Egan, la prima rosa è una meraviglia: "Che emozione, è un onore". Ciccone senza rimpianti: "Ora sono lì..."

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Egan, la prima rosa è una meraviglia: "Che emozione, è un onore". Ciccone senza rimpianti: "Ora sono lì..."

Bernal e il trionfo a Campo Felice che significa prima leadership al Giro per colui che è sempre più il grande favorito, anche se Evenepoel lo segue a soli 15". L'abruzzese, ora 4° nella generale: "Oggi la sentivo, non ho sbagliato nulla ma contro questo Egan non c'era nulla da fare".

Un successo che ha impressionato per il modo in cui l'ha colto, staccando tutti di ruota sulla micidiale rampa in sterrato di Campo Felice, per una progressione di 500 metri che è valsa la prima perla nel suo Giro d'esordio e la prima maglia rosa indossata in una carriera che, in questo 2021, è ripartita dopo l'enorme delusione del Tour de France 2020 e i problemi alla schiena che non sembravano essere risolti.

Egan Bernal ha tirato uno schiaffone a tutti i rivali di questa corsa rosa numero 104 della quale il colombiano è sempre più il grande favorito, anche se i distacchi sono ancora risicati e Remco Evenepoel segue a 15 secondi, con Vlasov a 21. Non vinceva dalla Route d'Occitanie dello scorso agosto, la prima corsa post Covid per lui, e oggi in terra d'Abruzzo l'asso colombiano ha potuto di nuovo esultare, anche se... “non ho alzato le braccia perchè non sapevo se davanti c'erano ancora altri fuggitivi o meno – ha svelato Egan al “Processo alla Tappa”, un po' come nel caso di Pantani a Oropa 1999, lui che è nato nello stesso giorno del Pirata, il 13 gennaio – Ho fatto tanti sacrifici per arrivare bene a questo Giro dopo quanto successo al Tour 2020.

La cercavamo da un paio di giorni, oggi la squadra ha avuto più fiducia in me rispetto a quanta ne avessi io stesso. I ragazzi mi hanno convinto e si sono presi la responsabilità della corsa, questa vittoria è più loro che mia. La maglia rosa? Io volevo venire al Giro da tempo, ho vissuto in Italia nei due anni con Androni, in Piemonte ho davvero amici che sono una seconda famiglia e indossare il simbolo del primato è una grande emozione e un onore”.

Giulio Ciccone è stato l'ultimo, a 350 metri dalla linea, a mollare la ruota di questo super Bernal. Sempre ai microfoni di Rai Sport, lo scalatore abruzzese ha confessato di non avere rimpianti: “Oggi sulle strade di casa era davvero importante, la sentivo e... ci sono andato vicino. Contro questo Egan, però, era davvero difficile; sono soddisfatto così, ho corso bene dopo aver sprecato molto in questa prima settimana”.

Quarto in classifica generale, a soli 36 secondi da Bernal, il capitano della Trek-Segafredo spiega chiaramente che ora gli obiettivi sono cambiati: “Ero arrivato con altre idee, proprio per questo ho speso abbastanza nelle prime tappe, anche per trovare morale e condizione. Ora ho capito che vado abbastanza forte e ho iniziato a correre pensando a risparmiarmi e alla classifica. Ci proviamo...”.

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La tappa regina, che non è stata più tale con la cancellazione della tripla scalata a Willunga Hill per il pericolo caldo, vede il campione in carica (e 2° nella generale) finire a terra, mentre il compagno Vine resta in maglia ocra prima dell'ultima giornata a Stirling. Il britannico della NSN anticipa Andresen, 6° Zambanini mentre Raccagni Noviero domenica può giocarsi il podio finale.