La pioggia cambia tutto a Napoli, ennesima caduta ed ecco il primo timbro italiano: Davide Ballerini!

La pioggia cambia tutto a Napoli, ennesima caduta
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Stradagiro d'italia 2026

La pioggia cambia tutto a Napoli, ennesima caduta ed ecco il primo timbro italiano: Davide Ballerini!

Giro d'Italia, 6^ tappa: volata stravolta dalla caduta di quasi tutti i velocisti top all'ultima curva, il canturino ne approfitta al meglio e batte il duo Soudal formato da Stuyven e Magnier (che fa un miracolo ripartendo da fermo). Milan ancora beffato quando era in posizione buona, Eulalio conserva la rosa prima del Blockhaus. In Ungheria tappa e maglia per Cosnefroy.

Il timore era chiaro a tutti, la pioggia che sul pavé di Piazza del Plebiscito avrebbe cambiato tutto.

E il destino ha voluto che, dopo quattro anni con l’arrivo sul lungomare Caracciolo, il toboga ideato nel cuore di Napoli per l’ennesimo traguardo di tappa (la sesta di questa edizione) del Giro d’Italia abbia deciso gran parte dell’attesa conclusione in volata, cadendo a pochissimi minuti dall’arrivo del gruppo nella città partenopea prima che, all’ultima curva a meno di 400 metri dalla linea, quasi tutti i big finissero a terra con il lead-out di Dylan Groenewegen, dopo che la Unibet Rose Rockets era stata semplicemente strepitosa nei 5 km finali, a portare giù con sé il capitano e i vari Milan, Andresen, Mihkels, Malucelli e tanti altri.

Si è salvato con un prodigio Paul Magnier, ma ormai erano andati là davanti coloro che avrebbero dovuto lanciare lo sprint a Matteo Malucelli e allo stesso transalpino in maglia ciclamino, ovvero Davide Ballerini e Jasper Stuyven: il canturino della XDS Astana ha avuto la forza di resistere al veterano belga ed ecco arrivare così la prima vittoria italiana in questa corsa rosa n° 109 (e la seconda del team cinese-kazako dopo quella di Silva), con il “Wolfpack” amaro al 2° e 3° posto visto che Magnier sarà comunque clamoroso 3°, ma certo con mille rimpianti perché sarebbe stato lui il principale candidato al successo per il potenziale tris personale.

Una giornata che proponeva 141 km quasi totalmente piatti con start da Paestum e una fuga di quattro elementi, tutti italiani (Bais, Tarozzi, Vergallito e Marcellusi), ripresa già a 37 km dal traguardo, prima della baraonda finale e di una classifica di tappa che ha visto Plowright (nuovo riferimento per gli sprint in casa Alpecin dopo il ritiro di Groves) chiudere 4° davanti a Turner (Netcompany INEOS, oggi il britannico era il leader designato), Segaert (Bahrain) e altri tre italiani, Mozzato della Tudor e Magli e Zanoncello in casa Bardiani.

In classifica non cambia nulla, con il portoghese Afonso Eulalio che arriverà con la sua Bahrain-Victorious da leader al tappone di venerdì verso il Blockhaus (244 km con la prima conclusione in salita), con 2’51” di margine su Arrieta e i big oltre i 6 minuti, senza aver lottato oggi per il Red Bull KM dove solo Van Eetvelt è andato a cercare un paio di secondi di abbuono.

Al Giro di Ungheria (categoria ProSeries), tempo di seconda tappa sullo strappetto finale di Paks che ha confermato il gran periodo di forma di Benoit Cosnefroy: il transalpino regala un’altra vittoria alla UAE Team Emirates XRG, prima attaccando con la squadra nel vento in pianura già dai -30 km, poi staccando tutti sul dentello finale al 5-6% all’interno dell’ultimo km, per anticipare di 2” il connazionale Renard della Cofidis e Kanter (XDS Astana), con Merlier che chiude 6° e cede la maglia gialla proprio a Cosnefroy, ora in testa alla GC con 4 secondi sul danese Egholm (Lidl-Trek), che ha messo da parte un bel gruzzoletto con i traguardi volanti, e 6 rispetto allo stesso Merlier.

Appuntamento di buon livello, seppur di categoria 1.1, anche in Belgio con il 59° Circuit de Wallonie che proponeva un percorso non troppo impegnativo attorno a Charleroi; sprint ristretto dopo una gran battaglia e successo nettissimo da parte di un bel talento come Riley Sheehan (NSN), che ha battuto Gerben Thijssen, velocista designato per l’Alpecin, e l’olandese Bloem della Unibet Rose Rockets.

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