Pogacar da Sanremo-Fiandre come Merckx: "E' stata durissima anche per me". E ora la Roubaix...

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Pogacar da Sanremo-Fiandre come Merckx: "E' stata durissima anche per me". E ora la Roubaix...

L'abbinata delle prime due monumento nello stesso anno, solo lo sloveno dopo l'immenso Cannibale, ma il campione del mondo ci proverà per la collana di tutte e cinque in questo 2026: "E' un sogno ma non voglio pensarci". Van der Poel ancora 2° (7° podio consecutivo al Fiandre, record): "Ho solo trovato contro un fenomeno". Evenepoel sorride e non esclude la partecipazione alla Roubaix, mentre sua maestà Vollering continua ad impreziosire un palmares già pazzesco. "Era un grande obiettivo, pensavo da tanto a questa corsa".

La battaglia dei “big five”, una battaglia furente sui muri dell’edizione n° 110 di un Giro delle Fiandre pazzesco.

Reso nuovamente una corsa ad eliminazione, i distacchi parlano chiaro anche tra cinque fenomeni come coloro che hanno salutato la compagnia a 56 km dall’arrivo nel secondo passaggio sull’Oude Kwaremont, da Tadej Pogacar e dalla sua UAE Team Emirates XRG; 12^ monumento in bacheca, terza Ronde e abbinata Sanremo-Fiandre nella stessa stagione come solo Eddy Merckx in passato.

Il campionissimo sloveno ci pensa, eccome, a completare la collana delle cinque classiche simbolo (aggiungendoci magari pure il terzo Mondiale consecutivo, il percorso di Montréal è ideale per lui) nello stesso anno, record ovviamente mai realizzato da nessuno. Intanto, però, domenica prossima proverà a conquistare la sua prima Parigi-Roubaix, dopo il 2° posto al debutto di un anno fa, con il primo avversario che sarà il solito e vincitore delle ultime tre edizioni dell’Inferno del Nord, quel Mathieu Van der Poel ieri piegato e costretto al 2° posto per un sogno del poker sui muri fiamminghi rinviato almeno al 2027.

“E’ stata una corsa pazza – le prime parole di “Pogi” nel post corsa, riportate da SpazioCiclismo – E’ stata dura anche per me lungo tanti km, sono stato spesso al limite. E’ stata una buona situazione per me che si formasse quel gruppo ristretto (la quindicina di big andata via a 102 km dal gong sul Molenberg, grazie all’azione di Florian Vermeersch, ndr); di certo non volevo che Evenepoel rientrasse davanti nel finale, su di me e Mathieu, so bene quanto è forte negli sforzi lunghi.

Per questo ho cercato di mantenere il gap. Finora tutto è andato perfettamente per me, posso esserne felice e andare molto motivato alla Parigi-Roubaix settimana prossima, cercherò di sfruttare anche questa occasione”.

E l’iridato aggiunge che “non so se sarà possibile vincerle tutte in un anno (riferendosi alle monumento), perché ora c’è quella più difficile, ma farò un tentativo anche se sarà complicato. Non voglio pensarci ancora, ma una corsa alla volta e godermi la Parigi-Roubaix. Vincere una sola corsa, anche non una Monumento, è duro nel ciclismo anche quando hai le gambe migliori, tutto deve incastrarsi bene. Anche dopo la Sanremo e dopo oggi (ieri, ndr), non penso a vincere tutte le cinque Monumento in un anno anche se è un sogno”.

Mathieu Van der Poel resta il primo favorito per la Roubaix di domenica 12 aprile, alla ricerca di un poker mai visto che ha mancato, davvero per poco visto che sull’ultimo Oude Kwaremont ha ceduto solo pochi secondi all’immenso rivale, nella Ronde. “Sono rimasto chiuso al secondo passaggio sul Kwaremont e ho speso per chiudere quel buco, forse ho pagato anche quello – l’analisi del fenomeno olandese dell’Alpecin-PremierTech – Perché ho collaborato con Tadej? Non sono andato a tutta, ma ero pronto a giocarmela: quando Pogacar mi ha staccato, andavo a 650 watt e non sono riuscito a tenergli comunque la ruota, semplicemente ho avuto il problema di trovarmi contro un fenomeno”.

E Remco Evenepoel? Splendido 3° al debutto nella classica di casa e attenzione perché il classe 2000 della Red Bull-Bora Hansgrohe non esclude di prendere parte alla sua prima Roubaix, tra sei giorni. “Vedremo, di sicuro mi sono divertito e ho lottato salendo sul podio della monumento più bella, alla mia prima volta – le parole del fiammingo nel post – Posso essere orgoglioso e ora sono sicuro che tornerò qui per riprovarci”.

E la regina della corsa femminile, funestata da una caduta pesantissima costata fratture a Marlen Reusser (a livello lombare), a Kim Le Court (al polso) e la nostra Elena Cecchini, è stata una tracimante Demi Vollering. La campionessa europea in carica ha staccato tutte sull’Oude Kwaremont e si è presa, dopo due Liegi (a livello di monumento, poi c’è tutto il resto…), il primo Fiandre della carriera dopo aver vinto anche la Omloop a fine febbraio.

“Era un grande obiettivo, un sogno che si avvera – le parole di “Deminator”, faro di una FDJ-Suez strepitosa anche nella corsa di domenica – Ho sofferto tanto nella fase decisiva, la volevo e ho spinto sempre a tutta per guadagnare il più possibile. La squadra è stata incredibile, ancora una volta”.

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