Semplicemente... cla-mo-ro-so! Rimonta da libri di storia per Pogacar, anche l'Alpe d'Huez è sua

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Semplicemente... cla-mo-ro-so! Rimonta da libri di storia per Pogacar, anche l'Alpe d'Huez è sua

Tour de France, 19esima tappa: che impresa della maglia gialla sulla salita-mito, recuperando quasi 3 minuti e mezzo a corridori come Lenny Martinez, Carapaz e Kuss (che chiudono al 2°, 3° e 4° posto) con un'azione leggendaria. Evenepoel solidissimo al 2° posto della generale, ma ora ad oltre 7 minuti dal campione del mondo che firma la cinquina di successi in questa edizione, mentre Del Toro guadagna qualcosa su Seixas e crolla ancora Ayuso. Lorena Wiebes apre il Tour de Pologne con l'ennesima volata regale.

Una rimonta folle, semplicemente paurosa, “alla Pantani” di 31 anni fa.

E chiaramente, quando poi si è visto il tempo di scalata del Pirata battuto di oltre un minuto (35’27” contro 36’40”), la mente degli appassionati è tornata a quel 1995. In maglia gialla, in mezzo ad una folla incredibile (si è arrivato vicino al milione di persone, indicano le stime), Tadej Pogacar ha firmato un’impresa da libri di storia, una delle più belle della carriera per conquistare per la prima volta anche l’Alpe d’Huez.

La due giorni del Tour n° 113 sulla salita più attesa si è aperta con un numero memorabile del fenomeno sloveno della UAE Team Emirates XRG, alla cinquina personale in questa edizione per quella che è la vittoria di tappa numero 26 alla Grande Boucle, con la cinquina in giallo a Parigi come Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain ormai vicinissima.

Eppure, sembrava impossibile ad un certo punto per “Pogi” vincere sull’ascesa-mito del Tour de France, perché già sul primo GPM di giornata, il Bayard scollinato dopo appena 5 km, si era formata una fuga di enorme qualità e composta da ben 42 elementi, con la UAE che, come noto, già si trovava in emergenza per le condizioni di salute di alcuni corridori chiave, pur recuperando un discreto Adam Yates che si è inserito in quella maxi-azione.

Con Valentin Paret-Peintre (che poi andrà alla deriva) ad anticipare Carapaz anche sul GPM di 1^ categoria del Col de Noyer, la quarantina abbondante di uomini all’attacco, tra cui Lenny Martinez e Yannis Voisard da zona top ten in classifica, ma anche Mads Pedersen in maglia verde e che guadagnerà altri 25 pt chiave su Philipsen volando ad un +57 abbastanza rassicurante prima di Parigi, e quattro italiani (Cattaneo, l’ultimo poi a mollare, Frigo, Tiberi e Piganzoli, che cederà sul Col d’Ornon ad oltre 30 km dall’arrivo), è arrivata a guadagnare quasi 4 minuti e mezzo prima della penultima scalata di tappa.

Se la squadra della maglia gialla aveva gli uomini contati, e davanti hanno sempre viaggiato fortissimo con Armirail, Jorgenson, Tarling e Foss su tutti a spremersi per Kuss e Arensman, ci hanno pensato Red Bull-Bora Hansgrohe e in parte la Pinarello Q36.5 di Pidcock (in difesa della posizione in classifica rispetto a Martinez) a tirare limitando i danni, così come la Lidl-Trek una volta che Gee-West, Pedersen e Vacek si sono rialzati dalla fuga.

Così, il plotone dei big è arrivato ai piedi dell’Alpe d’Huez con 3’25” di svantaggio, ma con i campioni là davanti era difficilissimo pensare che Pogacar potesse farcela: avrebbe potuto gestire, con quel vantaggio in classifica, ma ancora una volta il campionissimo di Komenda ha voluto regalare spettacolo e, quando mancavano ancora 12,5 km alla cima, è partito staccando subito i potenziali rivali di classifica, mentre Juan Ayuso già andava in crisi (pagherà 6’26” al traguardo) rispetto a Evenepoel, Del Toro, Seixas e il compagno Skjelmose, trovando per 1000-1200 metri l’aiuto di Yates.

