E sono tre per il Mago! A Chalon sur Saone si prova di tutto per evitare la volata, poi la frecciata di Merlier su Kooij

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Stradatour de france 2026

E sono tre per il Mago! A Chalon sur Saone si prova di tutto per evitare la volata, poi la frecciata di Merlier su Kooij

La 12^ tappa del Tour de France vede il belga della Soudal-Quick Step inventarsi un altro sprint splendido, resistendo di misura a Olav Kooij e con Philipsen ancora 3° dopo il lavorone dei compagni. Maxi-caduta nel finale (con Waerenskjold e Gaviria a terra), tutto ok per i big prima dei Vosgi.

La quinta volatona c’è stata, e potrebbe essere stata l’ultima a ranghi compatti del Tour de France 2026, ma che fatica da Magny Cours (si è partiti proprio dall’interno del circuito automobilistico) a Chalon sur Saone, 179 km per la 12^ frazione dell’edizione n° 113, per il controllo da parte delle squadre delle ruote veloci.

E’ stata di nuovo una tappa volata a medie folli e i tentativi sono stati moltissimi per evitare uno sprint che, alla fine dei conti, ha premiato il grande favorito: Tim Merlier fa tris dopo Bordeaux e Bergerac e 6 in totale a livello di successi in tre Tour disputati in carriera, 24 ore dopo non aver praticamente potuto sprintare a Nevers.

Pronto riscatto del fenomenale belga in forza alla Soudal-Quick Step, ma come dicevamo che battaglia sin dai primi 20 km a tutta, poi con la fuga solitaria del solito Baptiste Veistroffer, per poi viaggiare sino a 50 km dalla conclusione in compagnia di Damiano Caruso (prima azione del 38enne ragusano nell’ultima avventura alla Grande Boucle) e dei francesi Costiou e Vercher. Di nuovo, poi, il bretone della Lotto Intermarché ha proseguito da solo per una quindicina di km, visto che gli altri non ci hanno più creduto col gruppo ormai a meno di 40”, e ai -35 dal gong ecco l’attacco di una quindicina di uomini, di qualità assoluta, tra cui Ganna, Vacek e Ballerini.

In particolare la Soudal si è spesa con quasi tutti i suoi uomini per chiudere a poco meno di 25 km dalla conclusione, e sull’ultimo GPM ha scatenato ancora la bagarre una Lidl-Trek all’attacco con Simmons, lo stesso Skjelmose e Mads Pedersen, di nuovo vincitore in precedenza dello sprint intermedio e sempre più in maglia verde. Nulla da fare per chiunque, sino ad una volatona che ai 500 mt dal traguardo è stata in parte stravolta dalla caduta che ha coinvolto il vincitore della tappa del giorno precedente, Soren Waerenskjold, il povero Fernando Gaviria costretto al ritiro per la frattura della clavicola come Berckmoes, ma anche Bittner e Godon.

Olav Kooij si è salvato con un prodigio, poi ha piazzato una grande rimonta ma, esattamente come mercoledì, l’olandese della Decathlon è stato costretto ad accontentarsi della piazza d’onore, con il “Mago” di nuovo perfetto con i tempi e certamente con più gambe di un Jasper Philipsen di nuovo col treno migliore, e Van der Poel ultimo vagone per lasciarlo a meno di 250 mt dalla linea, ma ancora 3° e delusissimo, davanti a Girmay, Fretin, Turgis, Kanter, Russo, Pedersen (9°, ma i diretti rivali per la classifica a punti continuano a non vincere, considerato che Merlier ha sprintato pochissime volte ai TV) e il solito Artz.

Con Ayuso in maglia bianca e Pogacar a pois, per la generale tutto invariato con il campione del mondo re in giallo con 3’36” su Vingegaard e 4’06” nei confronti di Evenepoel, prima della frazione n° 13 che sarà la più lunga di questa edizione, 205 km da Dole a Belfort con una sola salita, che ha fatto la storia del Tour, il Ballon d’Alsace (9 km al 6,8%) da scollinare a 30 km dalla conclusione.

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