Il dispiacere sincero di Pogacar per Vingegaard: "Non sarà più lo stesso Tour". E su Evenepoel dice che...

Foto di Redazione
Info foto

LaPresse

Stradatour de france 2026

Il dispiacere sincero di Pogacar per Vingegaard: "Non sarà più lo stesso Tour". E su Evenepoel dice che...

Oggi il secondo giorno di riposo alla Grande Boucle prima dell'unica cronometro: maglia gialla padrona con 5 minuti di vantaggio sul campione olimpico, che ieri però ha preceduto lo sloveno a Plateau de Solaison. "Non l'ho lasciato vincere, è stato fortissimo. La caduta di Jonas? Può aver inciso il controllo antidoping nella notte". Remco fa il pieno di fiducia: "Orgoglioso, mi criticavano per il rendimento in salita". Vingegaard ammette l'errore e intanto Del Toro, in maglia bianca, sogna il podio a Parigi anche se Seixas...

Una tappa shock, per quanto accaduto a Jonas Vingegaard e anche per la conclusione in vetta al Plateau de Solaison, con Remco Evenepoel capace di spezzare la tenaglia UAE Team Emirates XRG e ottenere la sua prima vittoria in una tappa di montagna al Tour de France, e in generale in una frazione in linea anche se, già due anni fa con il podio finale a Nizza, il fiammingo dimostrò che può lottare eccome per le posizioni che contano anche nel GT più importante, dopo aver vinto una Vuelta nel “lontano” 2022.

La Grande Boucle vive oggi il suo secondo e ultimo riposo, prima della cronometro di martedì che strizza l’occhio proprio al campione olimpico e mondiale di specialità, anche se è chiaro a tutti che Tadej Pogacar risulti il padrone assoluto in giallo, a maggior ragione senza più il suo primo vero rivale, appunto Vingegaard finito a terra a 22 km dalla conclusione, quando con la sua Visma stava comandando per attaccare sull’erta finale della 15^ tappa.

Si spezza così la serie Pogacar-Vingegaard ai primi due posti della classifica finale negli ultimi cinque Tour, e l’asso sloveno ha mostrato sincero dispiacere per il ritiro del danese, sottolineando pure che no, non ha lasciato la vittoria a Evenepoel nello sprint in salita di ieri. “Complimenti a Remco, è stato davvero forte anche quando è partito per la volata, non potevo passarlo – ha ammesso “Pogi” nel post tappa, come riporta Spazio Ciclismo – Era una scalata da oltre 30 minuti e abbiamo fatto alcuni dei numeri migliori, penso che a volte Evenepoel abbia solo bisogno di un po’ di boost morale e può volare. Sarà una spina nel fianco sino a fine Tour”.

Il campione del mondo, lanciato verso la quinta maglia gialla della carriera, ha poi parlato nel dettaglio del dramma sportivo vissuto da Vingegaard: “E’ davvero triste vedere che Jonas si è dovuto ritirare, dal 2021 ci siamo sempre dati battaglia per la vittoria.

Forse all’inizio non avevamo il miglior rapporto, ma negli ultimi due anni siamo diventati buoni rivali, che si rispettano molto tra di loro, e penso anche un po’ amici. Il Tour non sarà lo stesso senza di lui; mi ha fatto pensare, sì, che abbiamo avuto un controllo antidoping in piena notte (tra le due frazioni di montagna del week-end, ndr), lui lo ha avuto alle 2.00.

È stata una notte in cui il nostro sonno è stato rovinato, forse era un pochino meno concentrato e il suo Tour è stato rovinato. Non dico che sia per questo, ma potrebbe essere connesso. La Visma aveva deciso di provare a vincere la tappa e per noi era perfetto; avevamo anche Adam davanti che poteva lottare per il successo.

Poi ci abbiamo provato con Isaac, si trattava di una salita adatta a lui (sulla quale il messicano aveva conquistato l’ex Delfinato, il mese scorso). Penso che fosse un po’ dolorante per la caduta, forse ha perso un po’ di fiducia per il finale ma anche per lui è stata una buona giornata, ora è in maglia bianca e terzo in classifica. Deve essere contento”.

Per Jonas Vingegaard, la frattura scomposta alla clavicola destra, che verrà operata solo nei prossimi giorni, significa probabilmente stagione finita anche perché la Vuelta, dopo aver vinto il Giro, non era comunque nei programmi e il Mondiale in Canada era già in bilico. “Sono cose che capitano quando spingi per fare il ritmo – ha dichiarato il due volte vincitore del Tour a TV2 dopo il suo amaro ritiro – Forse siamo entrati in quella curva un po’ troppo veloci e la mia ruota anteriore è scappata via.

Non ho potuto fare nulla, il ciclismo a volte va così ed è una grande delusione per noi. La moto? Forse ha fatto un errore di traiettoria, ma noi corridori non dobbiamo badare alle moto e fare le valutazioni che servono. Si fanno degli errori e ormai questa cosa non possiamo cambiarla”.

Remco Evenepoel, ora 2° in GC a 5 minuti netti da Pogacar, si ritrova tra il primo grande centro in un tappone di montagna e la possibilità del bis a cronometro. “Sono orgoglioso, anche perché mi hanno sempre criticato per il rendimento in salita e oggi (ieri, ndr) ho dimostrato di essere cresciuto – sono state le dichiarazioni del fiammingo a Sporza – Lottare con il miglior corridore della storia in una tappa del genere è stato speciale”.

E poi c’è Isaac Del Toro, che ieri ha ricevuto il supporto clamoroso della maglia gialla per cercare di vincere un’altra frazione dopo quella di Barcellona (e 24 ore dopo il 2° posto di Le Markstein), ma deve sorridere perché è scampato da conseguenze serie nella caduta di Vingegaard, che ha visto il nativo di Ensenada a sua volta finire a terra, e ora si trova sul podio virtuale, 3° a 5’58” dal suo capitano e con 25 secondi di margine su Seixas, con il quale sarà duello sino alla fine anche per la maglia bianca, considerando che nella prova contro il tempo di martedì il transalpino potrebbe avere qualcosa in più. “Avere come gregario, diciamo così, un corridore come Tadej è stato incredibile – le parole del “Torito” – Ci ho provato scattando nell’ultimo km, come squadra resta un gran risultato.

La caduta? Sì, avevo un po’ di dolore ma è andata così, mi sono ritrovato nella situazione in cui o finivo proprio contro Pogacar, oppure cadevo io. Ho scelto la seconda opzione”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social