Ancora ad oltre 2 minuti da Carapaz, Kuss e Martinez che a quel punto erano rimasti davanti, ma si sono anche studiati un po’ troppo con l’olimpionico, già vincente ieri a Orcières-Merlette, generosissimo con vari tentativi di andarsene, Pogacar a 9 km dall’arrivo ha fatto nuovamente tutto da solo riprendendo ogni singolo fuggitivo, mentre alle sue spalle Evenepoel, a poco meno di 5 km dal traguardo, ha staccato di forza gli altri uomini da top five, così come Del Toro ai -3 nel confronto diretto per podio e maglia bianca su Seixas.

Sulle ultime pendenze dure, quando mancavano ormai 2500 metri all’arrivo, Carapaz è riuscito a stroncare Martinez e Kuss, ma Pogacar era ormai inesorabile ad una decina di secondi. E ai -1800, l’aggancio è riuscito con lo sloveno che non ha atteso di giocarsela allo sprint a tre, ma sull’ultima rampa all’altezza della flamme rouge ha avuto la forza di staccarsi di ruota il sudamericano dell’EF e il transalpino di casa Bahrain-Victorious, che poi sarà 2°, a 6 secondi da Tadej, sulla linea del traguardo davanti ad un amaro Carapaz, che si consola con la maglia a pois conquistata con 1 solo punto di vantaggio nei confronti dello stesso Pogacar.

A più di un minuto arriverà Kuss, per una Visma ancora a secco (cronosquadre iniziale a parte), poi il 5° posto di Tobias Halland Johannessen, resistendo al 2° e 3° di tappa tra gli uomini di classifica, ovvero Evenepoel che conferma una condizione in salita mai vista in carriera, pur terminando a 2’29” dal padrone del Tour, e Del Toro che chiude a 2’41” e, per “colpa” anche della menata finale di Skjelmose, sino a quel momento sempre a ruota e che ha trascinato con se Paul Seixas, ha guadagnato appena 4” sul francese della Decathlon.

In classifica, il due volte iridato in carica comanda con la bellezza di 7’11” di vantaggio nei confronti di Evenepoel, Del Toro si trova a 9’42” e ha 24 secondi da gestire su Seixas, con Lenny Martinez che risale sino alla quinta piazza, a 13 minuti dal leader e 9” davanti a Skjelmose, ora il miglior Lidl-Trek visto che Ayuso rotola dalla top five all’attuale settimo a 15’58” dal suo ex capitano, con Carapaz ancora più su (8°) davanti a Pidcock e Jegat che completano la top ten, mentre Davide Piganzoli, cedendo dalla fuga per finire la tappa 19° a 7’34”, ora è 14° (stamattina il valtellinese si trovava 13°) nella generale che potrà ancora cambiare sabato.

Sì, perché ci sarà il mostruoso tappone (5500 mt di dislivello, da record al Tour) da Le Bourg d’Oisans di nuovo all’Alpe d’Huez, 170 km con Croix de Fer in partenza, la sequenza Telegraphe-Galibier e poi il Col de Sarenne, ovvero l’altro versante dell’Alpe che finirà ai -15 km, prima di un falsopiano e la discesa che porterà a ricongiungersi con la strada già affrontata oggi nei 3,5 km finali.

E c’è anche la possibilità concreta di pioggia nel pomeriggio…

Oggi si è corso anche in ambito femminile ad alto livello, per la prima tappa del Tour de Pologne (categoria ProSeries): 4^ edizione con tanto spazio per le ruote veloci e livello altissimo, tanto che sul traguardo di Zamosc ha vinto nientemeno che Lorena Wiebes, aprendo la doppietta SD Worx-Protime visto che la compagna e lead-out Barbara Guarischi ha concluso 2^ festeggiando con l’olandese, davanti alla belga Marthe Truyen della Fenix, 3^, mentre Consonni e Balsamo, le azzurre più attese, non sono riuscite praticamente a sprintare.

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