Nel giorno della rinascita di Kuss, capitan Vingegaard comanda il Giro. Ciccone show: "Sono felice, anche se..."

Nel giorno della rinascita di Kuss, capitan Vingegaard comanda il Giro. Ciccone show: 'Sono felice, anche se...'
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Nel giorno della rinascita di Kuss, capitan Vingegaard comanda il Giro. Ciccone show: "Sono felice, anche se..."

Visma Lease a Bike in pieno controllo prima dell'ultima tappa di montagna, tanto che il danese permette ad uno dei suoi gregari più fidati (e Piganzoli si avvicina alla maglia bianca) di sfruttare la chance trionfando a Piani di Pezzé. Lidl-Trek protagonista ma ancora a secco, con l'abruzzese nuovo miglior scalatore con la polemica (quella con Rubio) che ha cambiato il finale di tappa.

I “calabroni” questa volta hanno punto, per la quinta vittoria di tappa in un Giro d’Italia dominato in chiave classifica generale con Jonas Vingegaard, con un Sepp Kuss superlativo nel durissimo finale ai Piani di Pezzé, ritrovando quel successo che per lo statunitense significa completare l’elenco dei grandi giri in cui è riuscito a mettere il timbro.

Nella giornata di festa per il compagno di squadra, può sorridere eccome il re danese in maglia rosa, ma in parte anche Giulio Ciccone e la Lidl-Trek, pur rimanendo a secco e non avendo ancora la garanzia che la maglia azzurra, conquistata dallo scalatore abruzzese dopo aver concluso pure al 3° posto di tappa, ripreso a 2 km dalla linea da un Kuss scatenato dopo che l’italiano aveva attaccato in discesa dal Falzarego in seguito alla polemica con Einer Rubio, che gli aveva tolto 10 pt al GPM dopo aver già discusso con Derek Gee-West in seguito al Red Bull KM, che il colombiano della Movistar credeva gli sarebbe stato lasciato dal canadese (che però aveva bisogno di quei 6” in chiave generale”.

Come riporta “Spazio Ciclismo”, Ciccone si dice comunque soddisfatto anche se… “sì, sono felice di come siano andate le cose, siamo davvero andati a tutta dall’inizio alla fine.

Come squadra avevamo un piano e abbiamo fatto un gran lavoro. Siamo arrivati secondo e terzo, forse possiamo essere un po’ delusi per la mancata vittoria, ma possiamo essere orgogliosi.

Nella discesa del Falzarego sono partito e nella valle poi c’era il vento frontale; penso fosse una buona mossa anche per Derek, consentendogli di restare a ruota. Poi non so cosa sia successo dietro di me, ma ho visto che Kuss andava al doppio e non potevo fare niente. Rubio? Dovreste chiedere a lui, mi ha detto che ce l’aveva con me per quanto successo al Red Bull KM, ma non potevo farci niente ed era qualcosa che si giocavano gli uomini di classifica. Voleva vincerlo, poi mi è scattato in faccia al GPM e non me lo aspettavo.

Alla fine sono l’unico a lottare per questa maglia, non credo che il terzo possa ancora vincerla. Per la maglia azzurra, comunque, abbiamo fatto tutto perfetto e anche in chiave classifica per Derek davvero il massimo. Domani non sarà facile per me, se la Visma farà corsa dura bisognerà vedere”. Giulio ha 57 punti di margine su Vingegaard, in palio ci sono 90 punti tra prima ascesa a Piancavallo (in precedenza c’è anche un GPM di 3^ categoria, ndr) e quella finale che porterà al traguardo.

“Questa era una tappa dove sarebbe potuto accadere di tutto – le parole di Jonas Vingegaard, lui che domani potrebbe trovare la cinquina personale per chiudere in bellezza un Giro che lo vede sempre con 4’03” di vantaggio su Gall, mentre Hindley ha soffiato il 3° posto ad Arensman – Il nostro piano era di avere Sepp nella fuga che sarebbe nata sulla prima salita. Ci è riuscito e ha vinto, sono veramente contento per lui.

È sempre stato presente nelle mie vittorie nei Grandi Giri e c’è sempre stato per me, senza chiedere nulla per sé. Anche oggi, gliel’ho dovuto dire io di andare e giocarsi le proprie carte. Ci è riuscito e penso che se lo meriti. Non credeva che sarebbe riuscito a vincere tappe in tutti e tre i GT e invece… è un altro giorno speciale per la nostra squadra”.

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