Ben Healy, che sogno: ecco la maglia gialla a Le Mont Dore dove vince Simon Yates, Pogacar e Vingegaard si studiano

Ben Healy, che sogno: ecco la maglia gialla a Le Mont Dore dove vince Simon Yates, Pogacar e Vingegaard si studiano
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Stradatour de france 2025

Ben Healy, che sogno: ecco la maglia gialla a Le Mont Dore dove vince Simon Yates, Pogacar e Vingegaard si studiano

Tour de France: dopo la tappa conquistata a Vire, l'irlandese chiude terzo (dopo aver tirato a tutta nella fuga per l'obiettivo della maglia) alle spalle del britannico della Visma, che piega nel duello finale Arensman. Lo sloveno attacca, il danese risponde senza dare cambi e gli altri big si salvano, a parte Vauquelin.

Un irlandese in maglia gialla, 38 anni dopo Stephen Roche che quel Tour de France 1987 lo vinse, prima di coronare la stagione perfetta con l’iride.

Ben Healy vive la seconda giornata più bella della carriera, dopo la tappa vinta alla sesta in quel di Vire con quella cavalcata da sogno, e lungo i 165 km da Ennezat a Le Mont Dore, l’azione del classe 2000 (a proposito, pure nuova maglia bianca) in forza all’EF-EasyPost è stata simile a quella di giovedì scorso.

Nel giorno della festa nazionale in Francia, è festa doppia visto che la 10^ frazione di questo Tour se la prende Simon Yates, al terzo timbro personale alla Grande Boucle dopo la doppietta del 2019 (e sono ben undici le tappe nei GT, con le 6 del Giro e le 2 alla Vuelta): la fresca maglia rosa viene lanciata in fuga (composta inizialmente da ben 29 uomini) dalla Visma Lease a Bike, come accaduto proprio quattro giorni prima assieme allo stesso Healy, e se ne va nei 3 km finali all’8% di media, stroncando la resistenza di Thymen Arensman, con l’olandese della Ineos Grenadiers che termina ad appena 9” dal britannico, e di Ben Healy che ha fatto praticamente tutto il lavoro negli ultimi 30 km e chiuderà comunque 3°, a 31”, davanti a O’Connor, Storer e, ben più staccati, Blackmore e Anders Halland Johannessen, prima dei big anticipata da Lenny Martinez, che si veste della maglia a pois.

Lo scalatore transalpino della Bahrain-Victorious, infatti, viene raggiunto poco prima dell’ultimo km da Pogacar e Vingegaard, con lo sloveno che attacca ai -2 km ma con la pronta risposta del grande rivale danese, dopo che la Visma aveva tentato, in particolare sulla penultima ascesa, di “stritolare” nella morsa la maglia gialla attaccando anche con Kuss e soprattutto Jorgenson.

“Pogi” è stato prontissimo a replicare, pur rialzandosi negli ultimi 1000 mt tanto da concludere a ruota di Martinez, con Vingegaard a sua volta assieme all’ex leader della generale, concedendo praticamente il rientro di Lipowitz e Jorgenson, che termineranno ad appena 6” dai due corridori più forti del Tour, con Evenepoel a 6 assieme a Roglic, Onley e Tobias Halland Johannessen, mentre hanno pagato qualcosa Gall e, soprattutto, una quarantina di secondi abbondante Vauquelin, sceso dal 3° al 6° posto di una generale che vede Healy in giallo con 29” su Pogacar, 1’29” su Evenepoel, con Vingegaard a 1’46” e Jorgenson oltre i 2 minuti.

Martedì il primo riposo, poi mercoledì un finale insidioso verso Tolosa: volata difficile, ma Jonathan Milan resta solido in maglia verde con un bel vantaggio su Pogacar, Girmay, Merlier e Van der Poel.

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