"Ci abbiamo sempre creduto": gioia Milan per la sua prima volta a Roma. Vingegaard si commuove: "Il Giro è molto speciale"

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Stradagiro d'italia 2026

"Ci abbiamo sempre creduto": gioia Milan per la sua prima volta a Roma. Vingegaard si commuove: "Il Giro è molto speciale"

Le parole dei protagonisti dopo la tappa finale del Giro 109, terminato per il quarto anno consecutivo nella capitale. Il friulano non riesce a vincere per la terza volta (in altrettante partecipazioni dopo i trionfi del 2023 e 2024) la maglia ciclamino, ma si è sbloccato proprio nell'ultima occasione utile. Il danese completa la collana dei GT dopo Tour e Vuelta e ora guarda alla maglia gialla, riposandosi con la famiglia proprio a Roma prima del raduno in altura a Tignes.

Il Giro d’Italia della “Tripla Corona”, attesa ma tutt’altro che banale da completare per Jonas Vingegaard, re della serata romana che l’ha visto portare sino alla fine la maglia rosa che segue le due gialle dei Tour 2022-2023 e quella roja della Vuelta conquistata lo scorso anno.

Proprio in chiusura, è arrivata anche la quarta vittoria di tappa per un italiano ed era quella mancante, ovvero il timbro di Jonathan Milan che dopo un 4°, un 3° e un 2° posto, si è sbloccato ottenendo il quinto successo personale sulle strade della corsa rosa, alla terza partecipazione al Giro, e il primo nella capitale con una volata da padrone all’ombra del Circo Massimo. Un GT difficile per la Lidl-Trek (come tutta la prima parte del 2026, a partire dagli infortuni di Pedersen e Ayuso), ma “sistemato” negli ultimi giorni dal rientro nella top five di Derek Gee-West, dalla maglia azzurra di Giulio Ciccone e appunto dalla prima frazione portata a casa con lo sprinter friulano.

Per Milan, ora la prima apparizione alla Vuelta Espana visto che al Tour de France, dove il classe 2000 di Buja conquistò la maglia verde della classifica a punti nel 2025 dopo le due ciclamino del Giro, ci sarà spazio per le volate di Pedersen. “Abbiamo sempre dato il massimo in queste settimane e continuato a crederci – le parole nel post tappa finale di Jonathan, riportate da “Spazio Ciclismo” – Anche se i risultati non erano quelli che ci si poteva aspettare da noi.

Devo ringraziare i miei compagni, perché non è stato facile essere sempre lì, ma non riuscire a centrare la vittoria. Sono contento di chiudere così, posso dire che questo è un arrivo che mi piace. La giornata di sabato in Friuli (passando dalla sua Buja, ndr) mi ha dato una bella spinta, una tappa speciale ed è diventata speciale anche questa finale”.

Jonas Vingegaard è diventato l’ottavo uomo a conquistare i tre grandi giri, ancora prima di Tadej Pogacar che magari ci proverà ad agosto sulle strade della Vuelta, ma con il campione del mondo che ora dovrà vedersela con l’eterno rivale proprio al Tour de France, che si annuncia a dir poco stellare con Seixas, Del Toro, Evenepoel e tutti gli altri attesi protagonisti. Si è commosso il 29enne capitano della Visma Lease a Bike, nella prima intervista di ieri sera dopo l’arrivo, al microfono Rai di Stefano Rizzato, poi ha analizzato ai media il suo Giro e, dopo un breve periodo di riposo (con vacanza romana assieme alla moglie e ai due figli già presenti nella capitale), ci saranno un paio di settimane in altura a Tignes con i compagni di squadra assieme ai quali andrà all’assalto della terza maglia gialla.

“Il Giro è qualcosa che ho sempre sognato, per tutta la vita. Il fatto di essere riuscito a vincerlo è davvero speciale.

Per me è un momento incredibile e ora non riesco nemmeno a trovare le parole giuste per descriverlo. Qui a Roma è stato pazzesco, c’erano così tante persone a bordo strada. È stato speciale avere il privilegio di pedalare attraverso questa città in Maglia Rosa; è bellissimo concludere le tre settimane in questo modo, e poi con la famiglia che per me c’è sempre stata”.

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