Spettacolare Isaac Del Toro sul Grand Colombier: il messicano rimonta Ayuso e riapre l'Auvergne-Rhone-Alpes

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Spettacolare Isaac Del Toro sul Grand Colombier: il messicano rimonta Ayuso e riapre l'Auvergne-Rhone-Alpes

La durissima 7^ e penultima frazione, prima del gran finale domenicale sul Plateau de Solaison, si apre con la caduta di Seixas che pagherà caro l'inseguimento finendo 7° a quasi un minuto e mezzo dal leader della UAE, strepitoso negli ultimi 4 km e ora a meno di 1' da Tuckwell, che resiste in giallo davanti a Jorgenson.

Semplicemente spettacolare, alla sua maniera, ovvero di rimonta gestendosi nella prima parte della salita decisiva, come fosse un veterano.

Parliamo invece di un ventiduenne che, infortunio dell’Itzulia a parte, ha dominato nel 2026 delle corse a tappe di una settimana e, nonostante il minuto perso contro il tempo in una prova a squadre che vedeva la sua UAE Team Emirates XRG decisamente inferiore alle rivali, domani potrebbe prendersi per la prima volta anche l’ex Delfinato.

Isaac Del Toro, intanto, oggi ha portato a casa il primo successo della carriera (sui 26 totali) sulle strade di Francia, a tre settimane dal suo debutto al Tour de France al fianco di re Pogacar, firmando da fenomeno l’arrivo più duro, quello della 7^ tappa da La Bridoire alla vetta del Col du Grand Colombier, dopo 133 km di pura battaglia, di questo 78° Tour Auvergne-Rhone-Alpes.

Con il suo marchio di fabbrica, l’inchino al pubblico, ha tagliato il traguardo di un’erta tostissima (8,5 km al 10,1% di media, con i primi 4500 metri vicini al 12%) dopo aver piegato la resistenza del suo ex compagno di squadra Juan Ayuso e riaprendo completamente i giochi per la classifica generale al termine di una giornata folle e cominciata con un colpo di scena.

A poco meno di 100 km dalla conclusione (subito dopo la fine della neutralizzazione nella discesa della Cote de Saint Maurice de Rotherens, considerata pericolosa dalla giuria di gara), è finito a terra infatti Paul Seixas, che ieri assieme al classe 2003 messicano aveva staccato gli altri big verso Crest-Voland; il 19enne della Decathlon CMA ha subito colpi e abrasioni alla parte destra del corpo, tra anca e gomito, ma dopo qualche minuto di shock è ripartito e ha cominciato l’inseguimento assieme ai compagni, davvero favolosi per recuperare da quasi 4’ di ritardo e riportare in gruppo il capitano quando mancavano 36 km al gong, dopo oltre 60 di lotta per farcela visto che nel frattempo, là davanti, si è corso sempre a tutta con mille tentativi.

Ai piedi della salita finale, è stato agguantato il plotoncino con De Plus, Berthet, Bennett e Valentin Paret-Peintre sul lavorone della Lidl-Trek, che ha lanciato l’attacco frontale di Juan Ayuso: il talento spagnolo, con una voglia matta di tornare ad alzare le braccia al cielo dopo gli amarissimi ritiri da Parigi-Nizza e Giro dei Paesi Baschi in una primavera difficile, ha anticipato decisamente troppo, pur guadagnando una ventina di secondi sul plotoncino, mentre Seixas era già costretto a difendersi dopo una giornata tutta all’inseguimento (e la maglia gialla Tuckwell, come era normale attendersi dopo aver guadagnato minuti grazie alla fuga di venerdì, ancor di più), composto da Tulett in favore di Jorgenson, Del Toro, Uijtdebroeks e Tobias Halland Johannessen.

A poco più di 4 km dall’arrivo, però, il fenomeno della Baja California ha cominciato la sua progressione e ben presto stroncato il capitano della Visma e gli altri rivali, piombando su Ayuso ai -1700 metri e, neppure 300 mt dopo, partirgli in faccia per staccarlo di prepotenza e tagliare il traguardo con un bel vantaggio, 24” sull’andaluso e con Johannessen (bravissimo dopo il 2° posto di 24 ore prima) 3° per la sua Uno-X a 38” appena davanti (a 41”) al duo Jorgenson-Uijtdebroeks, con Skjelmose 6° a 1’17” e poi Seixas, che si è portato dietro il danese sino agli ultimi 200 mt, costretto a pagare 1’21”.

Luke Tuckwell ha salvato la maglia gialla, piazzandosi undicesimo a 2’33” da Del Toro che ora sale al 3° posto della generale, a 49” dal giovane australiano della Red Bull-Bora Hansgrohe che conserva 42” su Matteo Jorgenson (Visma). Poi a 1’06” Ayuso, ancora in corsa pure per la vittoria visto che domenica ci sarà un’altra conclusione durissima sul Plateau de Solaison, con Johannessen a 1’33”, Seixas 6° a 1’54” e Skjelmose finito a 1’59”.

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