS di livello, col trio formato da Onley, Vauquelin e Carlos Rodriguez, ma pure un cacciatore di tappa formidabile qual è Dorian Godon, che sta disputando un gran 2026.

Atteso pure Ben Healy, due mesi dopo il crac all’Itzulia, nell’EF-EasyPost con un polivalente come Baudin, la XDS Astana con Fortunato e Tejada, la Movistar di Uijtdebroeks e Romeo chiudendo con la Tudor, all’attacco nelle singole frazioni con Alaphilippe e un Matteo Trentin che si è messo alle spalle l’incidente del Giro delle Fiandre.

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