"Ho osato perdere pur di ribaltare il Giro. E l'idea della maglia rosa mi ha messo le ali". Tutta l'emozione di Vollering

'Ho osato perdere pur di ribaltare il Giro. E l'idea della maglia rosa mi ha messo le ali'. Tutta l'emozione di Vollering
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Stradagiro d'italia women 2026

"Ho osato perdere pur di ribaltare il Giro. E l'idea della maglia rosa mi ha messo le ali". Tutta l'emozione di Vollering

Il capolavoro di "Deminator", nella tappa conclusiva di Saluzzo, ha regalato un finale del 37° Giro Women semplicemente unico. E nel suo Piemonte è festa grande anche per Elisa Longo Borghini (e per Balsamo in maglia rossa), che vince con carattere dopo una primavera difficilissima: "Volevo lasciare un segno". Van der Breggen, parole da campionessa assoluta: "Non ero al top, ma ho dato il massimo e sono orgogliosa: Demi è andata più forte e ha giocato bene le sue carte".

La numero 1 del ciclismo femminile, come recita chiaramente il ranking UCI, è proprio lei e oggi un’ulteriore dimostrazione dell’immensa classe di Demi Vollering l’abbiamo avuta nel pazzo, e bellissimo, finale di un Giro d’Italia Women che si è deciso nella quarta frazione più dura della corsa, dopo la cronoscalata del Nevegal e i due arrivi di Santo Stefano di Cadore e ieri sul Finestre, ma certo non attesa come quella per poter ribaltare tutto, sulle strade attorno a Saluzzo.

Dopo il bis di tappa nel discusso finale di sabato sulla Cima Alfonsina Strada, la stessa fuoriclasse della FDJ United Suez non sembrava così convinta di poterci davvero provare per la maglia rosa sulle spalle di Anna Van der Breggen, ma è stato subito chiarissimo oggi che “Deminator” ha corso solo per la vittoria, non certo per difendere il 2° posto e neppure il podio, nel caso avesse esondato la fuga promossa da una super Elisa Longo Borghini.

Ed è stata questa voglia di vestirsi solo di rosa, sopra alla maglia azzurra di miglior scalatrice, che ha fatto la differenza per il primo Giro nella bacheca di Vollering, tornata qui a 5 anni dal podio del 2021 e che completa la Tripla Corona (come Jonas Vingegaard pochi giorni fa), dopo il Tour de France nel 2023 e la Vuelta messa in bacheca nel 2024 e nel 2025, sacrificata quest’anno proprio per la missione italiana, lei che tra l’altro adora il nostro paese e in questo 2026 ha dominato quasi tutto, dalla Omloop sino alla classica del pavé più voluta, il suo primo Giro delle Fiandre, al bis alla Freccia Vallone e la terza Liegi della carriera.

“Lauren (Dickson, ndr) ha fatto un lavoro incredibile, la strategia era programmata sin da ieri sera e con il team volevamo davvero provare il tutto per tutto – le prime parole della nuova regina del Giro al microfono di Dario Tomassini su Rai 2 – Le mie compagne hanno provato ad entrare in fuga nel tratto di pianura iniziale, è risultato impossibile e poi hanno fatto un grande ritmo sulla prima salita, siamo riuscite ad arrivare in cima al Montoso con un gruppo ridotto e oggi tutto ruotava intorno ad una cosa. Osare perdere per provare a conquistare la maglia rosa”.

Ai colleghi di Wielerflits, la fuoriclasse di Pijnacker ha poi spiegato: “Ero pronta a giocarmi il tutto per tutto e quindi ho lasciato che Antonia Niedermaier facesse il suo lavoro (andando in fuga con Longo Borghini e Fisher-Black, costringendo così Van der Breggen ad esporsi). A me il 2° o 3° posto in classifica non interessava, in questo modo c’è stata più pressione per Anna e io poi ho dato il massimo sull’ultima salita.

