Conclusione folle della corsa rosa, con la fuoriclasse della FDJ United Suez che ribalta Van der Breggen entrando nella leggenda con la "Tripla Corona", dopo aver staccato la connazionale a 40 km dalla conclusione e firmando un rientro mai visto su Longo Borghini, Fisher-Black e Niedermaier (2^ nella generale), che poi si giocheranno la frazione con la rimonta della campionessa d'Italia sulla neozelandese. Elisa Balsamo festeggia la maglia rossa. Calendario maschile: la Brussels Classic è di Jordi Meeus, allo sprint su Fretin e Girmay.
Un finale pazzesco, un “numero” senza senso che si mischia alla scelta tattica, rischiosa ma geniale, per arrivare alla sua prima maglia rosa all’ultima occasione utile.
Demi Vollering è la nuova regina del Giro d’Italia Women: la 37esima edizione è sua, dopo aver già vinto le tappe più dure, quelle di Santo Stefano di Cadore e ieri sul Colle delle Finestre, ma senza essere riuscita a staccare la sua mentore, Anna Van der Breggen, alla quale questa mattina alla partenza di Saluzzo doveva recuperare ancora 49 secondi.
Ad un certo punto, il marcamento tra le due superstar olandesi, mentre Antonia Niedermaier (3^ nella generale a 1’20” dalla leader) volava in fuga con Elisa Longo Borghini e Niamh Fisher-Black, ha ricordato quanto accaduto un anno fa, proprio sul Finestre affrontato sabato dalle donne, tra Del Toro e Carapaz con il terzo incomodo, Simon Yates, ad approfittarne.
Il momento decisivo, però, è arrivato a 41 km dalla conclusione quando “Deminator” ha cambiato la storia di questo Giro, in quei 1500 metri conclusivi dell’ultimo GPM della corsa, la Colletta di Brondello (che proponeva gli ultimi 4,5 km all’8% di media), stroncando la resistenza di Van der Breggen per andare a firmare, dopo un’altra connazionale leggendaria come Annemiek Van Vleuten, la “Tripla Corona” dopo un Tour e due edizioni della Vuelta, vincendo almeno un GT ogni anno dal 2023, in una stagione folle sinora da parte di Vollering che già aveva messo in bacheca Fiandre, Freccia e Liegi.
E che orgoglio e carattere Elisa Longo Borghini, che alla 9^ e ultima tappa si sblocca, proprio sulle strade di casa, in rimonta nello sprint a quattro sul traguardo di Saluzzo dopo un Giro difficile, chiaramente condizionato da tutti i problemi di salute della sua primavera, dopo le due maglie rosa finali del 2024 e 2025. E la campionessa d’Italia leader della UAE Team ADQ (che era ancora a secco in questa edizione) risale così dal 7° al 4° posto in una classifica che ha visto Vollering precedere di 30” Antonia Niedermaier e di 1’37” Van der Breggen, che ha visto svanire il suo quinto Giro d’Italia, cinque anni dopo l’ultimo, nella frazione conclusiva proprio come alla Vuelta Femenina.
La campionissima della SD Worx-Protime aveva contenuto bene il primo attacco di Vollering, con tutta la sua FDJ United Suez a lanciarla, sulla montagna più dura di giornata, il Montoso (con gli ultimi 7 km al 10% di media), quando ancora mancavano quasi 95 km all’arrivo. Poi in discesa ecco l’invenzione di Longo Borghini, che si porta dietro Fisher-Black ma soprattutto Niedermaier, con la giovane tedesca della Canyon-SRAM che sfrutta la situazione creatasi tra Van der Breggen e Vollering, visto che la 2^ in classifica in quel momento ha deciso di lasciare il peso dell’inseguimento alla maglia rosa, a costo di sacrificare la sua piazza d’onore (Demi era qui solo per vincere, poco le sarebbe cambiato un 3° posto o probabilmente anche finire giù dal podio).
Con il terzetto che guadagna, quando mancano ancora una settantina di km al gong, fino a 1’40” sulle due fuoriclasse olandesi, che si trovano assieme a De Vries (leader Visma) e poi a Dickson, ovvero la miglior gregaria di Vollering, a quel punto la britannica tira per “Deminator” per contenere i danni. Ai piedi della Colletta di Brondello (-47 km), il ritardo è attorno al minuto e mezzo e Van der Breggen si mette a fare ritmo mantenendolo, con Niedermaier virtualmente in rosa. E quando alla cima mancano circa 1,5 km, Vollering riesce a staccare con la sua progressione la donna che l’ha guidata quando era una ragazzina agli esordi a grandi livelli, e poi in ammiraglia dal 2022 al 2024 (prima dell’addio di Demi alla SD Worx) dopo aver smesso con l’agonismo, prima del clamoroso rientro dello scorso anno.
In vetta, ad una quarantina di km dall’arrivo, la stella della FDJ United Suez ha già guadagnato 25” su Anna, portandosi a meno di un minuto dal trio di testa, ma tra discesa e falsopiano successivo è straordinario il rientro di Vollering (in appena una dozzina di km di inseguimento) su Longo Borghini, Niedermaier e Fisher-Black, dalle quali riceverà anche un po’ di aiuto per allargare ulteriormente, fino ad oltre 2 minuti quando ancora mancano 18-20 km all’arrivo, il gap sull’ormai ex maglia rosa.
Allo sprint, la nuova regina del Giro si rialza per festeggiare, mentre Fisher-Black (per la possibile cinquina della Lidl-Trek dopo i trionfi di Elisa Balsamo, che sarà maglia rossa finale) sorprende Longo Borghini partendo lunga e guadagnando una decina di metri che la piemontese riesce a ricucire solo nei 100 conclusivi, per alzare le braccia al cielo ed esplodere in un urlo liberatorio.
Terza piazza per Niedermaier, poi Vollering (che ha vinto pure la classifica delle scalatrici) e distanti 2’23” De Vries e un’amara Van der Breggen, mentre finiscono addirittura a 6 minuti le atlete dal 7° al 10° posto di tappa, con Isabella Holmgren che salva la maglia bianca di miglior giovane pur scendendo dal 4° al 7° di una classifica finale che vede Vollering trionfatrice con 30” su Niedermaier, 1’37” rispetto a Van der Breggen, con Longo Borghini ai piedi del podio a 2’44” e poi Fisher-Black, De Vries e appunto il talento canadese della Lidl-Trek, ieri seconda sul Finestre.
CALENDARIO MASCHILE
In ambito maschile, oggi era tempo di Brussels Cycling Classic (categoria ProSeries), giunta alla sua 106esima edizione per oltre 200 km di corsa con Grammont e Bosberg, sequenza da affrontare tre volte, che non hanno fatto particolare selezione portando all’ormai tradizionale arrivo in volata nella capitale, nonostante la strenua resistenza dei fuggitivi di giornata, Henrik e Casper Pedersen assieme al belga Grignard, ripresi a poco meno di 15 km dal traguardo.
La Red Bull-Bora Hansgrohe ha controllato gran parte del finale e Pithie e Van Poppel hanno poi lanciato lo sprint di Jordi Meeus, anticipato ai -700 mt da Vincenzo Albanese, che ha sognato per poche centinaia di metri prima di mollare ai -200 mt, quando il belga è uscito resistendo di misura al connazionale Milan Fretin (Cofidis), secondo, con Biniam Girmay (NSN) terzo davanti agli olandesi Biesterbos (PicNic) e De Kleijn (Tudor), mentre Moschetti e Maestri, rispettivamente 16° e 17°, sono risultati i due migliori italiani in classifica.
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