Olimpiadi su pista, l'Italia chiude con le due medaglie maschili. Jason Kenny, sei leggenda!

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Olimpiadi su pista, l'Italia chiude con le due medaglie maschili. Jason Kenny, sei leggenda!

L'ultima giornata all'Izu Velodrome vede Elisa Balsamo di nuovo protagonista sfortunata nell'Omnium, con una caduta decisiva già in avvio. Trionfo di Jennifer Valente, mentre il fuoriclasse britannico batte tutti in un Keirin incredibile e conquista il 7° oro ai Giochi.

L'Italia saluta le Olimpiadi di Tokyo, per quanto riguarda il ciclismo su pista, con due medaglie arrivate dal settore maschile e lo splendido trionfo del quartetto dell'Inseguimento, con il bronzo di Elia Viviani nell'Omnium a condire un bilancio comunque positivo.

Se Dino Salvoldi, con la sua nazionale, era riuscito a conquistare un bronzo su strada con Elisa Longo Borghini, dall'Izu Velodrome non sono arrivati allori con le ragazze. L'ultima speranza era rappresentata da Elisa Balsamo, ma l'Omnium della cuneese, così come l'intera sua Olimpiade considerata la caduta e l'ottavo posto finale nella Madison (dopo il 6° nell'Inseguimento a squadre), è stato condito dalla sfortuna.

Ottima la partenza dell'azzurra nello Scratch, ma proprio nel finale della prova inaugurale ecco un altro volo incredibile, che qualche scoria a livello fisico e mentale l'ha lasciato eccome, oltre a costringere Balsamo al 13° posto di partenza, mentre Jennifer Valente ha cominciato proprio con una vittoria che ha dato il via al trionfo della statunitense.

Il primo titolo olimpico della 26enne di San Diego è diventato realtà nella corsa a punti, nonostante una caduta rimediata a 30 giri dal termine; 124 punti sono bastati per respingere la giapponese Yumi Kajihara, anch'essa finita a terra nei giri conclusivi, d'argento a quota 110 e con due lunghezze di margine su Kirsten Wild, capace di strappare comunque il bronzo (sua prima medaglia olimpica per coronare una grandissima carriera) e relegare Amalie Dideriksen al 4° posto, con Laura Kenny solo sesta dopo aver pagato anch'essa la brutta caduta dello Scratch e aver provato a riaprire tutto con la vittoria nella Tempo Race (la terza prova, l'Eliminazione, vedrà invece imporsi la francese Clara Copponi).

Per Elisa Balsamo arriverà un 14° posto certamente amaro, ma il tempo è tutto dalla parte di uno dei grandi talenti del nostro ciclismo che rivedremo ai Giochi di Parigi 2024.

 

KENNY LEGGENDA!

 

La settima e ultima giornata all'Izu Velodrome ha assegnato altri due titoli, con le gare della velocità che non vedevano, ancora una volta, azzurri in pista.

Il Keirin maschile ha scritto in qualche modo una pagina di storia: Jason Kenny, infatti, è stato in grado di conquistare la sua settima medaglia d'oro olimpica, in ben quattro diverse edizioni dei Giochi (un titolo a Pechino, 2 a Londra, 3 a Rio), con una condotta di gara pazzesca nella finalissima, visto che sui 3 giri lanciati il fuoriclasse britannico è partito subito, creando il buco decisivo per non farsi più riprendere. Medaglia d'argento al malese Awang, che ha bruciato sulla linea Harrie Lavreysen (terza medaglia in tre gare dopo i due ori nella velocità individuale e a squadre), mentre è finito giù dal podio con tanta amarezza, proprio lui che era a ruota di Kenny nel momento decisivo, un Matthew Glaetzer che sognava di salire sul podio dopo quanto vissuto nelle ultime due stagioni, lui che a fine 2019 si è trovato a combattere con una forma di cancro alla tiroide.

Lo Sprint donne, invece, ha premiato la canadese Kelsey Mitchell, perfetta sia nella semifinale contro la tedesca Emma Hinze (poi battuta per il bronzo da Wai Sze Lee, rappresentante di Hong Kong), sia nell'ultimo atto con l'ucraina Olena Starikova, costretta ad accontentarsi comunque di un gran argento, battuta per 2-0.

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