Piancavallo giudice finale del prossimo Giro: è di nuovo il Friuli il "cuore" della corsa rosa, start simbolico da Gemona

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Stradale salite del giro

Piancavallo giudice finale del prossimo Giro: è di nuovo il Friuli il "cuore" della corsa rosa, start simbolico da Gemona

La ventesima e penultima tappa, sabato 30 maggio, prevederà per la prima volta la doppia ascesa ad una scalata più volte determinante, da Pantani all'ultima di Geoghegan Hart nel 2020.

Il Friuli Venezia Giulia sta investendo moltissimo nel grande ciclismo e negli ultimi anni si è legato sempre più al Giro d’Italia, risultando spesso giudice finale della corsa rosa, come nel 2023 con l’iconica cronoscalata al Monte Lussari.

E lo sarà pure quest’anno, perché dopo il durissimo arrivo ai Piani di Pezzè; l’ultima tappa di montagna, la ventesima dell’edizione n° 109 in programma sabato 30 maggio, proporrà la doppia scalata a Piancavallo, al termine dei 200 km con partenza da Gemona del Friuli.

Uno start simbolico e commovente, a 50 anni dal dramma del terremoto, per affrontare poi una frazione che nel finale vedrà i corridori affrontare due volte una salita tostissima (14 km all’8% di media, ma la prima metà è vicina al 10%) e in cima alla quale sapremo il nome del vincitore di questo Giro, prima della passerella romana del giorno successivo.

Il presidente del comitato locale, Paolo Urbani, sulla scia di quanto realizzato per tante edizioni da Enzo Cainero, storico patron delle tappe friulane, è riuscito ancora a proporre una giornata di grande ciclismo su quelle strade, con 3900 mt di dislivello per avere ancora Piancavallo sulla cartina del Giro, 6 anni dopo il timbro di Tao Geoghegan Hart, che poi vinse quella corsa rosa del 2020, e a 28 dalla gemma di Marco Pantani che, proprio come il britannico, portò la maglia più importante sino a Milano.

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