Magnier, che tris a Pieve di Soligo: battuti Zambanini e Milan, ora le ultime grandi montagne

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Magnier, che tris a Pieve di Soligo: battuti Zambanini e Milan, ora le ultime grandi montagne

Il muro di Ca' del Poggio non fa la differenza, molte ruote veloci arrivano a giocarsela sul traguardo della 18esima tappa e arriva la terza vittoria in questo Giro per il transalpino, che chiude i conti per la maglia ciclamino. Vingegaard tranquillo in rosa, domani la giornata più dura sulle Dolomiti.

Un tris in altrettante volate disputate, visto che a Napoli (dove fu comunque 3° con una rimonta folle) la caduta di Groenewegen davanti a lui aveva rovinato tutto e a Milano aveva battuto tutti, ma solo per il 5° posto con la fuga che aveva resistito al gruppo.

Paul Magnier è lo sprinter principe di questo Giro d’Italia e un’altra conferma arriva da Pieve di Soligo, con l’arrivo della 18^ tappa che premia ancora il classe 2004 transalpino della Soudal-Quick Step, capace di resistere in salita e rientrare, con una grande squadra al suo servizio, per battere tre italiani in serie e riprendersi la maglia ciclamino, di fatto chiudendo i giochi nella lotta con Narvaez visto che domenica prossima a Roma sarà ancora il ragazzo nato in Texas il favorito.

Una giornata che per molti avrebbe dovuto premiare la fuga, ma dopo una battaglia di una quarantina di km, alla fine se ne sono andati solo in quattro, con Geens (Alpecin) ultimo a resistere al plotone che ha agganciato il belga ai -11 km, appena prima di affrontare il muro di Ca’ del Poggio, il punto più atteso della frazione con i suoi 1000 mt al 12%; la Lidl-Trek, che ha controllato l’intera tappa, ha puntato su Jonathan Milan credendo nella resistenza del friulano su quelle pendenze e il 25enne di Buja è riuscito a rimanere in lotta per la vittoria, ridotta alla fine a 60 corridori.

Nel frattempo, su quello strappo ci ha provato Afonso Eulalio, che tra l’altro era caduto a poco più di 50 km dal traguardo, poi coraggiosissimo a seguire pure Johannes Kulset nell’attacco a 5 km dall’arrivo, con il portoghese e il norvegese ripresi praticamente all’ultimo km, con la Soudal perfetta nel lavoro per Magnier, e in particolare uno Stuyven maestoso ha lanciato il compagno ad una volata senza storia, visto che ai 150 metri e con una doppia semi curva (sul bagnato, tra l’altro) era ormai impossibile pensare di saltare Paul, a maggior ragione per Milan che ne ha perso la ruota ai 300 mt per merito di Edoardo Zambanini, che infatti chiuderà secondo.

Alle spalle del trentino della Bahrain-Victorious ecco quindi il velocista della Lidl-Trek, ancora a secco in un Giro per lui molto deludente, e Francesco Busatto 4° su Strong, l’ex maglia rosa Silva, Mihkels e Magli.

Nessun problema per i big, alla vigilia del tappone dolomito da Feltre ad Alleghe, con l’inedita ascesa ai Piani di Pezzé per i durissimi 5 km finali, con Vingegaard in rosa conservando 4’03” su Gall e 4’27” rispetto ad Arensman.

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