Spaventoso Evenepoel, un dominio contro il tempo ma Pogacar è perfetto. Del Toro-Seixas, regna l'equilibrio

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Spaventoso Evenepoel, un dominio contro il tempo ma Pogacar è perfetto. Del Toro-Seixas, regna l'equilibrio

Tour de France, 16^ tappa: la cronometro da Evian a Thonon les Bains secondo pronostico, con il campione olimpico e mondiale che precede di 29" la maglia gialla, che conserva 4 minuti e mezzo di vantaggio nella generale. Male Ayuso, gran 3° Skjelmose sui giovanissimi, con il messicano che difende podio e maglia bianca perdendo appena 5" dal transalpino. Cade e si ritira Lipowitz, ottimo il 6° posto di Cattaneo mentre Ganna patisce troppo la salita iniziale.

Un bis favoloso, nella sua specialità preferita (26 dei 76 successi da pro sono arrivati contro il tempo), con la maglia iridata sulle spalle per volare a 48,450 km/h su un percorso tostissimo e conquistare la sua quarta tappa in carriera al Tour de France, la terza contro il tempo.

Remco Evenepoel domina la cronometro sulla sponda francese del lago di Ginevra, 26,1 km da Evian les Bains a Thonon les Bains, battendo anche Tadej Pogacar che, su un profilo altimetrico (e planimetrico, con una discesa molto impegnativa) come quello visto in questa 16esima tappa, ha fatto benissimo come da pronostico ma nulla ha potuto nel confronto con il campione olimpico e tre volte iridato in carica, davanti di 28” alla maglia gialla.

Il fiammingo ha guadagnato quasi 15” sull’asso della UAE Team Emirates XRG anche al termine dei 9,5 km iniziali in salita (al 4,2% di media), mentre tutti gli altri erano già attorno al minuto di ritardo e, già terminata la picchiata dal GPM di 2^ categoria, c’è stata poi l’altra notizia chiave di giornata, ovvero la caduta con ritiro di un altro big due giorni dopo Jonas Vingegaard, quella di Florian Lipowitz.

Scivolando in una curva a destra, il tedesco co-leader della Red Bull-Bora Hansgrohe (5° in classifica alla vigilia dell’unica crono individuale di questa edizione) si è fratturato la clavicola destra, proprio mentre stava viaggiando sui tempi di Mattias Skjelmose, che poi sarà gran 3° a 1’04” da Evenepoel. Se la Lidl-Trek sorride per il danese, piange per la controprestazione di Juan Ayuso, appena 15° a 2’22” e ora lontanissimo dalla zona podio.

In tal senso, ma anche per la maglia bianca, hanno risposto alla grande i due giovanissimi: Paul Seixas chiudendo 4° a 1’16”, Isaac Del Toro piazzandosi 5° a soli 5” dal transalpino (che sulla carta avrebbe dovuto guadagnare maggiormente sul messicano, alla miglior cronometro della carriera), mentre la sesta moneta di giornata è per un gran Mattia Cattaneo. Il bergamasco, gregario fidatissimo di Evenepoel, termina a 1’41” davanti ad Arensman, Armirail, Castrillo e Tarling, che paga oltre 2 minuti e completa la top ten, specialista puro come Pippo Ganna che, alla pari del compagno di team britannico (e di molti altri, pensiamo a Foss e Affini, lontanissimi), paga una prova così dura e deve accontentarsi dell’11° posto a 2’06” dal suo grande rivale.

Il verbanese, di fatto, ha perso quei 2 minuti tutti in salita.

In classifica, quindi, Pogacar conserva 4’32” di vantaggio su Evenepoel quando restano i tre arrivi in salita, anche se mercoledì si ripartirà con una tappa vallonata (ma che potrebbe anche arrivare allo sprint) da Chambéry a Voiron, con Del Toro 3° a 6’51” e una ventina di secondi nei confronti di Seixas per quello che sarà il duello finale forse più atteso sulla doppia Alpe d’Huez, con Ayuso 5° ma già a 9’22” e Skjelmose che si avvicina a 10’14”, mentre Lenny Martinez e Tom Pidcock sono rispettivamente 7° e 8° a quasi 13 minuti. Davide Piganzoli, che ha spinto eccome la crono per curare una discreta classifica nella Visma Lease a Bike priva di Vingegaard, risale al 13° posto ed è il miglior italiano.

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