Longo Borghini commovente (ora 4^ in classifica), Le Court fa ancora la storia per Mauritius e domani... Ventoux!

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Stradatour de france femmes 2026

Longo Borghini commovente (ora 4^ in classifica), Le Court fa ancora la storia per Mauritius e domani... Ventoux!

La 6^ tappa del Tour de France Femmes, un'altra battaglia strepitosa verso Tournon sur Rhone, premia la campionessa di Mauritius che in uno sprint ristretto piega Kerbaol e Pieterse, con la campionessa d'Italia che ci prova in tutti i modi e guadagna qualcosa sulle big, arrivate a 28" prima della giornata della verità sul gigante della Provenza che vedrà Reusser ripartire ancora con 12" di vantaggio su Vollering.

Un’altra giornata durissima e uno spettacolo di livello assoluto, per la 6^ delle 9 tappe di un Tour de France Femmes che sta arrivando al momento decisivo, ma oggi ha vissuto 153 km lottatissimi, in quella che poteva considerarsi una frazione interlocutoria, per il secondo hurrà in carriera nella corsa più importante, dopo quello dello scorso anno a Guéret, di Kim Le Court-Pienaar.

La campionessa di Mauritius, in forza all’AG Insurance e già 2^ nell’apertura di Losanna, continua a fare la storia per il suo paese ed è stata capace di un finale straordinario a Tournon sur Rhone, dopo la battaglia partita da Montbrison cominciata con l’azione di Aalerud, Noskova e Adegeest che hanno guadagnato anche un paio di minuti, ma negli ultimi 60 km giocatasi tra le big; in un tratto di discesa dai -35 ai -30 km, ecco l’attacco buono con Elisa Longo Borghini e Célia Gery, le campionesse nazionali d’Italia e Francia con i loro splendidi tricolori, che si portano dietro Kerbaol, Pieterse, Lippert e Van Dam.

Qualità assoluta e il gruppo delle donne di classifica, ma la stessa verbanese faro della UAE L’IMAD era già tale, visto che stamattina ripartiva dalla sesta piazza dopo la giornata difficile di ieri a Belleville en Beaujolais; Elisa ha letteralmente trainato la fuga, che al massimo ha avuto 30-35 secondi di margine prima che, sul falsopiano dai -15 km, ci pensassero Le Court (che in precedenza tra l’altro aveva speso molto per un rientro dopo cambio bici) e Markus a riaprire tutto.

Il tandem tra la vincitrice della Liegi 2025 e la locomotiva olandese della Lidl-Trek, che già aveva sfiorato la tappa numero 2 con quella grande azione a Ginevra, è stato in grado di rientrare ai -9 sul sestetto e a quel punto nel plotoncino maglia gialla anche Vollering, assieme a Niedermaier in favore di Niewiadoma, si è mossa per contenere i danni mentre là davanti è stata una partita di poker per il successo di tappa; ai -4 km l’attacco proprio di Le Court, con una commovente Longo Borghini che riuscirà a chiudere così come poi di nuovo sul tentativo ai -2 di Markus, che poi di nuovo si è mossa appena prima della flamme rouge, in quel caso contenuta dalla stessa futura vincitrice di giornata, poi capace di uno sprint straordinario e lungo quasi 300 mt, resistendo a Kerbaol (EF), 2^, e Pieterse che chiude 3^ davanti a Van Dam, una delusa Gery e Lippert, con Longo Borghini 7^ ad un paio di secondi dopo aver speso tutto.

La campionessa italiana guadagnerà 26” (in realtà 30, con i 4 presi al bonus sprint nel finale) sulle altre big, arrivate a 28” col gruppetto regolato da Wlodarczyk, ovvero la seconda punta UAE, su Ruegg, Kopecky, Blasi e una brava Sara Casasola, 13esima.

Così, alla vigilia del giorno della verità sull’iconico Mont Ventoux, che proporrà l’arrivo più duro con i suoi 16 km vicini al 9% di media, Marlen Reusser conserva la maglia gialla con 12” di margine su Demi Vollering, che resta la favorita e venerdì sarà chiamata all’attacco frontale all’elvetica del Team Movistar, 1’17” su Kasia Niewiadoma e 2’28” su Longo Borghini, risalita al 4° posto saltando Niedermaier (+ 2’40”) e la compagna Wlodarczyk, che si trova a 2’54”, mentre è uscita definitivamente di classifica Anna Van der Breggen, ora a più di 17 minuti dopo aver mollato già a metà della tappa odierna.

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