La "Gazzetta" è sicura: Cassani non sarà sull'ammiraglia azzurra già per Europei e Mondiali

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La "Gazzetta" è sicura: Cassani non sarà sull'ammiraglia azzurra già per Europei e Mondiali

La rosea anticipa la decisione del presidente federale Dagnoni: rottura insanabile con il ct (sotto contratto sino al 30 settembre), possibile una soluzione interna (Velo?) in attesa del 2022.

Una decisione che non è ancora ufficiale, ma secondo “La Gazzetta dello Sport”, da sempre molto vicina alle fonti federali, è tutto fatto. Davide Cassani non sarà più il commissario tecnico della nazionale azzurra di ciclismo su strada, dopo che Roberto Amadio ha già assunto da qualche mese, di fatto, il ruolo del romagnolo a livello di coordinamento di tutte le squadre.

La notizia, però, è che non si arriverà neppure a naturale scadenza del contratto, prevista il 30 settembre 2021, ma colui che guida l'ammiraglia azzurra dal 2014 non sarebbe al timone di comando per i prossimi campionati europei di Trento, previsti dall'8 al 12 settembre, e per i campionati del mondo di Leuven (19-26 dello stesso mese).

Il presidente federale Cordiano Dagnoni, che sin dal suo insediamento lo scorso inverno ha fatto intendere di avere una visione differente rispetto al suo predecessore Renato Di Rocco, ha dichiarato più volte di volersi confrontare con il Consiglio della FCI in programma il 27 agosto, prima di prendere qualsiasi decisione. Proprio nel corso della riunione che andrà in scena in Val di Sole, nel cuore dei Mondiali di MTB, potrebbero però emergere le ufficialità relative al sostituto di Cassani, anche se la stessa rosea, nel pezzo odierno a firma Ciro Scognamiglio, indica la soluzione interna (Marco Velo, collaboratore di Cassani per la strada, o lo stesso Marco Villa ct della pista?) come la più probabile per Europei e Mondiali, prima di investire su un nuovo tecnico a partire dal 2022.

Dagnoni dovrebbe incontrare Cassani nei prossimi giorni, al suo rientro dal Giappone (il numero 1 federale ha seguito gli azzurri della pista sino al finale odierno), ma la rottura pare definitiva.

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