Pellizzari ci crede e con lui tutta l'Italia direzione Giro. "Ho ancora il margine per crescere verso la corsa rosa"

Foto di Redazione
Info foto

Luca Matassoni

Stradal'intervista

Pellizzari ci crede e con lui tutta l'Italia direzione Giro. "Ho ancora il margine per crescere verso la corsa rosa"

Il trionfo al Tour of the Alps lancia il marchigiano, già sul podio di una grande corsa come la Tirreno-Adriatico, verso l'assalto ad un grande risultato nel suo terzo Giro d'Italia consecutivo. Vingegaard il chiaro favorito, ma il leader della Red Bull-Bora Hansgrohe ora è una certezza e il faro per le gare a tappe in casa Italia: le sue parole dopo il capolavoro di Bolzano.

Giulio Pellizzari lo aveva detto poche settimane prima del via del 49° Tour of the Alps ad Innsbruck: “È la corsa che mi ha fatto capire di poter essere un corridore ad alti livelli, una gara da scalatori per antonomasia e io voglio tornare per vincerla”.

Sino allo sprint vincente in Val Martello nella 2^ tappa, il classe 2003 di Camerino aveva esultato a livello pro una sola volta, ma ad altissimi livelli lo scorso anno alla Vuelta Espana, poi conclusa con un’altra solidissima top ten come pochi mesi prima al Giro d’Italia. Poi i due successi sulle strade dell’appuntamento di categoria ProSeries, più la conquista della classifica generale con grandissima autorità staccando tutti ieri a Bolzano, e ora il marchigiano della Red Bull-Bora Hansgrohe si lancia con il pieno di fiducia verso la corsa rosa.

Tra meno di due settimane, dalle strade della Bulgaria, scatterà un Giro d’Italia che per il “Duca di Camerino” rappresenta la terza avventura nel GT di casa, dove già sfiorò il successo di tappa due anni fa agli esordi (in maglia Bardiani, che l’ha lanciato tra i pro) e fu 6° in classifica, pur facendo da gregario per Roglic lungo le prime 15 tappe, nell’edizione 2025.

Ora si punta dritti al podio, consci che Jonas Vingegaard è il chiaro favorito alla maglia rosa finale a Roma e Joao Almeida il secondo candidato, anche se sul portoghese c’è qualche incognita legata alle condizioni di salute. Al Tour of the Alps, qualcosa è cambiato o forse… è cambiato tutto? Questo sarà il tempo a dirlo, quello che è certo è che l’Italia è tornata a sorridere nella gara euroregionale nata come Giro del Trentino (dal 2017 TotA), che fu di Vincenzo Nibali, ultimo con il tricolore a conquistarla, nel 2013.

“Sono arrivato al Tour of the Alps per mettermi alla prova sulle salite: all’inizio le sensazioni non erano ideali, ma sono migliorate con il passare dei giorni – l’analisi nel post corsa di ieri da parte del faro del team tedesco, che ha battuto Bernal e Arensman nella generale e al Giro dividerà i gradi di capitano in casa Red Bull-Bora con Hindley e Vlasov – Questa gara ci ha dato tanta consapevolezza: abbiamo dimostrato di essere una squadra forte, pronta a giocarci qualcosa di bello. Ho sentito la responsabilità di essere leader, davanti al grande lavoro dei miei compagni: ho voluto vincere anche per loro, per tutto quello che hanno fatto per me.

Sì, in questa ultima tappa sono partito con la convinzione di voler attaccare e arrivare da solo. La Ineos ha fatto un grande ritmo sulla prima scalata a Montoppio; sulla seconda Aleotti mi ha lanciato alla perfezione, poi ho rischiato un po’ in discesa per aumentare il margine. Negli ultimi 2 km me la sono goduta a fondo, vincere il Tour of the Alps a 13 anni di distanza da Nibali è qualcosa di incredibile.

Per me continua ad essere un grande punto di riferimento, spero nel tempo di riuscire ad avvicinarmi a quello che lui è riuscito a fare”.

E in prospettiva Giro d’Italia, Giulio spiega: “Credo di avere ancora margine per migliorare la mia condizione in vista della corsa rosa: nei prossimi giorni rimarrò in Alto Adige, in Val Senales, per alcune giornate di allenamento insieme a Gianni Moscon, prima di partire per la Bulgaria. Questo Tour of the Alps mi ha dato tanto, in corsa e nell’ambiente: ho sentito forte l’amore del pubblico, soprattutto in Trentino dove vive la mia ragazza, e quindi mi conoscono in molti.

Questa è una corsa che voglio sempre disputare, e che vorrò sempre affrontare in futuro: l’anno prossimo spero di essere al via con il numero 1 sulle spalle”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social

Ultimi in Road bike

Le classiche salutano con una Liegi che vede Pogacar insidiato da Evenepoel e Seixas. E Pidcock...

Le classiche salutano con una Liegi che vede Pogacar insidiato da Evenepoel e Seixas. E Pidcock...

Domenica l'ultima gara della campagna del Nord, con la Doyenne che propone tre chiari favoriti, anche se il britannico si è ritrovato al Tour of the Alps ed è capace di tutto; Ciccone, 2° un anno fa, è la carta migliore del mazzo tricolore e dividerà la leadership con Skjelmose. La corsa femminile (al via nel pomeriggio dopo quella maschile) con Vollering candidata principale e sarebbe tris personale per la fuoriclasse olandese, ma Ferrand-Prevot ci prova come Pieterse e... c'è anche Kopecky. Percorsi, orari e dirette tv.