Un'altra, incredibile magia del "Mago": Tim Merlier da sogno a Bergerac, non basta "MVDP" a Philipsen

Foto di Redazione
Info foto

LaPresse

Stradatour de france 2026

Un'altra, incredibile magia del "Mago": Tim Merlier da sogno a Bergerac, non basta "MVDP" a Philipsen

Liam Slock sogna sino ai 1300 metri finali dopo una grande fuga, poi la terza volatona di questo Tour de France e il bis del fenomenale belga, che piazza una rimonta clamorosa battendo Girmay e Kooij: Pogacar solido in giallo. Al Tour of Austria torna alla vittoria Andrea Bagioli, in Cina (Qinghai) primo sprint della corsa ProSeries al danese Salby.

Una volata paurosa, dopo un finale da… paura per le squadre delle ruote veloci, che al termine dei 180 km da Perigueux a Bergerac hanno rischiato davvero la beffa.

Alla fine dei conti, però, è ancora Tim Merlier ad alzare le braccia al cielo sulle strade del Tour de France, con l’ottava tappa che vale la doppietta, 24 ore dopo Bordeaux, di un fenomeno dello sprint come il 33enne belga della Soudal-Quick Step, al quinto hurrà alla Grande Boucle.

Eppure, si è rischiato di giocarsi la volatona solo per la piazza d’onore, visto che la fuga partita neppure 5 km dopo il via, composta dal francese Guernalec (TotalEnergies), Otruba (Caja Rural, il ceco era già andato all’attacco ieri) e Slock, è stata rilanciata da quest’ultimo nel gran finale, con il belga della Lotto Intermarché partito sull’ultimo GPM quando mancavano quasi 40 km al traguardo.

Il classe 2000 di Gand è stato davvero tostissimo sul passo, visto che con 1’30” di margine e sola pianura davanti, pur tirando tante squadre degli sprinter la fatica per riagganciarlo è stata enorme: per merito soprattutto della XDS Astana, in forza al lavoro dai -5 ai -2 km, Slock è stato ripreso a soli 1300 mt dalla linea d’arrivo, prima che ai -500 la volata la lanciasse Mathieu Van der Poel per Jasper Philipsen.

Stessa scena di venerdì, ma in questo caso sembrava tutto perfetto per il belga dell’Alpecin-PremierTech, visto che il gruppo si era parzialmente rotto e il grande favorito, appunto Tim Merlier, aveva tanti metri di ritardo e ai -250 mt era praticamente decimo. Nel momento in cui MVDP ha calato decisamente l’andatura (col rettilineo finale attorno al 2% che ha inciso) e Philipsen e Kooij hanno atteso di arrivare ai 200 metri, ecco che da dietro è spuntato come un missile, firmando una rimonta davvero pazzesca, proprio il “Mago”.

Alla sua ruota c’era Biniam Girmay, ed è così arrivato un nuovo podio, ma senza vittoria, per l’eritreo della NSN che ha colto la 2^ posizione davanti a Kooij, un deluso Philipsen, il ceco Bittner, Pluimers per la Tudor, Ackermann e con Kanter amaro 9°, Waerenskjold 11° dopo la piazza d’onore di ieri e Mads Pedersen solo 12°.

Il danese della Lidl-Trek si ritrova così Merlier vicinissimo (a 15 pt) in ottica maglia verde, con Girmay 3° a -25 mentre è stata un’altra giornata tranquilla per i big della generale, con Pogacar signore in giallo su Vingegaard, Del Toro, Evenepoel e Ayuso.

Domenica, prima del riposo numero 1 di lunedì, la 9^ frazione da Malemort a Ussel, già ridotta da 185 a 155 km (la comunicazione di ASO è arrivata subito dopo la tappa odierna) a causa del caldo opprimente, tagliando fuori le prime salite ma con un menu, in tal senso, comunque interessante per una probabile fuga di uomini fuori classifica, visto che ipotizzare un altro sprint è praticamente escluso.

E’ tornato oggi alla vittoria, dopo aver già lanciato ottimi segnali al Tour de Suisse, un Andrea Bagioli capace di imporsi sul traguardo di Steyr, stadio di partenza e finale della 4^ tappa del Tour of Austria (categoria 2.1); il valtellinese della Lidl-Trek, lanciato dal compagno Mollema (pure 3° nella generale), ha regolato un gruppo ristretto dopo il muro del Porscheberg nel finale (1500 mt al 10,5% scollinando a meno di 6 km dal gong), battendo allo sprint Kevin Vermaerke della UAE, 2° in classifica a 1’25” da Muhlberger in controllo totale, e l’altro statunitense AJ August (Netcompany INEOS).

Domenica la conclusione a Vienna con una probabile volata a ranghi compatti.

In mattinata, ecco lo start del 24° Tour of Qinghai, gara cinese di livello ProSeries con la prima delle otto frazioni che ha visto Xining al centro della scena, per 120 km totalmente piatti. Volatona regale quella di uno specialista delle corse asiatiche, il 28enne danese Alexander Salby della Li Ning Star, che ha bruciato il portoghese Iuri Leitao e i francesi Barbier e Renard, con la Bardiani CSF 7 Saber capace di piazzare rispettivamente 5° e 7° Enrico Zanoncello e Marco Manenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social