Ennesimo show di Vingegaard a Pila, è tris e maglia rosa: Pellizzari, che reazione per sperare ancora nel podio

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Ennesimo show di Vingegaard a Pila, è tris e maglia rosa: Pellizzari, che reazione per sperare ancora nel podio

Giro d'Italia, 14esima tappa: la Visma Lease a Bike annulla ai -5 km la fuga di Ciccone & Co., poi Piganzoli (alla fine strepitoso 4°) lancia l'attacco del danese mentre Eulalio è già staccato. Jonas chiude con quasi 50" di vantaggio su Gall, di nuovo 2°, poi Hindley e i due italiani, mentre Arensman paga ma si difende. Moschetti torna a brindare a Veenendaal, Bredewold anticipa la compagna Wiebes nella 3^ frazione della Vuelta a Burgos.

Un super lavoro di squadra, dimostrando dal km 0 dei 133 in programma nel tappone valdostano di questo Giro 109, e poi la finalizzazione da campione qual è.

Jonas Vingegaard conquista la sua prima maglia rosa, vincendo per la terza volta in questa edizione dopo Blockhaus e Corno alle Scale: tutti gli arrivi in salita sono stati dell’asso danese in forza alla Visma Lease a Bike, che firma il ritorno di Pila al Giro d’Italia dopo 34 anni staccando tutti nei 5 km conclusivi di un’ascesa lunga 16 (con pendenza media al 7%).

Con la solita dedica a moglie e figli baciando il manubrio a pochi metri dall’arrivo, dopo oltre tre ore e mezza di un’altra tappa, la numero 14, volata a medie strepitose visto che sin dal principio, dopo lo start da Aosta per salire a Saint-Barthélemy, si è formata una fuga di qualità con oltre 20 uomini in avanscoperta; tra di loro anche Jhonatan Narvaez, con la missione traguardo volante per conquistare quella dozzina di punti valsa il sorpasso di una lunghezza nei confronti di Paul Magnier per la maglia ciclamino.

In chiave successo di giornata, però, tutti attendevano Giulio Ciccone e lo scalatore abruzzese della Lidl-Trek le ha provate tutte, prima collezionando un buon bottino di punti sui GPM (salendo a quota 75 pt, alla fine è comunque a -86 da Vingegaard che ha fatto il pieno all’arrivo), provando infine a resistere con Rubio, Mas e Hirt sulle rampe finali verso Pila, ma con i fuggitivi ripresi a 5 km dal gong quando Davide Piganzoli già stava facendo il suo forcing per capitan Vingegaard e la maglia rosa Afonso Eulalio aveva dovuto alzare bandiera bianca ai -8, così come i deludenti O’Connor e Gee-West.

E poco dopo, lo scandinavo è partito facendo subito il vuoto, tanto da arrivare con 49” di vantaggio (sui primi due traguardi in quota erano stati appena una dozzina i secondi di margine) rispetto al solito Felix Gall; l’austriaco della Decathlon CMA dimostra nuovamente di essere il secondo scalatore per valori in questo Giro, per la terza piazza d’onore che vale tanto in ottica generale, anche se gli arrivano vicini Jai Hindley (+ 58” da Vingegaard) e gli italiani di punta. Sì, perché a 1’03” ci sono Piganzoli, che dopo tutto il lavoro svolto ha la forza di concludere là davanti, come fatto a Corno alle Scale, e c’è la grande reazione di Giulio Pellizzari che sembrava già in difficoltà a parecchi km dalla conclusione, ma risale fino a piazzarsi 5° per mantenere vivo il sogno del podio finale a Roma.

A 1’23” c’è la difesa di Thymen Arensman, che resta in piena corsa anticipando di 12” Storer, sempre solido, con i primi reduci della fuga che sono Poels e Hirt, rispettivamente 8° e 9°, appena davanti a Egan Bernal.

Gee-West pagherà 2’24”, Eulalio in rosa 2’49” con O’Connor a quasi 3 minuti per una nuova GC che dice Jonas Vingegaard leader con margine; il capitano Visma si ritrova con 2’26” di vantaggio sullo stesso lusitano della Bahrain al comando per nove giorni e che domani, sul piattone da Voghera a Milano che chiuderà la seconda settimana, vestirà di bianco essendo ancora il miglior giovane. Gall a 2’50” è il naturale candidato alla piazza d’onore finale in classifica, Arensman però è ancora lì (a 3’03”) e la Red Bull-Bora dovrà provare qualcosa avendo Hindley 5° a 3’43” e Pellizzari 6° a 4’22”, con il marchigiano che recupera tre posizioni avendo ora alle sue spalle gli altri australiani da top ten, Storer e O’Connor, con Gee-West appena 9° e Davide Piganzoli 10°.

 

LE ALTRE CORSE DI GIORNATA

 

Nell’arena della Quattro Giorni di Dunkerque (ProSeries), oggi ci si giocava molto con la classicissima tappa di Cassel che ha proposto il circuito tra strappi e pavé che ha premiato lo spunto di Natnael Tesfatsion: nel giorno del 27° compleanno, l’eritreo del Team Movistar ha regolato nettamente nei 200 mt finali il belga Stan Dewulf (Decathlon CMA) e Kim Heiduk, con il tedesco della Netcompany INEOS 3° a 7”, mentre Laurence Pithie ha concluso 7° a 18” dovendo sempre rincorrere senza compagni della Red Bull-Bora a supportarlo nel momento decisivo, ma ha salvato la maglia.

Il neozelandese conserva, prima della tappa finale di domenica a Dunkerque, 7” sullo stesso Tesfatsion e 11 nei confronti di Tiller, che ne ha persi 9 dopo aver vinto ieri a Wallers.

E’ successo tricolore invece in una semi classica per ruote veloci, giunta alla 38esima edizione e di categoria 1.1, come la Veenendaal-Veenendaal; Matteo Moschetti, dopo l’amaro ritiro dal Giro d’Italia per la caduta nella prima tappa, riscatta subito quella delusione e si impone di prepotenza per la sua Pinarello Q36.5, davanti allo spagnolo Manuel Penalver (Polti-VisitMalta) e l’olandese Biesterbos della PicNic, con un altro tulipano padrone di casa, Zijlaard leader della Tudor, 4° davanti a Tommaso Bessega della stessa Polti.

Parlando di World Tour femminile, ecco la terza delle quattro frazioni in programma per la Vuelta a Burgos, con l’arrivo di Medina de Pomar con vari strappi nel finale che ha proposto l’attacco di Mischa Bredewold e Mirela Benito, capaci di evitare un’altra volata come nelle prime due giornate; l’olandese fresca regina dell’Itzulia ha avuto poi la meglio in maniera netta nello sprint a due sulla spagnola dell’AG Insurance, con la SD Worx-Protime che vede pure Lorena Wiebes, vincitrice delle tappe inaugurali, 3^ dominando l’arrivo di gruppo a 11” dalla coppia di testa per conservare la maglia di leader, con 3” di vantaggio proprio sulla compagna Bredewold.

Domenica però cambierà tutto, con il classicissimo e tosto arrivo di Lagunas de Neila per decidere la generale.

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Con la terza vittoria in altrettanti arrivi in salita, conquistando Pila dopo Blockhaus e Corno alle Scale, il 29enne danese è sempre più vicino alla Tripla Corona, vestendo oggi la prima maglia rosa della carriera. L'Italia c'è con il giovane valtellinese e lo stesso Pellizzari in ripresa, ma pure un Ciccone gladiatorio e amaro. Abbiamo presto capito che non c'era spazio per la fuga, ma ci riproverò.