Verso l'ultima settimana del Giro 109: tre tappe di montagna, un paio per i velocisti e da fuga per Andalo

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Verso l'ultima settimana del Giro 109: tre tappe di montagna, un paio per i velocisti e da fuga per Andalo

Con Jonas Vingegaard solidissimo in maglia rosa, Paul Magnier tornato ad indossare la ciclamino, Eulalio miglior giovane (ma Pellizzari è vicino) e Ciccone che deve tentare la rimonta per quella di miglior scalatore sulle spalle del danese padrone con tre successi sui primi tre arrivi in salita, da martedì si riparte con il duro traguardo svizzero di Carì.

Il terzo e ultimo riposo, prima delle sei giornate conclusive di questo Giro d’Italia.

Dopo il finale shock di Milano, oggi la carovana in rosa si trova ai box prima di affrontare il quarto dei sei arrivi in salita, visto che saranno tre le frazioni di alta montagna nell’ultima settimana, con due tappe (o forse una… e mezza) per le ruote veloci e una disegnata per gli attaccanti. Partiamo da quest’ultima, la 17esima del Giro 109 direzione Andalo, visto che ci sono oltre 170 km abbastanza semplici, poi un finale non particolarmente duro, ma su e giù da Molveno ad Andalo-Lever prima dello strappo conclusivo.

Il giorno successivo, giovedì 28 maggio, da Fai della Paganella a Pieve di Soligo ci sarà solo il muro di Ca’ del Poggio in un piattone totale, ma quei 1100 mt al 10% sono piazzati a poco più di 10 km dall’arrivo e chiudere sugli eventuali attaccanti, da parte delle squadre degli sprinter, non sarà banale. Poi domenica prossima la passerella romana, sperando per Magnier, Milan e soci di evitare la beffa di ieri.

Le tre tappe di montagna? Si comincia domani con i 113 km della frazione più breve di questa edizione, da Bellinzona a Carì per la giornata tutta svizzera che, in realtà, propone per un centinaio di km ascese particolarmente morbide, ma l’ultima (e inedita per il Giro, mentre recentemente si è rivista al Tour de Suisse) è molto impegnativa, con 11,7 km al 7,9% di media, ma di fatto pendenza sempre sull’8,5% a parte un falsopiano di 5-600 metri a meno di 4 km dal gong.

Venerdì e sabato, invece, le due giornate decisive tra il vero “tappone” della corsa rosa 2026, quello lungo 151 km con il Giau da scollinare ai -50 km, il Falzarego e poi i 5 km finali vicini al 10% di media verso Piani di Pezzé, e poi il doppio Piancavallo della 20^ e penultima tappa, con i 14 km all’8% dell’erta friulana in cima alla quale conosceremo il vincitore del Giro.

Certo, tutti pensano che ormai Jonas Vingegaard ce l’abbia già nelle mani, dominante in salita tra Blockhaus, Corno alle Scale e soprattutto Pila, quando si è preso la prima maglia rosa della carriera scavando un solco di sicurezza, con 2’26” di margine su Afonso Eulalio (che è maglia bianca con poco meno di 2 minuti su Pellizzari, 6° in GC), che sulle grandi montagne potrà solo andare in difesa di un podio che resta difficilissimo per il lusitano, al quale è stato concesso un “bonus” di oltre 7 minuti nella tappa di Potenza.

Felix Gall è il principale candidato alla piazza d’onore finale, sempre 2° sui tre arrivi in quota e distante 2’50” da Vingegaard, con Thymen Arensman a 13” dall’austriaco della Decathlon CMA; a sua volta, il tulipano faro della Netcompany INEOS può giocare sulla quarantina di secondi di margine nei confronti di Jai Hindley, che è più scalatore di Arensman e potrà provarci per la top-3 come il compagno di team Giulio Pellizzari, che si trova ad un minuto e mezzo dal podio virtuale (ovvero da Gall). Difficile per tutti gli altri, da O’Connor a Storer e Gee-West, così come ovviamente Piganzoli splendido 10° nonostante il lavoro da ultimo uomo di Vingegaard.

In tema di maglie per le classifiche di specialità, oltre al già citato Eulalio miglior giovane, per la ciclamino è tornato in testa Paul Magnier, con 14 pt di vantaggio su Narvaez che dovrà inventarsi qualcosa in fuga per beffare il transalpino, con i 50 pt dell’attesa volata di Roma che spostano il pendolo della bilancia del favorito verso il classe 2004 della Soudal-Quick Step, mentre la casacca azzurra degli scalatori è dello stesso Jonas Vingegaard con parecchio vantaggio. Giulio Ciccone, che già martedì sarà di nuovo all’attacco specialmente per cercare l’attesa vittoria di tappa, si trova però a -86 e con i tanti punti in palio, considerato che il capitano della Visma sarà in gestione della corsa, può ancora farcela.

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