Lì ho davvero affrontato la cronometro della mia vita; avevo crampi dappertutto, ma l’idea della maglia rosa mi ha messo le ali. Il Tour? Certo è un obiettivo, ma voglio godermi questo Giro perché non c’è nulla di scontato nella vittoria di una corsa a tappe”.

E’ stata anche la domenica di Elisa Longo Borghini, che dopo due Giri d’Italia consecutivi vinti, chiude 4^ in classifica con una tappa tutta coraggio e soprattutto il successo di giornata, rimontando Fisher-Black negli ultimi metri. Nella sua terra, il miglior modo per chiudere una corsa difficile, come tutta la prima parte di 2026 (perdendo tutte le classiche a causa dei problemi respiratori avuti dal pre Sanremo). “Ho sofferto, ma oggi volevo vincere per lasciare un segno in questo Giro – il racconto della campionessa d’Italia ai microfoni di Rai Sport – Riuscirci in Piemonte e praticamente nel paese di mio marito (Jacopo Mosca, pro della Lidl-Trek) è un grande orgoglio.

Sono felicissima di poter festeggiare qui con la mia famiglia. Il ribaltone di Demi? Tutti hanno avuto paura del Finestre per il… nome, ma chi conosce il Montoso sa che si tratta di una salitaccia che può restare nelle gambe come le Collette successive.

Dopo la fatica di ieri, si poteva ribaltare e Demi c’è riuscita”.

Italbici che festeggia la vittoria in 5 delle 9 tappe in programma (le altre 3 per la FDJ con la doppietta di Vollering e il timbro della giovanissima Gery, oltre a Van der Breggen nella cronometro), visto che Elisa Balsamo ha concluso in maglia rossa, da padrona della classifica a punti, il suo Giro perfetto condito da un poker da sogno.

La SD Worx-Protime, che già aveva perso in maniera clamorosa Lorena Wiebes per la squalifica post 1^ tappa, ovvero la velocista più forte del lotto, oggi ha visto svanire la maglia rosa con una Van der Breggen che finirà 3^ in classifica, a 1’37” da Vollering e alle spalle anche di Niedermaier. Trafitta, in quell’ultimo km decisivo del GPM finale di questo Giro, quando mancavano 40 km abbondanti all’arrivo, dalla sua allieva che ha cresciuto nello squadrone orange, lasciato da “Deminator” a fine 2024 dopo quella beffa tremenda del Tour perso per 4” a favore di Niewiadoma. “Oggi non mi sentivo al meglio, quindi ho dovuto rischiare un po’ non rispondendo a tutti gli attacchi – la lucida analisi della campionissima tulipana, già 2^ all’ultima Vuelta perdendo anche in quel caso la maglia nella tappa conclusiva, in Spagna a favore di Paula Blasi sull’Angliru – Mi sono ritrovata con Demi e sarebbe stata anche una buona situazione, ma lei non era disposta a tirare giocando le sue carte.

Solo la sua compagna di squadra (Dickson, ndr) ha lavorato nel gruppetto, poi sull’ultima salita non sono riuscita a seguire il suo attacco, oggi era semplicemente più forte. Ho fatto tutto il possibile, mi aspettavo una situazione del genere ed è un peccato aver perso la maglia, ma ho dato il massimo”.

La caduta di venerdì nella tappa di Salice Terme? Anna non cerca scuse: “Non credo abbia inciso, è stata solo una settimana dura e una giornata difficile in sella; avevo un po’ di mal di schiena, ma non è questo il motivo per cui ho perso il Giro.

In realtà sono molto orgogliosa della mia prestazione globale, non mi aspettavo di arrivare così lontano. Se riusciamo a migliorare ancora un po’, possiamo ancora ottenere molto (riferendosi al grande obiettivo del Tour). Sono delusa, ovviamente, ma orgogliosa della squadra e del mio spirito combattivo”.

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