Quale Italia per i Mondiali in Ruanda? Ciccone e Tiberi i fari, intanto la FCI ufficializza il contingente pieno

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Quale Italia per i Mondiali in Ruanda? Ciccone e Tiberi i fari, intanto la FCI ufficializza il contingente pieno

Dopo aver paventato a più riprese una squadra di sole cinque unità, la Federazione ha annunciato che (nonostante i costi esorbitanti) si sfrutterà la possibilità di schierare gli otto corridori al via della gara regina della rassegna iridata in Africa, prevista il prossimo 28 settembre. Il ct Villa, a Bici.PRO, parla delle probabili scelte.

Si delineano i contorni della spedizione delle nazionali azzurre di ciclismo ai Mondiali in Ruanda, con la Federciclismo che ha annunciato come, a dispetto di quanto preventivato negli scorsi mesi, visti i costi elevatissimi di una trasferta complicata (tanto che molte realtà nazionali taglieranno eccome, ad esempio la Danimarca non disputerà neppure le cronometro), ci sarà contingente pieno per le due squadre élite, maschile e femminile, nelle gare su strada.

Verrà quindi schierato il massimo numero consentito dai ranking UCI con otto atleti al via: complessivamente, voleranno a Kigali 45 persone, di cui 27 corridori: “La Federazione non ha mai pensato di limitare le proprie possibilità - ha detto il presidente Cordiano Dagnoni - Ringrazio il Segretario generale Tolu e il Team Manager Amadio per il grande lavoro, che permette di contenere i costi e allo stesso tempo garantire una partecipazione piena e di qualità.

Anche quest’anno saremo una delle delegazioni più numerose, presenti in ogni categoria e con fondate speranze di risultati. Ci tengo a ricordare che rinunciare ad alcune professionalità non è stata una scelta facile in quanto si tratta di figure di primaria importanza. Con l’impegno di tutti, gli staff e il personale forniranno lo stesso un ottimo servizio agli atleti”.

“Dal Tour de France in poi - ha commentato il Team Manager Amadio - i risultati ottenuti hanno cambiato la prospettiva tecnica. In tutti questi anni abbiamo sempre fatto le nostre scelte in base alle effettive possibilità ed anche quest’anno, su tracciati particolarmente impegnativi come quelli di Kigali, ci siamo regolati di conseguenza. Proprio in base a questo principio, pertanto, a differenza di altri paesi abbiamo scelto di essere presenti anche nelle categorie minori. E’ evidente che per quanto riguarda gli élite, la situazione è cambiata in questi ultimi giorni ed è stato naturale prevedere l’impegno massimo”.

L’Italia infatti crede, e parliamo in questo caso della gara regina dei professionisti che chiuderà il programma iridato domenica 28 settembre, nelle possibilità di tornare sul podio mondiale, che alla nazionale azzurra manca dall’argento di Matteo Trentin nel 2019, soprattutto considerando la forma strepitosa di Giulio Ciccone: lo scalatore abruzzese è perfetto per il tracciato in Ruanda, ne è consapevole lo stesso ct Marco Villa che di fatto ha già disegnato il corridore della Lidl-Trek quale capitano. Parlando al portale Bici.PRO, il tecnico che ha riportato in auge la pista italiana e affronterà a Kigali il suo primo campionato del mondo su strada da guida degli azzurri, oltre a Ciccone ha spiegato che Antonio Tiberi rappresenterà un elemento chiave del team, così come Damiano Caruso, se recuperato dopo l’incidente pre Vuelta, sarà il regista in corsa e si punterà poi quasi certamente sulle qualità in salita di Giulio Pellizzari, sfruttando poi coloro che disputeranno la cronometro, e saranno Matteo Sobrero e Mattia Cattaneo (come noto, non ci saranno Ganna e Affini per un percorso della sfida contro il tempo davvero troppo duro per coloro che furono argento e bronzo a Zurigo 2024, ndr), in una formazione che andrà anche a miscelarsi con i ragazzi che, la settimana successiva, saranno protagonisti in Francia per l’Europeo.

Nel caso della rassegna continentale, possibile che vengano sfruttati elementi come Ulissi, Fortunato, Scaroni (un blocco XDS Astana), la prossima settimana verrà tirata una riga e le decisioni verranno ratificate.

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