E' un finale pazzesco a Parigi! Van der Poel resiste al gruppo dopo l'azione con Pogacar che conquista il 5° Tour

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E' un finale pazzesco a Parigi! Van der Poel resiste al gruppo dopo l'azione con Pogacar che conquista il 5° Tour

Sui Campi Elisi una tappa finale meravigliosa con l'attacco dei big su Montmartre, poi nei 400 metri finali il numero dell'olandese, in tandem con la maglia gialla dai -10 km sino al rettilineo conclusivo, che per pochi metri resiste ai velocisti e fa festa con Philipsen. "Pogi" si consola con il quinto trionfo ufficialmente ratificato per entrare nella storia, sul podio con lo sloveno ecco Evenepoel e Del Toro che è anche il miglior giovane, mentre Pedersen e Carapaz si vestono di verde e a pois.

Una conclusione pazzesca, a dir poco spettacolare, per un Tour de France sì dominato in maniera assoluta dal “monarca” Pogacar, ma che di emozioni ne ha regalate compresa l’ultima tappa.

Con il circuito di Montmartre, ponendo l’ultima ascesa più distante dal traguardo rispetto alla novità del 2025, anche la 21^ frazione parigina e soprattutto tutti i campioni presenti regalano il massimo verso il traguardo dei Campi Elisi dopo 89 km corsi, eccezion fatta per la prima dozzina di km tra passerella e foto di rito, sempre a tutta.

E Mathieu Van der Poel e Tadej Pogacar sono i protagonisti finali di una serata nella capitale che ha visto l’asso olandese vincere il duello con il campione del mondo e maglia gialla, ma poi riuscire pure a resistere al ritorno dei velocisti per una questione di centimetri, prendendosi la 4^ vittoria di tappa al Tour in carriera, la 2^ di questa edizione dopo Ussel.

Per il dominatore della 113esima Grande Boucle, molto più di una consolazione il quinto trionfo nella generale per affiancare lassù i miti Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain, ma con il fuoriclasse della UAE Team Emirates XRG che, e lo si pensava eccome alla vigilia di questa ultima tappa, non si è accontentato dei cinque timbri in questa edizione cercando di prendersi anche Parigi, dove a fare festa al tramonto sono stati anche Remco Evenepoel e Isaac Del Toro (maglia bianca di miglior giovane, al debutto al Tour e dopo il 2° posto del Giro 2025), al fianco dell’asso di Komenda sul podio finale, ma pure Mads Pedersen meritatissima maglia verde e Richard Carapaz, a sua volta, capace di vestirsi con la pois per la seconda volta in carriera con tanto coraggio, qualità e… due frazioni portate a casa.

C’è stato un brivido, proprio per Del Toro, quando a 45 km dalla conclusione e in approccio alla prima delle tre ascese a Montmartre, il messicano della UAE ha forato e ha cominciato un inseguimento furioso, scoprendo poi che, nonostante la mancata pioggia (che era il requisito indicato per neutralizzare i tempi), alla fine la giuria di gara aveva deciso di prendere i tempi per la generale alla conclusione del quinto giro “breve”. A quel punto, il 3° della generale si è poi rialzato, mentre davanti infuriava già la battaglia con Pedersen a piazzare il primo attacco e, ai -28 km sul secondo passaggio dello strappo visto alle Olimpiadi 2024, e per la prima volta al Tour un anno fa, ecco Pogacar imporre una selezione brutale, con il solo Van der Poel a tenerne la ruota e poi il successivo rientro di Evenepoel e Pedersen.

I quattro big, però, ai -19 km sono stati ripresi dal gruppo tirato dalla Decathlon CMA con lo stesso Seixas a spendersi in prima persona per Olav Kooij; infine, a poco più di 10 km dalla conclusione la terza e ultima scalata a Montmartre ha visto Pogi e MVDP fare il vuoto, guadagnando una decina di secondi su un gruppetto, con Jorgenson, Mohoric, Stuyven e Abrahamsen tra gli altri, poi ripreso dal grosso del plotone che ha ingaggiato un confronto meraviglioso con i due fenomeni davanti.

All’altezza della flamme rouge, lo sloveno e l’olandese avevano appena 4” di vantaggio, ma hanno continuato a collaborare anche se, la sensazione era netta, Pogacar non ne aveva più tanto che, dopo l’ultima sua trenata, ai 350 metri dalla linea e col gruppo vicinissimo, Van der Poel ha rilanciato resistendo in maniera stoica alla volatona degli sprinter rimasti, proprio con il suo compagno Jasper Philipsen a concludere secondo, a mezza bicicletta, esultando subito per il suo grande amico a firma di una doppietta Alpecin-PremierTech davanti a Mads Pedersen, sempre lì e 3° su Kanter e Kooij.

Pippo Ganna, che non è mai riuscito a seguire gli attacchi su Montmartre, ha provato a sprintare ma le gambe erano quelle che erano per il verbanese, miglior italiano in 14^ piazza che è la stessa, in classifica generale, di Davide Piganzoli; dopo l’8° al Giro, e “sostituendo” quale Visma in classifica capitan Vingegaard, anche se poi gli arriverà davanti Kuss (13°), il valtellinese può essere soddisfatto del suo primo Tour de France, ma in assoluto in chiave Italia è chiaro che il bilancio resta magrissimo, senza vittorie di tappa come la Francia (e anche la Spagna).

I padroni di casa, però, sorridono per la doppia top five con Paul Seixas, a 19 anni in grado di chiudere ai piedi del podio, seppur distante 12 minuti da Pogacar e a più di 2 dal “Torito”, e Lenny Martinez che ha sorpreso molti per la sua continuità, 5° davanti al duo Lidl-Trek formato da Skjelmose, positivo, e un Ayuso invece di nuovo deludente, con Carapaz 8° e tra i veri vincitori di questa edizione, Pidcock 9° e Jegat 10° come un anno fa.

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