Una settimana alla sfilata delle squadre a Burgas, analizziamo il percorso del Giro d'Italia n° 109 al via dalla Bulgaria

Foto di Redazione
Info foto

Luca Matassoni

Stradagiro d'italia 2026

Una settimana alla sfilata delle squadre a Burgas, analizziamo il percorso del Giro d'Italia n° 109 al via dalla Bulgaria

Mercoledì 6 maggio la presentazione dei team, venerdì 8 lo start della corsa rosa con la prima delle tappe all'estero, per una tre giorni principalmente favorevole alle ruote veloci. Una sola cronometro individuale, ma decisamente lunga (42 km) da Viareggio a Massa, alla 10^ frazione dopo i primi due arrivi in salita al Blockhaus e con il ritorno sul Corno alle Scale. Poi Pila, Carì e il finale con i traguardi più tosti, Piani di Pezzé dopo il Giau e doppio Piancavallo, per arrivare alla passerella romana del 31 maggio. Trappole? A Fermo e Chiavari.

Una settimana alla sfilata delle squadre (ancora tutte da ufficializzare) sul palco di Burgas, per l’evento che darà il via alla Grande Partenza in Bulgaria, mercoledì 6 maggio nella località che poi, due giorni più tardi, ospiterà l’arrivo della prima tappa del Giro d’Italia n° 109.

Analizziamo allora il percorso della prossima corsa rosa, che viaggerà lungo 3468 km totali con oltre 48mila metri di dislivello, per un tracciato complessivamente non durissimo ma abbastanza equilibrato, concedendo pure le giuste chances alle ruote veloci partendo dall’occasione della prima maglia rosa.

Sì, perché da Nessebar a Burgas sarà volatona ad aprire questo Giro, così come il terzo giorno arrivando nella capitale Sofia, mentre la 2^ frazione bulgara, da Burgas a Veliko Tarnovo lungo ben 221 km, proporrà uno strappo di 4 km attorno al 6%, con il Red Bull KM (confermato quest’anno, con 6”, 4” e 2” di abbuono per i primi tre classificati e piazzato sempre nel finale delle tappe) ai piedi dell’ultima erta che terminerà a soli 10 km dalla conclusione che potrebbe risultare con uno sprint ristretto.

Poi il primo giorno di riposo per il trasferimento in Italia, dove si ripartirà dalla Calabria con i soli 136 km da Catanzaro a Cosenza, di nuovo dedicati ai velocisti anche se la scalata a Cozzo Tunno, con 14 km al 6% di media, può complicare i piani di molti terminando a poco meno di 45 km dal gong.

Quinta tappa da Praia a Mare a Potenza, per 200 km con la tostissima ascesa di Viggiano, 6 km vicini al 10%, piazzata a meno di 50 dalla conclusione che poi proporrà un paio di strappi negli ultimi km. Sesto giorno di corsa per un altro sprint sicuro, dopo i 142 km da Paestum a Napoli, che ospita ancora un arrivo ma non sul lungomare Caracciolo come dal 2022 al 2025, bensì in Piazza Plebiscito.

Primo traguardo in quota alla 7^ frazione, la più lunga con i 244 km da Formia al Blockhaus: la salita totem dell’Abruzzo farà selezione, eccome, con i suoi 13,6 km all’8,4% di media dal suo versante più impegnativo.

Poi i muri marchigiani, da Chieti a Fermo per poco più di 150 km senza respiro nella seconda parte e gli ultimi 2 km sul 5%, ideali per gli scattisti. Nona tappa prima del riposo e secondo arrivo in salita, tornando 22 anni dopo sul Corno alle Scale: l’erta dell’Appennino bolognese, dopo 184 km con lo start da Cervia, è di 10,8 km al 6% di media ma sono gli ultimi 4 km quelli “veri”, poco sotto il 10% di media e dove Gibo Simoni staccò tutti nel 2004.

Dopo lo stop, martedì 19 maggio ecco l’unica cronometro, ben 42 km totalmente piatti da Viareggio a Massa: Filippo Ganna sarà il chiaro favorito per il successo di giornata, vedremo se Jonas Vingegaard riuscirà a guadagnare molto sugli scalatori puri, pensando a Pellizzari (migliorato parecchio, però, nelle sfide contro il tempo, Gall e lo stesso Hindley), prima della Porcari-Chiavari (195 km), undicesima tappa con le trappole dell’entroterra ligure. Interessante il Red Bull KM piazzato sull’ultima erta, da 5 km attorno al 6%, che si scollinerà a soli 13 km dal traguardo prima della discesa e del breve tratto finale in pianura.

