Neff e lo storico trionfo rossocrociato nel cross country olimpico: "E' una storia bellissima"

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Neff e lo storico trionfo rossocrociato nel cross country olimpico: "E' una storia bellissima"

La fuoriclasse elvetica svela i segreti del suo trionfo a cinque cerchi. Eva Lechner, solo 25^: "Ho pagato le condizioni climatiche".

Una tripletta storica che la Svizzera attendeva da 85 anni, visto che l'ultima volta di un podio olimpico tutto rossocrociato risaliva addirittura al 1936, nella ginnastica artistica in occasione dei Giochi di Berlino.

La gara di MTB Cross Country femminile ha visto le elvetiche dominare in lungo e in largo, ma in particolare è stata Jolanda Neff a fare il vuoto ben presto, conquistando uno dei pochi titoli che le mancavano in una carriera già meravigliosa, a soli 28 anni e dopo aver vissuto il dramma di un infortunio terribile come quello del dicembre 2019, quando la fuoriclasse di Thal si ritrovò con un polmone collassato, fratture alle costole e la rottura della milza, per un recupero tutt'altro che certo ai massimi livelli.

Sarò la sorpresa”, aveva detto alla vigilia Jolanda, che a giugno si era rotta una mano, ma sapeva bene di aver preparato al meglio questo appuntamento. “Oggi avevo tutto sotto controllo – ha dichiarato nell'immediato post gara – E' fantastico e al tempo stesso incredibile vincere un oro olimpico, ma va detto che abbiamo investito molto nei mezzi tecnologici e abbiamo lavorato tanto, questo ha ripagato tutta la squadra.

E' una bellissima storia e condividere il podio con le ragazze è meraviglioso”.

Eva Lechner, unica azzurra in gara e, seppur con una buona partenza, davvero mai in gara per un 25° posto che non può neanche lontanamente soddisfarla, ha analizzato così la sua prova ai microfoni di “tuttobiciweb”: “Oggi la gamba era buona, ma l'umidità mi ha ammazzata, non riuscivo a respirare – le parole dell'altoatesina - Stamattina ero contenta quando ho visto che pioveva, ma ha smesso e il caldo è diventato ancora maggiore, mentre il percorso si è asciugato e non era più così difficile.

Era la mia quarta Olimpiade, devo accettare il fatto che purtroppo non sono mai riuscita a dare il massimo. Sono comunque contenta della mia carriera e probabilmente questa è stata l'ultima volta ai Giochi, anche se non si sa mai. Dispiace perchè l'avevo preparata bene, ma capitano giornate del genere, è sufficiente guardare quanto successo alle francesi che avevano dominato la stagione e si ritrovano senza nulla in mano”.

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