Il più grande di tutti corona il sogno: immenso Pogacar, la Sanremo è sua per la prima volta!

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Stradacalendario internazionale

Il più grande di tutti corona il sogno: immenso Pogacar, la Sanremo è sua per la prima volta!

Clamorosa impresa dell'iridato, che batte al photofinish Tom Pidcock dopo una rimonta folle, abraso dopo essere caduto prima della Cipressa. Completa il podio Van Aert, poi un commovente Pedersen e Vendrame sfiora la top five.

Al sesto tentativo, nella maniera più drammatica, clamorosa e leggendaria possibile, Tadej Pogacar ce l’ha fatta.

Anche la Milano-Sanremo è sua e, se l’edizione numero 116 era già stata indimenticabile con il confronto tra l’iridato, Mathieu Van der Poel e Filippo Ganna risolto solo in via Roma, quest’anno si è andati oltre sino al duello al photofinish sul rettilineo finale tra l’immenso fuoriclasse sloveno e Tom Pidcock.

A 43 anni di distanza da Giuseppe Saronni, un campione del mondo torna a conquistare la “Classicissima di Primavera” con quella maglia arcobaleno sulle spalle, e sono 11 monumento (come Roger De Vlaeminck, solo Eddy Merckx ne ha 8 in più) in bacheca per l’asso della UAE Team Emirates XRG, che a 32 km dalla conclusione pensava di aver perso tutto. Sì, perché poco prima di riprendere la fuga di giornata ai piedi della Cipressa, e dopo aver visto il compagno Jan Christen rompersi la clavicola in avvio di corsa, “Pogi” è stato il primo a finire a terra nell’attraversamento di Imperia, portando giù con sé anche Mathieu Van der Poel, Wout Van Aert e lo stesso Giulio Pellizzari tra gli altri.

A meno di 5 km dall’inizio della Cipressa, il punto in cui, proprio come lo scorso anno, aveva deciso di fare il forcing per provare a staccare tutti, lo sloveno si è ritrovato a dover recuperare oltre 40” alla testa del gruppo, come in parte MVDP supportato anche da Jasper Philipsen. Agganciata la coda del plotone ai -27 km, ovvero ad inizio salita, McNulty è stato strepitoso portando Tadej in testa al gruppo, poi la staffilata di Isaac Del Toro prima dell’attacco del protagonista più atteso, seguito solo da Pidcock e Van der Poel.

Eppure, il campionissimo dell’Alpecin-PremierTech (che ha rimediato una ferita alla mano nella caduta, a sua volta Pogacar era abraso su tutto il lato sinistro del corpo) non è parso brillantissimo e, quando all’inizio del Poggio e col gruppo trainato dalla Lidl-Ttek di Mads Pedersen si trovava ad appena 10” dal terzetto di testa, Pogacar ha di nuovo accelerato, l’olandese ha dovuto chinare il capo e staccarsi.

Solo un enorme Pidcock ha tenuto la ruota, soffrendo eccome, della stella di Komenda, prima di giocarsi tutto in volata dove il britannico della Pinarello Q36.5 è stato piegato per poco più di una ventina di centimetri, con Tadej che ha gestito molto bene lo sprint alle transenne, partendo ai 180 mt dalla testa per coronare il suo sogno.

Ad una manciata di secondi, enorme anche Wout Van Aert che, dopo aver dovuto recuperare più di 1 minuto prima della Cipressa (il belga della Visma aveva dovuto cambiare bici, perdendo più tempo di Pogacar e Van der Poel), ha attaccato a meno di 2 km dall’arrivo e anticipato di pochi metri il gruppo, regolato da un altrettanto commovente Mads Pedersen, 4° al rientro dopo il gravissimo infortunio di inizio febbraio e di nuovo ad un passo dal podio alla Sanremo, battendo il neozelandese Corbin Strong (NSN) e il miglior italiano, Andrea Vendrame della Jayco-Alula, 6° su Stuyven, Van der Poel alla fine 8°, l’eterno Matteo Trentin e il terzo azzurro in top ten, Edoardo Zambanini.

Per Filippo Ganna, che ha ceduto nel momento chiave sul Poggio dopo essersi trovato nel punto giusto a ruota degli altri grandi, una delusione evidente chiudendo poi in gruppo, fuori dalla top 30, lui che fu 2° tra Van der Poel e Pogacar un anno fa.

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