Nel post Tour di Pogacar c'è la Vuelta? "Vediamo entro due settimane". E MVDP farà il Mondiale di MTB in Val di Sole

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Stradatour de france 2026

Nel post Tour di Pogacar c'è la Vuelta? "Vediamo entro due settimane". E MVDP farà il Mondiale di MTB in Val di Sole

Si attende solo il "sì" del campione del mondo, dopo la storica cinquina di Tour de France per raggiungere quattro leggende, in ottica Tripla Corona con l'assalto alla prima Vuelta Espana della carriera. Van der Poel, che ieri ha piegato lo sloveno nel fantastico finale di Parigi, il 23 agosto farà il test decisivo a Les Gets ma vuole la maglia iridata del cross country di mountain bike, prima di cercare la seconda su strada a Montréal dove anche Evenepoel e Del Toro, sul podio finale della Grande Boucle, saranno tra gli attesi protagonisti.

Il Tour de France più veloce di sempre (oltre 43 km/h di media), ma soprattutto uno dei più spettacolari pur non essendoci mai stata, sin dall’assolo del grande favorito sul Tourmalet alla 6^ tappa, lotta per la maglia gialla che è finita per la quinta volta sulle spalle di Tadej Pogacar.

Come Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain, con il tre volte vincitore Greg Lemond a premiarlo al tramonto sui Campi Elisi, il fuoriclasse sloveno ha fatto ancora la storia all’interno di un 2026 semplicemente folle, avendo vinto tutte le gare tranne la Parigi-Roubaix, conclusa in 2^ posizione, e ora attenzione perché potrebbe e dovrebbe esserci la Vuelta Espana all’orizzonte per il numero 1 al mondo.

Non l’ha ancora confermato ufficialmente, ma si dice che la scelta sia ormai già stata presa dal bi campione del mondo e dal team, che in Spagna porterà Joao Almeida, ma dal portoghese non ha le garanzie, per tutto quanto accaduto nella sua complicata stagione, per portare a casa il successo finale.

Dopo il duello meraviglioso con Mathieu Van der Poel nell’ultima tappa, con Pogacar che ha provato in tutti i modi a vincere anche a Parigi (sarebbe stato il sesto timbro in questa edizione), ora ci sono altre tre missioni nell’annata del dominatore del ciclismo mondiale: completare la Tripla Corona con la prima Vuelta, dopo averla disputata solo nel 2019 (e da giovanissimo al debutto fu 3° facendo tris di tappe), infilare il tris mondiale consecutivo a Montréal e poi battere un altro record, sinora condiviso con Fausto Coppi, per il sesto Lombardia conquistando così quattro monumento su cinque nell’arco di pochi mesi, dalla Sanremo a marzo che,a ssieme al quinto Tour, è forse la vera gemma del 2026.

“Sono senza parole, è stata una giornata con un’atmosfera fantastica – le prime parole ieri sera di “Pogi” dopo la conclusione di una Grande Boucle dominata con oltre 6 minuti di vantaggio su Evenepoel e quasi 10 nei confronti del compagno Del Toro, per il quale ha pure lavorato molto da gregario extra-lusso – Ora però sono felice che il Tour sia finito e che sia riuscito a portare a casa la quinta vittoria.

È il settimo che faccio ed è la settima volta che salgo sul podio; gli altri possono pensare che sia una cosa favolosa, ma è incredibile anche per me e non so come riesca a farlo. Ci sono tanti fattori che contribuiscono a tutto questo, ma quello più importante è continuare a divertirsi ed essere circondato da persone che ci sono sempre per te, anche nei momenti più difficili”.

Poi il pensiero anche per l’eterno rivale, assieme al quale dal 2021 al 2025 ha condiviso sempre le prime due piazze a Parigi (e nel 2024 a Nizza, unica eccezione all’arrivo nella capitale visto che era l’anno dei Giochi Olimpici in Francia): “È un podio magnifico, che divido con grandi campioni, ed è un peccato che Jonas Vingegaard abbia dovuto lasciare per la caduta, così come altri. Spero che potremo combattere di nuovo tutti insieme l’anno prossimo. Ora la Vuelta? Se dovessi decidere ora, con la partenza della corsa domani, probabilmente direi di no ma posso decidere entro due settimane“.

Lo start il prossimo 22 agosto dal Principato di Monaco, dove Pogacar vive, e la sensazione chiarissima che arriverà il “sì”.

Intanto, domenica 2 agosto nella sua Komenda ci sarà l’appuntamento con la “Pogi Challenge”, l’evento cicloturistico aperto a tutti gli appassionati.

Mathieu Van der Poel, che si è regalato il primo successo a Parigi (rivincita anche dell’amara gara olimpica del 2024, ndr) e il quarto in assoluto sulle strade del Tour, era davvero al settimo cielo per l’impresa firmata sui Campi Elisi, resistendo di un soffio alla volata di gruppo dopo la splendida azione inscenata su Montmartre assieme a Pogacar. “Pensavo a questa tappa da un anno, davvero – ha confessato nel post corsa il fenomeno olandese dell’Alpecin-PremierTech – Ci tenevo moltissimo alla chiusura a Parigi, volevo vincere qui ed è un sogno. Poi con Jasper (Philipsen, ndr) secondo lì con me è fantastico”.

Come hanno anticipato i colleghi di “WielerFlits”, il finale di stagione di MVDP è ormai definito e, obiettivo dichiarato sin da inizio anno, se tutto andrà secondo i piani ci sarà l’assalto all’unica maglia iridata che gli manca, quella della mountain bike con la sfida di cross country olimpico in programma il 30 agosto in Val di Sole (dove Mathieu ha già vinto in Coppa del Mondo, ndr).

La settimana precedente, domenica 23 agosto, il test a livello World Series nell’arena francese di Les Gets, ma il 2026 di Van der Poel non terminerà col fuoristrada. Sì, perché c’è un altro Mondiale su strada, dopo aver rinunciato a Kigali 2025, aver conquistato il bronzo a Zurigo l’anno precedente e soprattutto il titolo a Glasgow 2023, al quale puntare: il 27 settembre a Montréal, su un percorso impegnativo ma che può provare a reggere nonostante il dislivello, il 31enne tulipano ci sarà e dovrebbe partecipare anche alle classiche canadesi del World Tour, l’11 e 13 settembre tra Québec City e proprio la città che ospiterà la sfida iridata due settimane più tardi.

Sarà lui il primo rivale di Pogacar quel giorno? Forse, ma Remco Evenepoel punterà a sua volta, e pure al poker personale a cronometro la settimana precedente, all’iride più importante: “Ho fatto la preparazione perfetta e lo dimostra il fatto che ho chiuso il Tour ancora fresco”, ha sottolineato il fuoriclasse fiammingo, come riporta “Spazio Ciclismo”, dopo la conclusione parigina di un Tour per lui splendido, con due vittorie di tappa e la piazza d’onore finale, dopo la terza del 2024.

Il podio l’ha completato Isaac Del Toro, 2° al Giro 2025 certo con rimpianti e ora al GT successivo, ma alla sua prima Grande Boucle a 22 anni, capace di chiudere 3° e conquistando la frazione di Barcellona, col supporto fondamentale di Pogacar ma ancora tanta qualità mostrata dal fenomenale messicano. “Sono orgoglioso, anche per un team che è stato pazzesco, se penso che salgo per il mio paese sul podio di Parigi è davvero un’emozione unica – le parole del classe 2003 di Ensenada – La corsa più importante al mondo e la più bella della mia carriera”.

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