Pogacar ammette: "Seixas fortissimo, pensavo alla volata". La UAE ha un problemone: niente Giro per Almeida

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Pogacar ammette: "Seixas fortissimo, pensavo alla volata". La UAE ha un problemone: niente Giro per Almeida

Le parole del campione del mondo, che domani sarà già al via del Giro di Romandia, dopo la quarta Liegi messa in bacheca. In seno alla formazione numero 1 al mondo, arrivano dal Portogallo pessime notizie sulle condizioni del leader designato per la corsa rosa, praticamente certo del forfait: saranno Adam Yates e Jay Vine i capitani, ma la strada per Vingegaard sembra spianata.

Quattro “Doyenne” come Argentin e Valverde, ad una lunghezza da Eddy Merckx, che lo precede di sei monumento (19 a 13) nel computo totale che sta raggiungendo numeri vertiginosi anche per Tadej Pogacar.

La terza Liegi-Bastogne-Liegi consecutiva del fenomeno sloveno è stata un po’ più complicata di quelle precedenti (non di quella del 2021, quando “Pogi” rimontò sulla linea Julian Alaphilippe in uno sprint tiratissimo), visto che Paul Seixas non ha mollato un centimetro sulla Redoute, prima di doversi inchinare all’iridato sulla Roche aux Faucons, ma è stato di nuovo arrivo in solitaria per il padrone del ciclismo moderno.

Con Remco Evenepoel 3° ma lontanissimo, al termine di una campagna delle grandi classiche che per “’Pogi” è stata la migliore della carriera, con tre monumento (compresa la prima Sanremo e il tris al Fiandre) e la Strade Bianche, oltre alla piazza d’onore alla Roubaix che resta l’unica ancora mancante nel palmares. E nel bottino, ora il 27enne di Komenda vuole metterci pure il Giro di Romandia, dove debutterà da martedì 28 aprile a domenica 3 maggio per la sua prima corsa a tappe stagionale; prima di fare rotta sull’assalto al quinto Tour de France, passando dal Giro di Svizzera a giugno.

“E’ successo un po’ di tutto, considerato che alla partenza ero dietro, ho seguito le ruote e poi ho capito che il gruppo si era spezzato – le parole di Pogacar, riportate da “Spazio Ciclismo”, ricostruendo quanto accaduto nei primi km con la maxi-fuga avviata da Evenepoel – Dopo venti minuti di inseguimento abbiamo capito che non era così pericoloso lasciarli andare (concedendo quasi 4 minuti, ndr); queste fughe numerose non trovano mai grande collaborazione, anche se chiaramente con Remco Evenepoel un po’ di paura c’è, perché lui poteva partire da lontano.

Siamo riusciti a controllare, con Vegard e Rune (Laengen e Herregodts) che hanno fatto un lavoro straordinario. Poi anche la Decathlon ci ha aiutato e il resto della squadra ha fatto un grandissimo lavoro. Alla fine era tutto sotto controllo, ma non devi mai lasciar partire Remco.

Sulla Redoute andavo davvero a tutta e vedevo che Paul Seixas era al limite, ma in cima mi ha affiancato e mi ha impressionato. Ha anche dato cambi molto forti quando eravamo in fuga e abbiamo creato un bel distacco. Mentalmente mi stavo già preparando per una volata a due, ma sulla Roche aux Faucons ho accelerato, tenendo un ritmo alto perché conosco bene la salita ed è molto adatta a me.

Fortunatamente si è staccato, ma sinceramente ero pronto a dovermi giocare la vittoria allo sprint; volevo comunque provarci sull’ultima salita e ci sono riuscito, ma Paul è stato davvero fortissimo e… sì, credo lo vedremo già al Tour de France”.

In queste ore, però, in casa UAE Team Emirates XRG emerge un problemone in ottica grandi giri e obiettivo della conquista della maglia rosa: il leader designato per il Giro d’Italia al via tra undici giorni in Bulgaria, ovvero Joao Almeida, sarebbe praticamente certo del forfait in quanto tutt’altro che recuperato in termini di valori fisici dopo il deludentissimo Catalunya.

Lo stesso classe 1998 portoghese aveva confessato di aver bisogno di svolgere esami del sangue per capire cosa non andasse e, come riporta Frederico Bartolo del Diario de Noticias, da sempre molto vicino alle vicende di Joao, gli allenamenti dopo un breve periodo di stop ad inizio mese, sono andati tutt’altro che bene peggiorando ulteriormente la situazione.

Ecco che si proverà a recuperare il miglior Almeida in ottica supporto a Pogacar al Tour o direttamente per fungere da leader alla Vuelta, come peraltro già previsto abbinando il GT spagnolo al Giro, ma quale UAE vedremo al via della corsa rosa?

Lo schema della formazione rimarrà tale, anche perché Del Toro si è infortunato seriamente ai Paesi Baschi e anche volendo non potrebbe più cambiare i programmi, quindi ci saranno due riferimenti per la classifica, Adam Yates (reduce dalla generale di O Gran Camino portata a casa) e Jay Vine, con tanti cacciatori di tappe come Christen, Narvaez e Morgado.

E Jonas Vingegaard, che era già il chiaro favorito per conquistare il Giro d’Italia al debutto, ma che Almeida fece comunque soffrire all’ultima Vuelta, è ancora più candidato principe al trionfo finale a Roma, il prossimo 31 maggio.

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