Prima storica rovinata sul Finestre: è un post tappa ricco di polemiche. Bellino: "Abbiamo ascoltato l'ente parco"

Una prima storica rovinata sul Colle del
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Stradagiro d'italia women 2026

Prima storica rovinata sul Finestre: è un post tappa ricco di polemiche. Bellino: "Abbiamo ascoltato l'ente parco"

Il Giro d'Italia Women non è arrivato ai 2178 mt della vetta più alta, dedicata ad Alfonsina Strada: sono le tempistiche della comunicazione, al netto del potenziale pericolo legati a quei blocchi di ghiaccio sopra la strada, a fare discutere e la testimonianza dei colleghi di Bici.PRO dice molto di come la vicenda sia stata gestita malissimo. Sestriere, la delusione del sindaco Poncet. Domenica a Saluzzo il disperato assalto di Vollering, vincitrice anche oggi, alla maglia rosa Van der Breggen.

Un mare di polemiche, rovinando in buona parte la prima storica del ciclismo femminile sul Colle delle Finestre.

Un vero peccato, perché la tappa regina di questo Giro Women meritava ben altro epilogo che non una linea tirata sullo sterrato della fantastica salita piemontese, ad un km dalla cima per un traguardo “inventato” sul momento, comunicandolo alle atlete quando si trovavano ormai a 8 km (dopo averne scalati oltre 10) dalla cima, senza la discesa, il falsopiano e la scalata finale verso Sestriere.

Arriva il bis di Demi Vollering davanti alle altre tre donne più forti di questa edizione, ovvero Holmgren (favolosa la giovanissima canadese della Lidl-Trek), Niedermaier e una granitica Anna Van der Breggen in maglia rosa, che domenica a Saluzzo, su un tracciato tutt’altro che morbido ma “gestibile” dalla fuoriclasse della SD Worx-Protime (anche se lo squadrone olandese è davvero ridotto in termini numerici e di qualità dopo un Giro complicato), difenderà 50” di margine sulla connazionale stella della FDJ United Suez.

Ma cosa è accaduto veramente nel folle pomeriggio sul Finestre? Attorno alle 13.00, era stata segnalata una piccola slavina con la strada subito liberata, ma solo quando il gruppo era già sulle rampe dell’ascesa simbolo dell’intero Giro d’Italia è emerso che l’ente del parco che governa la zona aveva avvertito del pericolo legato ad un accumulo di ghiaccio, in una zona poco sopra gli ultimi tornanti della montagna, che si sarebbe potuto staccare finendo sulla strada.

Il problema principale è che questa comunicazione pare non sia neppure arrivata alla giuria di gara, tanto che i colleghi di Bici.PRO, e in particolare l’inviato Simone Carpanini presente in auto sulla strada della corsa, una mezz’ora prima dell’annuncio del taglio di percorso (28,5 i km complessivamente tolti), avevano pubblicato la notizia che la strada era stata liberata e che era stato lo stesso giornalista emiliano ad avvertire Marco Della Vedova, responsabile della cura dei percorsi, del pericolo presente. Nel frattempo, l’ente territoriale aveva posto il veto sul passaggio, ma è evidente che le tempistiche sono state completamente sbagliate, arrivando a comunicare alle squadre e di conseguenza alle atlete del clamoroso cambiamento quando, appunto, il gruppo maglia rosa era ai -8 km dalla vetta praticamente all’inizio del tratto chiave, quello in sterrato.

Paolo Bellino, amministratore delegato di RCS Sport (che organizza dal 2024 anche il Giro d’Italia Women su concessione della FCI), subito dopo la conclusione anticipata della tappa è intervenuto in diretta su Rai 2, in cabina con Umberto Martini e Giada Borgato sul traguardo originale di Sestriere. “Probabilmente non sarebbe successo nulla – le parole del dirigente del gruppo milanese – ma l’ente del parco ci ha avvertito di questo pericolo (con quali tempistiche?) della massa di ghiaccio presente 150 metri sopra la strada.

Alle 13.00 c’era stata una piccola slavina, subito risolta”.

Amaro, ma lucido e corretto pur avendo perso un momento di visibilità eccezionale e con tutte le dinamiche, logistiche ed economiche, legate ad una cancellazione arrivata in questa maniera, il commento del sindaco di Sestriere, Gianni Poncet. “Capisco la decisione della giuria, anche perché la sicurezza viene prima di ogni cosa – ha dichiarato il primo cittadino al microfono di Dario Tomassini, inviato di Rai Sport – ma si poteva monitorare e gestire diversamente il tutto. Questo finale è ormai un classico, sin dal Giro 2005; dispiace molto per la gente e per lo spettacolo, sicuramente riavremo il Giro il prossimo anno”.

Se sarà una sorta di “risarcimento” da parte di RCS al comitato organizzatore, lo scopriremo nei prossimi mesi…

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