Van der Poel per fare la storia: "Sì, dopo il Tour punterò quasi certamente al Mondiale di MTB in Val di Sole"

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Van der Poel per fare la storia: "Sì, dopo il Tour punterò quasi certamente al Mondiale di MTB in Val di Sole"

Dopo una primavera senza monumento in bacheca, "ma sono andato anche più forte del 2025", l'asso olandese ha parlato al quotidiano AS dei suoi obiettivi per la seconda parte di stagione, confermando che il grande sogno è conquistare l'iride in una quarta disciplina, come nessuno nella storia. Ora uno stacco lungo prima di puntare alle tappe alla Grande Boucle, niente Vuelta pure nel 2026.

Mathieu Van der Poel vuole fare la storia e ha in testa un obiettivo molto chiaro: il campionato del mondo di mountain bike in Val di Sole, a fine agosto.

Dopo il Tour de France, al quale prenderà parte anche quest’anno, cercando magari qualche giorno in maglia gialla come lo scorso anno e soprattutto un paio di tappe, l’asso olandese dell’Alpecin-Deceuninck punterà dritto sulle ruote grasse, con la sua preparazione su strada chiaramente condizionata dal lavoro che sta già dedicando alla MTB.

Gli ultimi precedenti, in particolare quello dell’amaro Mondiale di Glasgow (trionfando però nella gara su strada), hanno lasciato il segno e MVDP sa bene che per battere gli specialisti del fuoristrada è necessario allenarsi al massimo, anche perché i grandi obiettivi del suo 2026, in termini di classiche, sono già alle spalle pur provandoci, probabilmente, a fine settembre per la maglia iridata a Montréal (ma la sua presenza non è scontata, vista la durezza del percorso canadese, come accaduto a Kigali 2025 quando rinunciò).

La campagna di primavera del fenomeno di Kapellen non è andata come sperato, dopo anni non è arrivata un’altra monumento, e sarebbe stata la nona della carriera, in bacheca con l’amaro finale della Sanremo staccandosi sul Poggio, il 2° posto al Fiandre inchinandosi di nuovo a Pogacar e il 4°, con mille rimpianti per la doppia foratura nella Foresta di Arenberg, della Parigi-Roubaix dove andava alla ricerca di uno storico poker consecutivo.

Al debutto alla Omloop Het Nieuwsblad a fine febbraio, Van der Poel ha comunque timbrato in una classica importante come quella belga, vincendo poi due tappe da fenomeno alla Tirreno-Adriatico, “ma è chiaro che avrei voluto vincere una monumento – ha confessato in un’intervista con “AS” – Ho avuto valori anche migliori dello scorso anno, ma nelle corse a volte succedono cose che non puoi controllare”.

Dopo l’Inferno del Nord, Mathieu ha staccato completamente, tra riposo e qualche allenamento prima dell’altura che dovrà portarlo all’avvicinamento ideale per il Tour. E dopo la Grande Boucle, il 31enne tulipano farà rotta sul Mondiale di MTB, in programma a Daolasa di Commezzadura dal 26 al 30 agosto, per conquistare la maglia iridata in una quarta disciplina, come nessuno ha mai fatto nella storia, dopo strada, gravel e gli otto titoli nel ciclocross: “Sì, è molto probabile, l’evento arriverà qualche settimana dopo il Tour e penso di poter essere in ottima forma per giocarmela”, ha ribadito al quotidiano spagnolo.

E su quale gara vorrebbe aggiungere al suo palmarès a questo punto della carriera, MVDP è chiarissimo. “Proprio il campionato del mondo di mountain bike, perché nessuno l’ha mai vinto in tutte le discipline e sarebbe storico. Ci tengo molto”.

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