Grandissima impresa, l'ennesima, di un mitologico Pogacar: l'iridato parte sul Tourmalet e ipoteca il 5° Tour

Foto di Redazione
Info foto

LaPresse

Stradatour de france 2026

Grandissima impresa, l'ennesima, di un mitologico Pogacar: l'iridato parte sul Tourmalet e ipoteca il 5° Tour

Impressionante dominio, nell'ultima giornata sui Pirenei, da parte dell'asso sloveno lanciato dalla sua UAE Team Emirates XRG e da Del Toro (poi 3° al traguardo a quasi 3' davanti a Evenepoel, Seixas e Lipowitz) sulla salita più dura di giornata, prima della morbida erta di Gavarnie-Gedre al termine della quale Jonas Vingegaard, orgoglioso 2°, pagherà la bellezza di 2'38". Amara avventura finale in giallo di Traeen.

Un’immagine simbolo è come i due eterni rivali hanno tagliato il traguardo.

Tadej Pogacar per primo spingendo sino alla linea, voglioso di guadagnare ogni secondo possibile per porre quella che sembra già un’ipoteca sul quinto Tour de France della carriera come Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain; Jonas Vingegaard esausto, smettendo di pedalare una decina di metri prima dell’arrivo, in ritardo di 2’38” dal campione del mondo che gli ha tirato la sberla, in termini di distacco, più forte mai patita dall’asso danese della Visma Lease a Bike.

Il tappone pirenaico (186 km con start da Pau, dove ieri si era arrivati con la volata vincente di Kooij), ma con una salita finale verso Gavarnie-Gedre che era una sorta di falsopiano (18,7 km al 3,7%) e quindi col dubbio che il grande favorito della 113^ Grande Boucle tentasse davvero da lontano, ovvero sulle rampe di un mito come il Col du Tourmalet, sembra già una sentenza sulla classifica di un Tour che il fuoriclasse della UAE Team Emirates XRG sta già dominando, con il bis di tappa dopo Les Angles e centro n° 23 in carriera sulle strade in giallo (a -12 dal recordman Mark Cavendish).

E la festa per il team numero 1 al mondo è stata totale, con Isaac Del Toro 3° di giornata (e in GC) a 2’57” dal compagno di squadra che ha lanciato nel momento clou dell’intera frazione.

Si è arrivati a quel punto, ovvero ai -43 dall’arrivo quando mancavano 5 km ai 2115 mt della cima del mito dei Pirenei, dopo l’azione in pianura di Mads Pedersen (con Victor Campenaerts, nell’idea iniziale della Visma di anticipare) in ottica maglia verde, missione compiuta per lo scandinavo della Lidl-Trek già re di tappa a Foix, e poi con il tentativo folle di O’Connor, per una trentina abbondante di km in avanscoperta sino ad essere già ripreso sull’Aspin, quando il forcing della UAE era ormai cominciato da un bel un po’, con Tiberi alla deriva (ora il laziale, unica speranza italiana per la classifica, è definitivamente fuori dai giochi per quell’obiettivo) e Uijtdebroeks pure, con successivo ritiro del belga leader della Movistar.

E sul Tourmalet, ecco ai -10 dalla vetta cedere la maglia gialla Torstein Traeen (che poi subirà una brutta caduta in discesa tamponando il compagno Anders Halland Johannessen e arrivando dolorante con mezz’ora di svantaggio), ma anche Jorgenson e Piganzoli, mentre resta solo Kuss al fianco di Vingegaard. McNulty e poi Adam Yates piazzano l’accelerazione che riduce a meno di 15 elementi il gruppo big, e lì quando restano appena meno di 5mila metri allo scollinamento dell’Hors Categorie pirenaico, Del Toro si porta via Pogacar lanciandolo alla perfezione, tanto che il messicano e lo sloveno guadagnano in tandem subito 5-6 secondi su Vingegaard, Seixas e Lipowitz, con Evenepoel che va del suo passo per salvarsi.

