Roglic scioglie la riserva e ci sarà, Van Aert affiancato da Brennan e Laporte, ecco Mas e Uijtdebroeks nella Movistar

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Stradavuelta espana 2026

Roglic scioglie la riserva e ci sarà, Van Aert affiancato da Brennan e Laporte, ecco Mas e Uijtdebroeks nella Movistar

Mattinata con pioggia di annunci per le squadre al via del GT iberico: il quattro volte re in maglia roja ci sarà dopo l'incidente, ma con ambizioni ridotte mentre la Red Bull-Bora Hansgrohe porta anche il velocista, ovvero Meeus. Sprinter anche per l'Alpecin con Groves, nella Lotto Intermarché debutta Widar e attenzione alla Uno-X con Johannessen, Cort Nielsen e Leknessund. La classifica per i "calabroni"? La cureranno Nordhagen, Kuss e Tulett senza il campione in carica Vingegaard.

E’ sempre più vicino lo start della Vuelta Espana numero 81, con la cronometro di Monte-Carlo ad aprire le danze della corrida iberica, nella quale come noto non ci sarà il vincitore uscente, Jonas Vingegaard, che ha chiuso anzitempo la sua stagione.

La Visma Lease a Bike ha così svelato un roster che, specialmente per l’assalto alle tappe, è di assoluto livello con Wout Van Aert che torna in Spagna, sulla strade dell’obiettivo Mondiali, dopo l’amarissimo epilogo del 2024 in maglia verde di leader della classifica a punti, che sarà un obiettivo per il fiammingo affiancato negli arrivi allo sprint o comunque da ruote veloci da Matthew Brennan, che disputerà verosimilmente le volate di gruppo compatto, e da Christophe Laporte. Se Bruno Armirail e Steven Kruijswijk (all’ultima corsa della carriera) fungeranno da locomotive in supporto dei compagni, per salita e classifica anche se per il vertice sarà dura, troviamo il trio composto da Joergen Nordhagen, con il classe 2005 norge al debutto in un grande giro, Ben Tulett e il vincitore dell’edizione 2023, Sepp Kuss, anche se lo statunitense pare ben lontano da quei livelli.

Tre anni fa, Primoz Roglic venne “incastrato” proprio dalla dinamica di squadra tra i “calabroni” che favorì Kuss, ma la sua quarta maglia roja della carriera arrivò un anno più tardi nel primo anno con la Red Bull-Bora Hansgrohe; questo 2026 sarà l’ultimo con il team tedesco per il 36enne sloveno, rimasto in dubbio sulla partecipazione sino ad inizio settimana per l’incidente patito in allenamento a fine luglio. “Rogla” ci sarà, è ufficiale, ma senza ambizioni di classifica stando a quanto fatto trapelare (considerando probabilmente anche inarrivabile Pogacar, il grande favorito), in una squadra che punta forte anche sulle volate di Jordi Meeus, mentre per la GC attenzione al giovane Luke Tuckwell, che ha fatto benissimo a Romandia ed ex Delfinato, considerato che sono stati lasciati a casa Vlasov e Martinez, mentre era scontata l’assenza, per differenti motivi, di Evenepoel, Lipowitz, Hindley e Pellizzari.

Un altro uomo decisamente veloce, adatto ai finali in lieve ascesa, è Finn Fisher-Black, con ruolo di supporto quasi completo per il resto della formazione, ovvero il giovane Thornley, gli esperti Gianni, Vermeersch e Moscon (che dopo la squalifica a Burgos torna in gara per disputare un altro GT), e il danese Wandahl.

Annunciata anche la Lotto Intermarché che ruota attorno a due giovani belgi, con Widar all’esordio sulle tre settimane (meglio pensare ad una tappa che alla classifica, nonostante lo storico da U23 del talento classe 2005) e la ruota veloce De Schuyteneer; ci sono poi Van Sintmaartensdijk, Braet (sprinter atipico, ha già fatto bene in passato alla Vuelta), il neozelandese Thompson, Van Boven, Craps e un italiano che è ormai veterano, Lorenzo Rota che proverà a riscattare un 2026 altrettanto difficile come lo scorso anno.

Tricolore che ci sarà anche nella PicNic-PostNL, alla ricerca disperata di un successo di peso e che proporrà (prima volta in un grande giro anche per lui) Mattia Gaffuri, in luce al Tour of the Alps e discreto in zona top 15 della generale anche al Giro di Svizzera. Il velocista è Renard-Haquin, occhio anche a Timo de Jong e poi ci sono Peace, Roosen, Leemreize, Chris Hamilton e lo scalatore colombiano Juan Guillermo Martinez.

La Movistar padrona di casa ha chiaramente ambizioni, ma per il podio sarà durissima visto il percorso di avvicinamento per le due punte, Enric Mas (tre volte secondo nel “suo” GT), uscito delusissimo dal Giro d’Italia, e Cian Uijtdebroeks, costretto presto al ritiro dal Tour e che fece molto bene nella Vuelta del debutto due anni fa.

Orluis Aular ci proverà negli arrivi di gruppo, ma poi sarà full attack per la squadra spagnola con elementi di qualità come Pablo Castrillo (due tappe conquistate nel 2024, ma in maglia Kern Pharma), Ivan Romeo e Raul Garcia Pierna, con lavoro di gregariato per Carlos Canal, che può però provare a giocarsela su qualche arrivo insidioso, e Jorge Arcas.

L’Alpecin-PremierTech porta il velocista (non ce ne sono moltissimi, ma le occasioni per loro in realtà non mancano), ovvero Kaden Groves, puntando poi alle fughe con Debruyne (che potrebbe rimanere in classifica), De Vylder, Gogl, l’azzurro Francesco Busatto, Houle, Glivar e Sentjens, che sarà l’uomo chiave nel treno per l’australiano.

Ufficiale in questa mattinata pure la Uno-X Mobility: decisamente interessante la truppa norvegese, con Tobias Halland Johannessen uscito comunque bene dal Tour e vedremo se solo in ottica tappe o generale qui alla Vuelta, l’eterno Magnus Cort all’ultimo GT e con un certo feeling in Spagna, Fredrik Dversnes-Lavik che ha timbrato la tappa di Milano al Giro d’Italia, il danese Kron e poi elementi duttili come Tiller, Leknessund, Tjotta e Dalby.

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