Un Ganna superlativo non basta, la cronosquadre di Barcellona è per la Visma con Vingegaard subito in giallo

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Un Ganna superlativo non basta, la cronosquadre di Barcellona è per la Visma con Vingegaard subito in giallo

Il Tour de France si apre con i "calabroni" che rispettano il pronostico, anche perchè la Netcompany INEOS paga la foratura di Vauquelin e il campione d'Italia, primo dei suoi a tagliare il traguardo, arriva a soli 8" dal danese. Pogacar, che stacca di qualche secondo Del Toro nel finale, rimonta sino a piazzare terza la sua UAE (+ 12") regolando Lidl-Trek di Ayuso e la Red Bull-Bora Hansgrohe di Evenepoel, deluso.

Una sfida che ha visto Filippo Ganna sognare per una quarantina di minuti la prima maglia gialla della carriera, da mettere sopra ad un tricolore che l’ha visto volare lungo i 19,6 km della cronometro a squadre che ha aperto la 113^ edizione del Tour de France.

Poi, nell’arena del Montjuic di Barcellona, è arrivata la Visma Lease a Bike e capitan Jonas Vingegaard, a cancellare il sogno del verbanese della Netcompany INEOS, il primo dei suoi e in solitaria a tagliare il traguardo di una prova particolare, visto che (come si fa per ogni corsa di ASO ormai da oltre 3 anni) i tempi si prendono su ogni singolo corridore, “lanciando” sugli strappi finali della collina nella capitale catalana il leader designato.

Il problema, per i britannici che erano i co-favoriti di giornata proprio con gli olandesi dell’asso danese, è che colui che avrebbe dovuto fare il finale a tutta, Kevin Vauquelin (che anche per caratteristiche, sul muro conclusivo di 700 mt avrebbe potuto fare benissimo ed era stato risparmiato nella prima parte di crono), ha forato poco dopo metà prova ed è stato costretto a staccarsi, concludendo poi ad oltre un minuto da Ganna che ha fatto gli ultimi 3 km con Tobias Foss, e i 700 metri all’insù superandosi anche in salita.

Non è bastato per la gialla, che dopo 3 anni (quando la portò a Parigi nel giorno del sigillo del suo secondo Tour) torna sulle spalle di Vingegaard, che assieme ad una squadra altrettanto super, con Affini eroico in pianura, dopo la caduta al tricolore, e Piganzoli bravissimo sulle ultime difficoltà di giornata, ha battuto per 8” Ganna e la Netcompany INEOS.

Poi la terza piazza per la UAE Team Emirates XRG: per caratteristiche dei team, la squadra del grande favorito di questa Grande Boucle, Tadej Pogacar, non aveva troppe chances per giocarsi anche il successo di tappa, ma nel finale lo sloveno ha fatto la “sparata”, dopo aver perso una quindicina di secondi nei 15 km abbondanti sui veloci stradoni di Barcellona, per recuperare qualcosa e chiudere a 12” dal grande rivale. L’ha lanciato molto bene Isaac Del Toro, che la UAE vuole comunque tenere in classifica e ha concluso a soli 14” dal suo capitano, mentre in casa Lidl-Trek una foratura ha tagliato fuori Mattias Skjelmose, rotolato ad oltre un minuto e mezzo, con Juan Ayuso pilotato da Gee-West e Vacek per un buon 4° crono a 16” dai vincitori.

Poi la quinta posizione, e nel loro caso si può parlare di parziale delusione, della Red Bull-Bora Hansgrohe trascinata da Remco Evenepoel: non è bastato il campione del mondo del tic tac per fare meglio di un ritardo di 19” dalla Visma da parte del fiammingo, che ha staccato senza remore Florian Lipowitz nel km finale, tanto che il tedesco ha tagliato il traguardo a 16” dal compagno (con Hindley a 2 minuti, ma era già chiaro che l’australiano non avrebbe curato la classifica).

Distacco di 39” per Paul Seixas, non poco per il fenomeno transalpino della Decathlon CMA CGM, praticamente alla pari dell’Alpecin-PremierTech di Van der Poel, che ha provato a rimanere vicino in chiave maglia gialla domenica, ma si trova a dover compiere ora un’impresa per quell’obiettivo.

Antonio Tiberi, leader designato della sua Bahrain-Victorious, è arrivato a 47”, tra Groupama-FDJ (con Grégoire) e una Jayco-Alula che non ha pensato alla generale di Plapp e O’Connor.

La prima classifica, quindi, ci dice che Vingegaard guida con 8” su Ganna, 12 rispetto a Pogacar, 16 su Ayuso, con Evenepoel a 19, Del Toro a 26, Piganzoli a 28” e Lipowitz a 35. Da segnalare Pidcock e Van Wilder, fari rispettivamente di Pinarello Q36.5 e Soudal-Quick Step, a quasi 1 minuto che paga già Arensman, terzo Netcompany INEOS al gong alle spalle anche di Foss.

E domenica, con la Tarragona-Barcellona, sarà un finale esplosivo con tripla scalata al Montjuic, affrontando però un muro di 1600 mt vicino al 10% di media, con ultimo scollinamento a 2500 metri dalla linea e altro strappo, per lo stesso arrivo odierno, negli ultimi 700 mt.

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