Frazione n° 12 da Imperia a Novi Ligure (175 km), teoricamente per gli sprinter ma con il Bric Berton, 6 km al 5-6%; da affrontare a poco più di 50 km dall’arrivo anche se c’è spazio per recuperare.

Il giorno successivo si partirà da Alessandria per arrivare a Verbania, dopo 189 km: tutto facile per 160 km, poi vari “dentelli” e lo strappo di Ungiasca, da 3,5 km vicini al 9% di media, che finirà a poco più di 12 km dalla conclusione.

Il terzo traguardo all’insù sarà quello valdostano, sabato 23 maggio con la Aosta-Pila, appena 13 km ma subito in salita verso Saint-Barthélemy, poi ancora con GPM in serie, seppur non durissimi, da Doues a Lin Noir, da Verrogne a quello finale con i 16,5 km conclusivi al 7,1% di media.

Respiro per gli uomini di classifica e velocisti che tornano protagonisti alla 15esima tappa, la Voghera-Milano per 157 km completamente pianeggianti nella domenica pre ultimo riposo, poi la 16^ in territorio svizzero, la più breve di questo Giro con i 113 km da Bellizona a Carì; di fatto, si deciderà tutto sulla scalata che porta al traguardo, 11,7 km all’8% già vista al Tour de Suisse, ma inedita per la corsa rosa.

Tappa numero 17 da Cassano d’Adda sino ad Andalo, 202 km senza particolari difficoltà anche se si sale, ai -15 dal gong, verso Andalo-Lever (sull’Altopiano della Paganella), con il Red Bull KM nel mezzo, prima di una discesa e di 4 km, dai -5 alla flamme rouge, attorno al 5%. La frazione successiva è altresì insidiosa nel finale, visto che nei 171 km da Fai della Paganella a Pieve di Soligo, è tutto facile per 160 km sino al Muro di Ca’ del Poggio, 1100 mt oltre il 10% con scollinamento a poco meno di 10 km dalla linea del traguardo.

Ed ecco la due giorni decisiva, con la tappa regina da Feltre ad Alleghe, 151 km con Duran (già durissimo), Coi e Forcella Staulanza, poi dopo 100 km c’è il Giau (Cima Coppi a quota 2300 mt) con i suoi 10 km al 9,3%, infine Falzarego e i 5 km finali, al 9,5% di media, verso i Piani di Pezzé che debuttano al Giro d’Italia, ma nel 1992 vennero domati da Marco Pantani nella corsa rosa degli U23.

Da Gemona del Friuli a Piancavallo, i 200 km dell’ultima frazione di alta montagna con doppia scalata alla cima friulana, prima ai -53 km dalla conclusione e poi per giungere all’arrivo (dove 6 anni fa, nell’ultima occasione qui, si impose Tao Geoghegan Hart che poi fu maglia rosa a Milano), con 14,5 km al 7,8%.

Domenica 31 maggio, la passerella nella capitale per il quarto anno consecutivo, 131 km sulle strade di Roma per un ultimo sprint a ranghi compatti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social

Più letti in Road bike

Le classiche salutano con una Liegi che vede Pogacar insidiato da Evenepoel e Seixas. E Pidcock...

Le classiche salutano con una Liegi che vede Pogacar insidiato da Evenepoel e Seixas. E Pidcock...

Domenica l'ultima gara della campagna del Nord, con la Doyenne che propone tre chiari favoriti, anche se il britannico si è ritrovato al Tour of the Alps ed è capace di tutto; Ciccone, 2° un anno fa, è la carta migliore del mazzo tricolore e dividerà la leadership con Skjelmose. La corsa femminile (al via nel pomeriggio dopo quella maschile) con Vollering candidata principale e sarebbe tris personale per la fuoriclasse olandese, ma Ferrand-Prevot ci prova come Pieterse e... c'è anche Kopecky. Percorsi, orari e dirette tv.