Pogacar è semplicemente un mostro: quarta Liegi stroncando anche Seixas, che podio con Evenepoel 3°

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Pogacar è semplicemente un mostro: quarta Liegi stroncando anche Seixas, che podio con Evenepoel 3°

La "Doyenne" è ancora del campione del mondo, che sulla Roche aux Faucons stacca anche il giovanissimo francese, splendido, mentre l'olimpionico regola tutti gli altri per la terza moneta, con Scaroni e Zana in top ten per l'Italia. Crescioli firma il Giro dell'Appennino per la doppietta Polti davanti a Pozzovivo, prima volata del Giro di Turchia al belga Crabbe.

Un mostro capace di respingere anche il nuovo che avanza, il fenomeno che potrebbe insidiarlo nei prossimi anni ma che, proprio come alla Strade Bianche quando c’era stato il primo duello, deve inchinarsi al più grande di tutti.

Tadej Pogacar vs Paul Seixas, come tutti attendevano, e Remco Evenepoel a completare il podio più atteso e davvero regale, per la Liegi-Bastogne-Liegi numero 112 che è di nuovo del campione del mondo in carica, al poker personale nella “Doyenne” (-1 dalla cinquina di Eddy Merckx), per la tredicesima monumento della carriera e un palmares di stagione semplicemente folle, con la classica degli sterrati senesi prima della Sanremo, che ancora mancava all’asso sloveno, del terzo Fiandre e del 2° posto alla Roubaix.

Con dedica per Cristian Munoz, ex compagno di squadra alla UAE Team Emirates XRG, tragicamente scomparso dopo la caduta al Tour du Jura, notizia che è arrivata solo un paio di giorni fa.

Eppure, per “Pogi” e la sua squadra è stata una Liegi tutt’altro che semplice da gestire, visto quanto accaduto dopo neppure 5 km di corsa: caduta in gruppo, pur coinvolgendo solo tre corridori, il plotone che si spezza e oltre 50 elementi che restano davanti e… ne approfittano. Tra di loro c’è anche Remco Evenepoel, l’unico dei big assieme a Bernal, e clamorosamente il vantaggio di questa maxi-fuga sale fino a quasi 4 minuti, quando sono trascorsi un centinaio di km sui 257 complessivi.

La UAE e la stessa Decathlon di Seixas si mettono però al lavoro e riescono, anche perché davanti Evenepoel ha solo un compagno (Nico Denz), pur trovando supporto da molti altri team rappresentati, a chiudere già prima della sequenza Wanne-Stockeu, quando mancano ancora oltre 90 km alla linea del traguardo.

La formazione numero 1 al mondo domina la corsa e fa la selezione come avrebbe voluto, portando Cosnefroy a lanciare Pogacar nel punto atteso, ai -35 km sulle prime rampe della Redoute: se anche lo scorso anno l’iridato aveva staccato tutti qui, c’è solo un uomo a tenerne la ruota sino alla cima (con nuovo record della salita simbolo della Liegi, 13” più veloci del 2025) e si chiama Paul Seixas, fresco della gemma a Huy e straordinario mentre Evenepoel va in difficoltà, ancora una volta, sulle rampe più dure prima di rianimarsi nei tratti in falsopiano dove accende la lotta dietro per giocarsi almeno il podio.

Il 19enne transalpino collabora con Pogacar (troppo?), sfidandolo a viso aperto, ma a meno di 15 km dall’arrivo, nel punto più duro della Roche aux Faucons, il campionissimo di Komenda stronca Seixas e in un amen gli rifila 30 secondi e oltre, arrivando ad accumulare anche un minuto prima della passerella finale per tagliare la linea d’arrivo, per il terzo anno in fila da solo a Liegi, con 45” sul fenomenale classe 2006 della Decathlon.

A 1’42” arriveranno una ventina di uomini, come ormai è tradizione nella lotta per il podio con il percorso proposto in questi ultimi anni, ed è bravo Evenepoel, che aveva rintuzzato in prima persona un ottimo Skjelmose, in salita il più brillante degli “umani” ma ripreso sia dopo la Redoute che, a poco più di 5 km dal gong, dopo aver staccato tutti gli altri sulla Roche aux Faucons, a prendersi il 3° posto battendo allo sprint il connazionale Verstrynge, fantastico 4° per l’Alpecin, con Egan Bernal che dopo un gran Tour of the Alps si conferma ed è buonissimo 5° (miglior Ineos che ha visto andare in crisi Vauquelin), anticipando pure l’eterno Bilbao, Grégoire e il miglior azzurro che è Christian Scaroni, 8° precedendo Johannessen e un positivo Filippo Zana, che si tiene dietro Mauro Schmid, 2° quattro giorni fa alla Freccia.

Giulio Ciccone, pimpante in salita ma rimasto chiuso nella volatona per il podio, sarà ventesimo per una Lidl-Trek delusissima, visto che Skjelmose deve accontentarsi del 17° finale.

 

LE ALTRE CORSE

 

Oggi si è aperto il 61° Giro di Turchia, che rientra nel calendario delle corse 2.Pro, con otto tappe e tante volate attese, la prima delle quali è andata in scena sul traguardo di Selcuk: nuovo timbro stagionale per uno sprinter emergente come Tom Crabbe, che regala un’altra gioia al Team Flanders battendo l’altro belga Simon Dehairs (Alpecin), partito troppo lungo, con Davide Persico della MBH Bank ottimo 3°.

L’87° Giro dell’Appennino (corsa di categoria 1.1), nel solco della sua tradizione con la conclusione in via XX Settembre a Genova, ha parlato invece italiano con doppietta di casa Polti-VisitMalta e il bel successo di un giovane emergente come Ludovico Crescioli, che regola nell’arrivo di sprint ristretto il compagno Thomas Pesenti e Domenico Pozzovivo (Solution-Tech), che torna su un podio di peso dopo aver ritrovato il gruppo al Tour of the Alps e alla bellezza di 43 anni. I tre avevano staccato tutti a più di 20 km dall’arrivo sulle durissime rampe della Madonna della Guardia, con l’ucraino Andrii Ponomar della Petrolike che nel finale in pianura si è avvicinato, ma chiudendo a 14” ha dovuto accontentarsi della quarta casella.

Conclusa la Vuelta Asturias (giunta all’edizione numero 68), di categoria 2.1 e con quattro tappe sino al gran finale di Oviedo, dove la festa è stata tutta per Nairo Quintana: il veterano colombiano era tornato a vincere, due giorni fa, ad oltre 4 anni dall’ultima volta e quell’assolo è stato decisivo per conquistare anche la generale, mentre oggi si è imposto per il bis personale il messicano Edgar Cadena del Team Storck. Anticipati di 17” i big, con Adrià Pericas della UAE che non riesce a ribaltare la classifica chiudendo 2° sia di giornata, ma con Quintana alle sue spalle, sia in GC a 25” dal vincitore di Giro e Vuelta, con la Movistar che festeggia pure il 3° finale di Diego Pescador.

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