La seconda settimana della Vuelta? Non durissima, ma c'è "l'Angliru del Sud" e pure a Calar Alto non si scherzerà

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La seconda settimana della Vuelta? Non durissima, ma c'è "l'Angliru del Sud" e pure a Calar Alto non si scherzerà

Martedì la ripartenza della corrida iberica, con due tappe adatte alle ruote veloci e Van Aert, solido in maglia verde, che magari avrà una chance personale per sbloccarsi dopo tanto lavoro per Brennan. La 12^ frazione con il quarto arrivo in quota, mentre la 14^ proporrà uno dei traguardi più duri dell'intera edizione sulla Sierra de la Pandera.

La Vuelta Espana osserva oggi il primo dei due riposi, dopo le nove tappe con start da Monte-Carlo e un percorso già particolarmente impegnativo, con Pogacar a fare la differenza nella frazione andorrana, dopo la cancellazione di quella a Font Romeu, e poi lo shock della caduta e conseguente ritiro dello sloveno.

Ieri sull’Alto de Aitana, terzo arrivo in quota di questa 81esima edizione, Enric Mas ha rafforzato la sua maglia roja, ma cosa ci attende nella seconda settimana dell’ultimo GT stagionale? Sei frazioni non durissime nel complesso, ma con due giornate chiave prima di vedere poi nella terza la cronometro “lunga”, dopo il prologo nel Principato, e quella “famosa” ventesima tappa sul Collado del Alguacil che potrebbe decidere tutto.

Domani la decima, 184 km da Alcaraz a Elche de la Sierra, un tracciato particolarmente mosso ma si potrebbe arrivare, come a Manosque il secondo giorno, ad uno sprint non di gruppo completo, ma comunque corposo con i 4 km finali al 2,5% di pendenza, praticamente come in quella frazione in Provenza vinta da Matthew Brennan.

Mercoledì da Cartagena a Lorca sarà tutto piatto sino al Morrion de Totana, 8 km scarsi al 4,5% di media: si scollina a 30 km dal gong, difficile evitare lo sprint con un finale totalmente piatto.

La 12esima tappa andrà da Vera a Calar Alto e si tornerà a salire, con il Velefique (13 km al 7,1%) poco prima della scalata conclusiva, 17 km al 5,6% ma con i primi 6,5 km al 9% secco di media, poi di fatto gli ultimi 10 km sono una sorta di falsopiano e, se ci saranno nella prima parte distacchi tra i big, potrebbero ampliarsi parecchio.

Venerdì da Almunecar a Loja troveremo quasi 193 km con parecchi km di salita nella prima parte, strizzando l’occhio ad una fuga di qualità, poi il Puerto de Granada (6 km al 6,5%) che terminerà a poco meno di 40 km dall’arrivo con un tratto finale abbastanza semplice.

Il tappone di questa settimana da Jaen a Sierra de la Pandera, 154 km che termineranno in vetta all’Angliru del Sud, così viene denominata l’erta, preceduta da un percorso non impossibile, da 11,8 km al 7,5% con tratti quasi sempre sull’11-12% dai -5 km sino ai 1300 mt dalla vetta.

Prima dell’ultimo riposo, saranno ben 190 km da Palma del Rio a Cordoba: giornata perfetta per un’azione da lontano, con l’ultimo GPM sul Puerto Artafi (6 km al 5,4%) ai -40 km e poi ancora su e giù prima della quindicina di km pianeggianti che porteranno alla linea del traguardo.

Oltre a Mas in roja davanti a Roglic e Gall, le classifiche per le singole maglie vedono Wout Van Aert solido in maglia verde, con una sessantina di punti sul compagno Brennan che ha lanciato in tutte le volate, ma col fiammingo che una tappa vorrebbe portarla a casa e avrà varie occasioni nelle prossime sei frazioni. Santiago Buitrago, con la fuga di ieri, ha conquistato la maglia a pois blu e senza Pogacar ci sono grandi chances per il colombiano, mentre sembra già fatta per la bianca di miglior giovane a Oscar Onley, che ha un margine enorme sul positivo Omrzel, con il campione di Slovenia che naviga al 10° posto della generale (il britannico è 4°), e sullo stesso Jarno Widar già protagonista di un paio di prestazioni importanti in montagna.

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