Il Giro d'Italia perde pezzi: dopo Almeida, ufficiale il forfait di Landa e pure Carapaz è a fortissimo rischio

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Il Giro d'Italia perde pezzi: dopo Almeida, ufficiale il forfait di Landa e pure Carapaz è a fortissimo rischio

La prossima corsa rosa (start l'8 maggio dalla Bulgaria), che avrà Vingegaard quale chiaro favorito e Pellizzari sempre più tra i candidati al podio, non vedrà al via neppure lo scalatore basco, che ha rimediato una frattura al bacino nella corsa di casa e proverà a recuperare per il Tour, ma quasi certamente anche il re del Giro 2019 (e 3° lo scorso anno) dirà "no", con una preparazione ridotta dal piccolo intervento chirurgico subito un mese fa.

Il Giro d’Italia rischia di perdere altri attesissimi protagonisti di un’edizione numero 109 che, nelle scorse ore, ha ricevuto la mazzata della notizia di una rinuncia pesantissima come quella di Joao Almeida.

Era il portoghese della UAE Team Emirates XRG il primo candidato a sfidare Jonas Vingegaard per la maglia rosa, come accaduto pochi mesi fa per la “roja” della Vuelta, ma l’infezione virale che sta condizionando ormai da settimane Almeida ha portato ad alzare bandiera bianca per provare a salvare almeno la partecipazione al Tour, in quel caso caso da principale supporto di Pogacar, o direttamente (e pare la soluzione più probabile per il lusitano) per il terzo GT stagionale.

Se la UAE punterà quindi su Jay Vine e Adam Yates, ecco che la Soudal-Quick Step si ritroverà solo con Filippo Zana per cercare la top ten nel Giro al via tra dieci giorni sulle strade bulgare: nel pomeriggio di ieri, infatti, ha dichiarato forfait pure Mikel Landa, con la compagine belga che ha spiegato come il veterano basco debba rinunciare, lui che aveva in programma l’abbinata con il Tour, a causa di una frattura al bacino emersa solo qualche giorno dopo la caduta rimediata tre settimane fa all’Itzulia.

Lo storico di Landa nella corsa rosa si divide tra gioie, come il podio agli inizi nel 2015 ma anche la maglia di miglior scalatore con un’altra vittoria di tappa a Piancavallo nel 2017 e la terza piazza nel 2022, e tanti dolori pensando alle varie cadute rimediate, come un anno fa nella frazione inaugurale in Albania.

Ed è legatissimo al Giro d’Italia pure Richard Carapaz, 4° nel 2018 e vincitore nel 2019, di nuovo super protagonista nel 2022 con il 2° posto e vicinissimo alla maglia rosa ancora nel 2025, sino alla battaglia del Finestre per accontentarsi della 3^ casella finale; i colleghi di Het Laatste Nieuws hanno svelato come dopo l’operazione subita a livello perineale, ormai un mese fa e dopo una discreta partecipazione alla Volta a Catalunya, che non avrebbe dovuto impattare sulla preparazione per il grande obiettivo stagionale dell’olimpionico 2021, l’avvicinamento sia stato invece complicato.

E sarebbe solo questione di tempo per la rinuncia ufficiale anche del sudamericano, che si è allenato nelle ultime settimane sulle strade del suo Ecuador, come fece anche lo scorso anno.

Se Vingegaard è il chiaro favorito per provare a completare la tripla corona, ecco che questi problemi occorsi a vari big aprono lo scenario nella lotta per il podio; l’Italia sogna in grande con Giulio Pellizzari, ma l’intera Red Bull-Bora Hansgrohe con Hindley e Vlasov può puntare molto in alto, c’è la Lidl-Trek con Gee-West, 4° nell’ultima edizione ma che in questo 2026 sinora ha sofferto molto, la Decathlon CMA che ha un capitano unico come Felix Gall che può davvero sognare, e naturalmente la Ineos Grenadiers di Bernal e Arensman sino ad arrivare a Mas (ma con incognite per il maiorchino della Movistar visto il lungo recupero dopo l’intervento chirurgico di fine 2025), Buitrago per la Bahrain-Victorious, Storer (Tudor) e Ben O’Connor, leader della Jayco-Alula e quarto due anni fa.

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