Vingegaard chiude da fenomeno, è cinquina a Piancavallo per il suo primo Giro: Gall e Hindley sul podio finale

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Vingegaard chiude da fenomeno, è cinquina a Piancavallo per il suo primo Giro: Gall e Hindley sul podio finale

Il Giro n° 109, in attesa della passerella di Roma domenica sera, è del danese della Visma Lease a Bike che stacca tutti in maniera nettissima anche sulla montagna friulana, coronando l'impresa della "Tripla Corona" per la sua prima maglia rosa dopo i due Tour e la Vuelta dello scorso anno. Felix Gall e Jai Hindley 2° e 3° anche di tappa, poi Gee-West e Arensman aiutato da un grande Bernal; Eulalio respinge Piganzoli e conquista la maglia bianca col 6° posto finale, Ciccone il miglior scalatore e che cuore Damiano Caruso all'ultima recita.

Una chiusura da fuoriclasse, prima di volare direzione Tour de France, ma ancora prima sull’aereo per Roma in vista della passerella al tramonto nella capitale, domani sera.

Jonas Vingegaard conquista il suo primo Giro d’Italia, al debutto assoluto sulle strade in rosa, firmando la cinquina personale dopo aver lasciato ieri, nel tappone di Piani di Pezzé, il solo successo non conquistato in montagna e andato comunque al compagno di squadra Sepp Kuss; a 29 anni, il campione danese della Visma Lease a Bike diventa così l’ottavo uomo nella storia a completare la “Tripla Corona”, aggiungendo il primo GT stagionale ai due Tour (2022 e 2023) e la Vuelta dello scorso anno.

A Piancavallo è un altro assolo irresistibile di Jonas, con lo stesso film visto tra Blockhaus, Corno alle Scale, Pila e Carì, ma dominando in maniera ancora più impressionante nel gran finale della tappa tutta friulana, partita da Gemona del Friuli ricordando il cinquantenario del terremoto devastante del 1976 (molto belle proprio le parole della maglia rosa anche nel post tappa).

Per la prima volta, dopo le vittorie di Pantani nel 1998, Landa nel 2017 e Geoghegan Hart sei anni fa, si è affrontata due volte l’erta di 14,5 km vicina all’8% di pendenza media; nella prima occasione, scollinando a 53 km dall’arrivo, c’era ancora in azione la fuga di giornata, composta da 7 uomini e con Leknessund ancora una volta animatore della corsa, consentendo così a Giulio Ciccone di festeggiare senza patemi la conquista aritmetica della maglia azzurra di miglior scalatore.

La Visma Lease a Bike ha fatto capire subito che oggi avrebbe controllato per andare a vincere la tappa e magari aiutare Piganzoli in chiave maglia bianca, ma sin dalle prime rampe della scalata conclusiva, il giovane valtellinese ha mostrato segnali di cedimento e, poco dopo quando mancavano ancora quasi 11 km all’arrivo, capitan Vingegaard ha attaccato.

In un amen, meno di 2 km, l’asso scandinavo ha guadagnato un minuto a Ludovico Crescioli e Andreas Leknessund, gli ultimi coraggiosi della fuga a resistere (il giovane della Polti-VisitMalta chiuderà poi ottimo 12°). Ancora una volta, Felix Gall ha provato a rispondere a Vingegaard, ma ben presto l’austriaco della Decathlon CMA ha capito che non ci sarebbe stato nulla da fare, mentre Jonas andava a firmare il nuovo record dell’ascesa di Piancavallo, seppur con soli 3 secondi di margine (chiudendo in 36’17”) rispetto all’impresa di Pantani 28 anni fa.

Al traguardo, festeggiando per la sua ultima recita in rosa con ampio anticipo, il danese della Visma concluderà con 1’15” di vantaggio su Gall, alla quinta piazza d’onore in questo Giro così come nella generale, e Hindley che completerà pure il podio finale, guadagnando ancora qualcosa su Thymen Arensman nella lotta per la terza piazza in GC.

L’australiano della Red Bull-Bora e un solidissimo Derek Gee-West, con il canadese della Lidl-Trek poi 4° all’arrivo, avevano staccato l’olandese negli ultimi 9 km, ma un grandioso Egan Bernal ha salvato il compagno di team nella Netcompany INEOS, riportandolo poi negli ultimi 2mila metri alla ruote dei rivali, prima di piazzarsi 5° (Arensman) e 6° (il colombiano re del Giro nel 2021).

E in settima piazza a 2’03”, ecco Afonso Eulalio che porta a casa la maglia bianca e un grandioso piazzamento in classifica, grazie anche alla super fuga di Potenza, staccando nel finale Caruso, Storer e Piganzoli.

La classifica, che sarà finale dopo la volatona attesa domenica lungo le vie della città eterna, per il quarto anno consecutivo sede della 21esima e ultima tappa, vede così Vingegaard padrone in rosa con 5’22” di margine su Gall, 6’25” rispetto a Hindley, 7’02” su Arensman, 7’56” su Gee-West e con Eulalio 6° a 9’39” anticipando Storer e i primi due italiani, Piganzoli e l’eterno Caruso, ancora in top ten a 38 anni e all’ultimo Giro della carriera avendo annunciato il ritiro a fine 2026, con Bernal 10°.

Domani sarà Paul Magnier a cercare il poker per festeggiare nel migliore dei modi la sua maglia ciclamino, ma ci sarà pure l’ultima chance di Jonathan Milan per sbloccarsi in questo Giro.

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