Non passa neppure un km e l’iridato resta solo verso il decollo, ma sino agli ultimi 2 km dalla cima Vingegaard riesce a mantenere appena sotto i 10” il distacco; quando si arriva a quota 2000, il danese due volte re della Grande Boucle inizia a cedere e lassù avrà 30” precisi da Pogacar (che distrugge il record della salita dal versante di Saint Marie de Campan, risalente al duello del 2023 con lo stesso Vingegaard, abbassandolo di oltre 2 minuti), con Del Toro assieme a Lipowitz e Seixas oltre 1’30”.

In discesa, Evenepoel e i due fari della Lidl-Trek, Ayuso e Skjelmose (con loro anche Martinez e Kuss), rientrano sul terzetto ma ormai, quando si arriva ai piedi dell’erta di Gavarnie-Gedre ai -19 km, il distacco da “Pogi” è sempre di 1’45”, con Vingegaard nel frattempo rotolato oltre il minuto dallo sloveno.

E su una salita così pedalabile dove si possono fare grandi velocità, la nuova maglia gialla esonda tanto da rifilare appunto oltre due minuti e mezzo al suo più grande avversario, mentre Del Toro può sfruttare la situazione avendo il capitano davanti e allo sprint, in maniera piuttosto netta, si prende l’abbuono saltando Evenepoel, con Seixas 5°, Lipowitz 6°, la coppia Lidl-Trek e Lenny Martinez 10° davanti a Kuss.

A 4’47” troviamo Egan Bernal nella terra di nessuno, il 12° di tappa che è il solito costante Jordan Jegat su Tejada, Van Wilder e Pidcock (ma anche Tobias Halland Johannessen, uno dei grandi delusi in ottica lotta top five), si trova addirittura oltre gli 8’. Pazzesco.

La nuova generale, in attesa della probabilissima seconda volatona domani a Bordeaux, ci dice che Pogacar ripartirà con 2’42” di margine su Vingegaard, con Del Toro a 3’27” e lotta apertissima per il podio, visto che Evenepoel è 4° a 3’30”, Ayuso a 3’34”, Seixas 6° a 3’55” e Lipowitz 7° a 4’00”.

Oggi si è corsa anche la 2^ tappa del Tour of Austria (categoria 2.1), quella con l’arrivo più tosto sul “moloch” Grossglockner, a quota 2360 metri e col fantastico bis del padrone di casa Gregor Muhlberger: dopo aver già timbrato in solitaria ieri a Gamlitz, con la maglia della selezione austriaca il corridore della Decathlon CMA stacca tutti negli ultimi 5 km e arriva con 1’10” sul terzetto formato dal britannico Shaw (EF), dallo statunitense Vermaerke (UAE) e dal veterano Mollema, 4° per la Lidl-Trek. Per una GC che propone Muhlberger con 1’31” di vantaggio rispetto al leader unico della UAE Team Emirates XRG e 1’41” sull’eterno olandese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social

Più letti in Road bike

Nella calura dei Pirenei orientali è il giorno della 3^ tappa del Tour: altro arrivo all'insù a Les Angles, ma la fuga...

Nella calura dei Pirenei orientali è il giorno della 3^ tappa del Tour: altro arrivo all'insù a Les Angles, ma la fuga...

Alle 12.20 si parte, con l'allarme incendi nella zona che ha costretto l'organizzazione ad impedire l'accesso al pubblico negli ultimi 40 km del percorso, per una frazione che strizza l'occhio ad attaccanti già fuori classifica. Da capire se Pogacar, a 6 dalla maglia gialla di Vingegaard, proverà invece a tenere chiusa la corsa dopo aver lanciato Del Toro ieri a Barcellona. Nel primo pomeriggio, la tappa decisiva del Sibiu Tour con Finn leader dopo il trionfo di domenica.