Il secondo arrivo in quota di questo Giro d'Italia premia ancora l'asso danese, che regola di pochi secondi l'austriaco che ha provato pure ad attaccarlo, con Ciccone ripreso dai due uomini più forti a meno di 2 km dall'arrivo. Piganzoli gran 3° di tappa su Arensman e la maglia rosa che resta tale con più di 2 minuti su Vingegaard, mentre il marchigiano della Red Bull-Bora delude. A Colonia vince Pithie, in Francia ancora Barrenetxea, mentre il Giro di Ungheria è di Soderqvist con tris in volata di Merlier. E l'Itzulia Women finisce nelle mani di Mischa Bredewold.
Ancora lui, da padrone e in pieno controllo, pur dovendo risolvere la contesa con Felix Gall, già suo diretto rivale nel giorno della sua prima vittoria in assoluto al Giro d’Italia, solo all’ultimo km.
Jonas Vingegaard firma il bis sulle strade della corsa rosa, prendendosi anche il Corno alle Scale 22 anni dopo la stoccata di Gilberto Simoni, nella nona frazione che ha chiuso la prima settimana “lunga” dell’edizione n° 109: il fuoriclasse della Visma Lease a Bike non ha corso tutta la tappa per vincerla ad ogni costo, anzi ha lasciato fare la Decathlon CMA di Gall che ha tenuto sotto controllo, sui 2 minuti di ritardo sino agli 11 km finali tutti all’insù, l’azione di 11 uomini caratterizzata soprattutto da Giulio Ciccone, rientrato sui primi otto attaccanti (tra cui Ballerini, Milesi e Bais, ma soprattutto Rubio) assieme a Ulissi e Aerts muovendosi a 75 km dall’arrivo.
L’abruzzese della Lidl-Trek, uscito volutamente ieri di classifica, è stato generosissimo e ha stroncato tutti compreso il rivale più pericoloso, Einer Rubio, ma coi big sempre più vicini e, nel momento in cui ha attaccato Gall a 2400 mt dalla conclusione, si era capito che per “Cicco” l’obiettivo successo di tappa sarebbe stato ancora rinviato, con i due uomini più forti del Giro che l’hanno ripreso e staccato ai -1700 mt.
Poco dopo, rimanendo sempre nella scia dell’austriaco, Vingegaard ha attaccato costringendo Gall alla resa, pur concludendo il 28enne tirolese ad appena 12 secondi dallo scandinavo, praticamente lo stesso distacco del Blockhaus.
Per la Visma è gran festa, visto che Davide Piganzoli (che praticamente non ha dovuto tirare per il capitano, visto il lavoro della Decathlon) conclude 3° a 34”, anticipando un positivo Thymen Arensman (con la Netcompany INEOS che vede Bernal ancora distante), ma appena dietro (a 41” da Vingegaard) c’è la super difesa di Afonso Eulalio, con il portoghese della Bahrain-Victorious che conserva la maglia rosa battendo di 5” pure Gee-West, Rondel e Kuss, che a loro volta anticipando di misura Hindley, non benissimo, Storer e Ciccone che alla fine sarà 11° davanti a Scaroni, che resta nella top five di una generale molto più difficile ora per Giulio Pellizzari.
Sì, perché il marchigiano faro della Red Bull-Bora Hansgrohe è il grande deluso di giornata, palesa difficoltà sin dai piedi della salita e nonostante l’aiuto di Aleotti pagherà 1’28”, rotolando a 5’15” da Eulalio (al 9° posto della GC) in una classifica che vede il lusitano mantenere 2’24” su Vingegaard, con Gall a 2’59”, Hindley a 4’32” e appunto Scaroni, seppur senza ambizioni in senso assoluto per la generale, miglior italiano a 4’43”.
Per Eulalio pure la maglia bianca rafforzata con oltre 5 minuti di margine su Rondel e Pellizzari, e ora sono 51 i punti di vantaggio per Vingegaard nella graduatoria degli scalatori rispetto a Sevilla, con Magnier solido in ciclamino su Narvaez e Milan. In attesa della cronometro di martedì da Viareggio a Marina di Massa, con il secondo giorno di riposo previsto domani.
LE ALTRE CORSE
E’ terminata quest’oggi la 47esima edizione di un appuntamento ProSeries di livello come il Giro di Ungheria. Dopo il ribaltone di ieri sotto la pioggia di Pecs, ha difeso la maglia gialla e portato quindi a casa la generale Jakob Soderqvist, non senza brividi per una caduta rimediata dal giovanissimo svedese della Lidl-Trek a 20 km dal gong, quando stava seguendo l’attacco di Luke Plapp nel vento di Veszprem.
Alla fine, però, si è risolto tutto allo sprint con l’australiano che, assieme a Neilands e Svrcek, è stato agganciato all’interno degli ultimi 2 km di questa 5^ e ultima tappa, con Tim Merlier che ha lanciato il compagno Alberto Dainese per provare a sorprendere tutti con una volata anticipata, ma il padovano si è piantato nei 100 mt finali e a quel punto il belga ha sprintato a sua volta dominando per il tris personale qui (e sono 5 in stagione con pochissimi giorni di corsa), battendo il francese Renard (Cofidis) ancora 2° e Gaviria, di nuovo su un podio di frazione davanti allo stesso Dainese, 4°, e Kanter (5°).
Nella classifica finale, Soderqvist ha preceduto di 40” Benoit Cosnefroy e di 49 Luke Plapp, con l’Italia ben piazzata grazie ad Alessandro Fancellu e Walter Calzoni, rispettivamente 5° e 6°.
Tante gare anche a livello 1.1, con la Rund um Koln, per la 108esima edizione della classica di Colonia, che ha visto gli sprinter beffati dall’azione di Laurence Pithie e del duo di casa Pinarello Q36.5, composto da Fred Wright e Aimé De Gendt, con il neozelandese della Red Bull-Bora a trafiggere nell’arrivo a tre i compagni di squadra della compagine svizzera, mentre il plotone è giunto a 6” con il tedesco Muller a regolare Meeus, mentre Alessio Magagnotti (terzo Red Bull in classifica, d’altronde era la squadra nettamente favorita in una startlist non di primo livello) ha concluso 9°.
Alla Boucles de l’Aulne, 24 ore dopo il colpo al Tour du Finistère, ecco il bis di Jon Barrenetxea che di nuovo piega tutti in uno sprint ristretto in lieve ascesa come quello di Chateaulin: lo spagnolo del Team Movistar firma così l’edizione 86 della semi classica transalpina, piegando i padroni di casa Venturini e Vezie dopo un’azione di 9 uomini andata a buon fine.
Si è conclusa, dopo tre giornate di gara, l’Itzulia Women che rientra nel panorama del World Tour per il menu del massimo circuito mondiale femminile: chiusura a San Sebastian e doppietta, dopo la volatona di sabato, per Dominika Wlodarczyk con la polacca della UAE Team ADQ che beffa le FDJ United Suez, Evita Muzic e Lauren Dickson, ma il 6° posto basta e avanza a Mischa Bredewold per conquistare la generale.
L’olandese della SD Worx, 1^ venerdì e 2^ nella frazione di ieri, porta a casa la corsa con 21” di margine su Yara Kastelijn della Fenix e altrettanti sulla britannica Lauren Dickson, con Letizia Borghesi (oggi 11^) 12^ e miglior italiana.
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