Vingegaard pronto ad "azzannare" la Parigi-Nizza, il vero rivale sarà Ayuso: forfait di Skjelmose e Almeida

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Vingegaard pronto ad "azzannare" la Parigi-Nizza, il vero rivale sarà Ayuso: forfait di Skjelmose e Almeida

Domenica scatta la "corsa verso il sole" edizione numero 84; debutto stagionale per il danese, faro di una Visma con Affini e Piganzoli a supportarlo. Pesante rinunce dell'ultima ora, occhio alla Ineos con Onley e Vauquelin, oltre a McNulty nella UAE. Percorso non durissimo, con l'ormai classica cronometro a squadre al terzo giorno. Le ruote veloci? Girmay, Fretin, Bauhaus, Ackermann, Dainese...

E’ ormai tutto pronto per una Parigi-Nizza che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto proporre uno scontro d’alta quota per la classifica generale tra Jonas Vingegaard, Juan Ayuso e Joao Almeida su tutti, ma oggi sono arrivati due forfait di grandi nomi che non prenderanno il via domenica dell’evento World Tour lungo otto tappe.

Uno è proprio il lusitano della UAE Team Emirates XRG, che si è ammalato dopo la Volta ao Algarve e proverà a tornare solo tra poco più di due settimane al Catalunya, sulla strada verso l’obiettivo Giro d’Italia; l’altro stop, per problemi al polso destro, è quello del co-leader atteso in casa Lidl-Trek al fianco di Ayuso, ovvero Mattias Skjelmose, ma nell’edizione numero 84 della “corsa verso il sole” non ci sarà neppure il capitano designato del Team PicNic, Max Poole, ancora debilitato dalla mononucleosi.

Vingegaard è il naturale favorito per la vittoria nella classifica finale, tra l’altro mai conquistata in carriera dal 29enne danese, punta di una Visma Lease a Bike che ha conquistato la Parigi-Nizza nelle ultime due occasioni con Matteo Jorgenson, quest’anno dirottato sulla Tirreno-Adriatico (e domani sulla Strade Bianche).

Al fianco del due volte re del Tour anche Affini e Piganzoli, con il mantovano fondamentale in ottica cronometro a squadre del terzo giorno, 23,5 km sulle strade della Loira, dopo le prime due giornate di corsa abbastanza semplici, poi dalla 4^ alla 6^ tre frazioni molto toste, seppur senza un vero arrivo in salita che arriverà alla settima e penultima tappa, sulle rampe non durissime di Auron (7 km al 7% di media). Poi la classica conclusione sulle erte attorno a Nizza, ma in generale non è un tracciato durissimo e Juan Ayuso, il primo vero rivale di Vingegaard e che a differenza dello scandinavo ha già debuttato e vinto in questo 2026, prendendosi di forza l’Algarve, si giocherà già molto con la sua Lidl-Trek nella prova contro il tempo dove Vacek, Soderqvist e Kragh Andersen saranno tre locomotive fondamentali.

La UAE Team Emirates XRG, perso Almeida, punterà tutto su Brandon McNulty, in una formazione che propone anche Sivakov e Soler, poi c’è la Red Bull-Bora Hansgrohe del binomio Vlasov-Daniel Martinez, attenzione però alla coppia della Ineos con Onley e Vauquelin, mentre David Gaudu, capitano della Groupama-FDJ, proverà a replicare il podio del 2023 e l’altra speranza francese si lega a Lenny Martinez, faro della Bahrain-Victorious con il supporto di Damiano Caruso e la presenza di uno sprinter come Bauhaus.

A proposito di ruote veloci, anche se le occasioni saranno davvero poche, oltre al tedesco vedremo il belga Fretin della Cofidis, Girmay (NSN), Van Uden (PicNic), Lamperti nell’EF, Ackermann (Jayco) e pensando all’Italia un Alberto Dainese voglioso di riscatto e con la Soudal a disposizione, ma pure Matteo Trentin, fresco del podio alla Omloop, nelle tappe più movimentate.

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