Domenica l'ultima gara della campagna del Nord, con la "Doyenne" che propone tre chiari favoriti, anche se il britannico si è ritrovato al Tour of the Alps ed è capace di tutto; Ciccone, 2° un anno fa, è la carta migliore del mazzo tricolore e dividerà la leadership con Skjelmose. La corsa femminile (al via nel pomeriggio dopo quella maschile) con Vollering candidata principale e sarebbe tris personale per la fuoriclasse olandese, ma Ferrand-Prevot ci prova come Pieterse e... c'è anche Kopecky. Percorsi, orari e dirette tv.
Si chiude con la Doyenne, la 112^ Liegi-Bastogne-Liegi, la decana delle classiche (1^ edizione nel 1893) per salutare il nord con una sfida, quella di domenica sulle cotes ardennesi, lungo 259 km con gli ultimi 90 classicissimi e che porteranno il dislivello complessivo oltre quota 4000 mt.
Dalla sequenza Wanne-Stockeu prima della Haute-Levèe, passando per la Rosier e soprattutto il totem, la Redoute con i suoi 1600 mt al 9,3% per scollinare a 35 km dalla conclusione, dove nelle ultime edizioni Tadej Pogacar ha sempre fatto la differenza, senza attendere Cote de Forges (ai -24 km) e l’ultima grande difficoltà, che comincia ai -15 e risponde al nome di Roche aux Faucons, con 1300 mt oltre il 10% ma anche il tosto falsopiano a seguire, 3 km attorno al 4% per arrivare ai -10 e poco dopo cominciare la picchiata verso Liegi.
La corsa maschile partirà alle ore 10.00 (l’arrivo poco prima delle 16.15-16.20), con diretta tv su Rai Sport, Eurosport 1 e Discovery+ dalle 13.30, visto che a differenza delle altre monumento non c’è copertura integrale.
Il campione del mondo è il principale favorito per fare poker (dopo il 2021, 2024 e 2025), con la UAE Team Emirates XRG composta dai vari Cosnefroy, Wellens e Sivakov a totale supporto di “Pogi”; forse più che negli ultimi anni, però, anche il fenomeno sloveno si ritrova tra i piedi due grandiosi rivali che possono sognare il colpaccio.
Uno è Remco Evenepoel, che di Liegi ne ha già vinte due (2022-2023) ma, questo va detto, quando non c’era Pogacar tra mancata partenza in un caso e caduta a 150 km dall’arrivo nel secondo. La Red Bull-Bora Hansgrohe propone Hindley, Dani Martinez e Tratnik quali uomini chiave per l’olimpionico, mentre il terzo candidato al successo, dopo essersi preso tre giorni fa la Freccia Vallone, è Paul Seixas: il 19enne leader della Decathlon CMA debutta alla Liegi e vedremo come si muoverà, con una corsa di rimessa sperando di tenere la ruota di Pogacar, come fece a Sanremo, praticamente obbligata per Tom Pidcock.
Il britannico della Pinarello Q36.5, già sul podio della Doyenne, non può essere infatti al 100% dopo il rientro frettoloso al Tour of the Alps dopo la caduta al Catalunya, ma tra Tirolo e Italia ha fatto comunque molto bene, con un 1° e un 2° posto di tappa, ritrovando fiducia verso il grande obiettivo della sua primavera.
La Lidl-Trek, che in questo 2026 sta soffrendo in termini di successi ed è sempre priva di Ayuso e Nys (che fece top five un anno fa), ma non schiererà neppure Bagioli, 6° nel 2025, punta tutto su Skjelmose e Ciccone; il danese, 2° all’Amstel, vuole il primo podio in una monumento che è territorio conosciuto per l’abruzzese, 2° a Liegi dodici mesi or sono dopo il 3° del Lombardia.
Arrivato direttamente dall’altura, prima di puntare sul Giro d’Italia, “Cicco” punta ad un gran risultato come, in casa Ineos, Kevin Vauquelin (sfortunato tra Amstel e Freccia), affiancato pure da Bernal uscito bene dal TotA; tante punte per la Bahrain-Victorious, che potrebbe fare corsa aggressiva con Tiberi, Buitrago (qui 3° nel 2023), Bilbao e Martinez.
Non solo Ciccone per le speranze italiane, attenzione a Frigo e Pinarello in casa NSN, con i due veneti in gran forma, oltre a Vendrame nella Jayco-Alula che avrà Schmid quale leader dopo la piazza d’onore a Huy e pure un’ottima Amstel. Scaroni e Velasco (4° un anno fa) guidano la XDS Astana pure con l’eterno Ulissi, ci sono poi Tulett capitano della Visma, Baudin per l’EF, Zana nella Soudal con Vansevenant e Schachmann, i baschi Aranburu e Izagirre nella Cofidis, con Adrià e Uijtdebroeks per la Movistar con Romeo e Grégoire punta unica della Groupama-FDJ.
La Liegi in rosa, giunta all’edizione numero 10, scatterà alle 13.35 con il traguardo che arriverà, dopo 156 km e con gli ultimi 90 identici, da Wanne e Stockeu in poi, alla gara maschile, attorno alle 17.30 (diretta tv solo per l’ultima ora di corsa).
“Deminator” Vollering è la grande favorita, lei che ha vinto la sua prima grande corsa qui, 5 anni fa (poi ha riconquistato la Liegi nel suo magico 2023), ha subito anche qualche beffa ma è fresca del nuovo trionfo alla Freccia e guiderà una grande FDJ United Suez, con Chabbey e Berthet fondamentali in supporto della campionessa d’Europa.
Mancherà la vincitrice uscente, l’infortunata Kim Le Court, così come Elisa Longo Borghini che tantissime volte ha sfiorato la Liegi e ormai è proiettata direzione Giro d’Italia, dove tutti attendono un grandissimo duello con la stessa Vollering.
Kasia Niewiadoma sarà ancora una volta della partita, con la polacca che ha una costanza straordinaria e sulle cotes ardennesi sarà capitana di una Canyon-SRAM pure con il tocco italiano di Soraya Paladin. La SD Worx? Questa volta non parte con i favori del pronostico, pur riproponendo la due volte iridata Lotte Kopecky, con Van der Breggen e Bredewold.
Tra le prime 3-4 favorite non si può non inserire Pauline Ferrand-Prevot, nonostante la delusione a Huy per la fuoriclasse transalpina della Visma Lease a Bike, e una Puck Pieterse in ottima condizione, già vicina al trionfo nella Doyenne un anno fa e seconda mercoledì scorso alla Freccia. Oltre alla leader della Fenix, ecco poi Liane Lippert per la Movistar, la campionessa del mondo Vallières nell’EF con Ruegg e Kerbaol, gran belle mine vaganti, la Lidl-Trek da outsider con Fisher-Black, Adegeest e Van Anrooij (ma anche Markus), e un po’ di Italia, seppur lontana nei pronostici della vigilia, con Monica Trinca Colonel per la Liv-Alula, dopo aver sfiorato la top ten alla Freccia Vallone, e Magnaldi nella UAE ADQ che propone la rivelazione delle prime due classiche nelle Ardenne, la spagnola Paula Blasi.
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