L'uomo dei sogni azzurri è Filippo Ganna, ma il quartetto d'oro è il vero trionfo di un gruppo d'acciaio

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L'uomo dei sogni azzurri è Filippo Ganna, ma il quartetto d'oro è il vero trionfo di un gruppo d'acciaio

Il trionfo olimpico nell'Inseguimento a squadre, raccontato dal colosso verbanese e dai compagni Milan, Lamon e Consonni. "Siamo stati perfetti".

Un quartetto d'oro, arrivato nell'olimpo dello sport scalando un gradino alla volta, togliendo secondi ad ogni grande evento, dal limite dei 4 minuti abbassato oltre 5 anni fa ai Mondiali di Londra, sino all'incredibile 3'42”302 valso la medaglia d'oro a Tokyo, dopo aver vissuto la precedente edizione dei Giochi, a Rio 2016, di “rincorsa” visto che erano stati chiamati all'ultimo al posto dei russi.

Francesco Lamon, Simone Consonni, Jonathan Milan e Filippo Ganna entrano di diritto nella storia del ciclismo su pista, perchè vincere in questa maniera un titolo olimpico nell'Inseguimento a squadre, che in casa Italia mancava dai Giochi di casa, a Roma 1960, è stata emozione pura per milioni di appassionati.

La Danimarca iridata a Berlino 2020, quando gli azzurri furono di bronzo ma già capirono di essersi avvicinati parecchio a Madsen e compagni, è stata piegata in rimonta da un missile d'oro, trainato da quella locomotiva che risponde al nome di Filippo Ganna. Irrefrenabile la gioia dei ragazzi di Marco Villa, la vera mente pensante dietro a questo progetto (e come dimenticare quanto fatto dal coordinatore delle nazionali Davide Cassani, che ha lavorato tantissimo assieme all'ex pistard), con lo stesso Pippo che dopo il traguardo si è messo la mano all'orecchio, sollevando poi la bici al... cielo dell'Izu Velodrome.

Siamo stati perfetti – le prime parole di “Top Ganna” - Sapevamo di potercela fare, ma serviva una prova di questo tipo. E' la vittoria di un grandissimo gruppo e di tante persone, anche quelle che non sono presenti qui a Tokyo”.

La lunga notte del trionfo azzurro è appena cominciata, anche se domani ci sarà in pista per il suo Omnium proprio il campione olimpico in carica, Elia Viviani, fondamentale proprio nella costruzione di questa squadra d'oro.

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