Gran colpo per Zimmermann a Francoforte battendo Pidcock, Gualdi 5°. Godon si prende la rivincita al Romandia

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Gran colpo per Zimmermann a Francoforte battendo Pidcock, Gualdi 5°. Godon si prende la rivincita al Romandia

La classica tedesca del WT è del padrone di casa della Lotto Intermarché, in un finale pazzesco con i velocisti che rientrano... troppo tardi. A Orbe, 4^ giornata di corsa dell'appuntamento svizzero con un altro sprint ristretto, dopo la generosa fuga di Caruso, e il campione di Francia piega Fisher-Black, Paret-Peintre e Pogacar.

Un colpo clamoroso sulle strade di casa e in generale per la sua Lotto Intermarché.

Georg Zimmermann mette la propria firma sulla 63esima Eschborn-Frankfurt, con uno sprint lunghissimo e di rara potenza per regolare tutti quanti nel plotoncino di una dozzina di uomini arrivati a giocarsi, nel cuore di Francoforte sul Meno, la prima delle due classiche World Tour in terra di Germania.

Proprio il campione nazionale in carica, al secondo centro nel massimo circuito dopo una tappa al Delfinato, ha finalizzato l’azione che quei 12 corridori avevano portato via dopo l’ultima scalata, a 35 km dalla conclusione, sull’erta simbolo della corsa, il Mammolshain: in quel momento, Tim Wellens è stato l’ultimo degli attaccanti (il campione belga era uscito dal gruppo a 85 km dal gong rientrando sui fuggitivi del mattino) a mollare, con Tom Pidcock, forse l’uomo più atteso di giornata, a scatenare la bagarre con Tulett, in gran forma dopo il podio alla Freccia Vallone, e il francese Baudin.

La collaborazione, per resistere al gruppo nei 30 km abbondanti di pianura, è stata buona sino agli ultimi km dove, però, ciò che restava del plotone è arrivato a pochi metri dai fuggitivi, tanto che mentre nei 300 mt finali partiva la volata tra i 12 di testa, Tobias Lund Andresen (che in caso di conclusione a ranghi compatti era indubbiamente il favorito numero 1 già alla vigilia) lanciava quello del gruppo.

Il danese della Decathlon CMA chiuderà amaro 12°, con Zimmermann a battere, in maniera piuttosto netta, proprio Pidcock 2° per la Pinarello Q36.5, un ottimo Tulett e il solito affidabilissimo Pello Bilbao, ma anche un bravo Simone Gualdi: il lombardo, compagno di team del vincitore, si regala una top five di grande peso.

Poco dopo la conclusione della Eschborn-Frankfurt, ecco il gran finale della quarta giornata di corsa al Giro di Romandia: partenza e arrivo a Orbe per 176 km senza respiro nella lotta tra fuga e gruppo, ma ancora una volta si è arrivato ad uno sprint ristretto tra i big e qualche ruota veloce che ha retto.

E tra di esse, quella più attesa era Dorian Godon che ha avuto la forza, e la squadra con l’ottimo lavoro della Netcompany INEOS (al 18° centro del 2026), di rientrare dopo la salita (il Col du Mollendruz, 9 km oltre il 6% di media dove la Red Bull-Bora ha fatto il forcing), quando mancavano quasi 25 km al gong, per poi fulminare tutti e fare 5 in stagione a livello WT, per il bis sulle strade elvetiche dopo il cronoprologo inaugurale.

Ieri a Vucherens, il campione di Francia era stato fulminato da Tadej Pogacar, che oggi si è dovuto accontentare della quarta piazza, pur provandoci ancora nella soluzione in volata, con Fisher-Black ancora sul podio di giornata ma non vincente, e Valentin Paret-Peintre davvero sorprendente e gran 3°, mentre Higuita si piazza 5° e Withen Philipsen è sempre lì, 6°, al termine di una tappa caratterizzata dall’azione a lunga gittata di 7 uomini. Tra di loro, Lorenzo Germani e Damiano Caruso, con il ragusano che ha staccato i compagni di avventura sul Mollendruz, rimanendo in solitaria sino ai -17, quando Cras e Steinhauser l’hanno agganciato, prima di arrendersi a meno di 3 km dalla conclusione.

In classifica cambia poco o nulla, almeno nella top five visto che purtroppo crolla Antonio Tiberi finendo ad oltre 3 minuti, con Pogacar padrone in maglia gialla avendo 17 secondi di margine su Lipowitz e 26 rispetto a Lenny Martinez, alla vigilia delle due giornate più toste con l’arrivo domani a Chalmey, dopo la scalata (che terminerà ai -13 km) dello Jaunpass, 8 km all’8,4% di media, e quello di domenica con la conclusione in salita a Leysin.

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