Solo Ayuso superiore a Frigo nell'arena di Cerler, tra i big non succede quasi nulla. L'Avenir è di Paul Seixas

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Stradavuelta espana 2025

Solo Ayuso superiore a Frigo nell'arena di Cerler, tra i big non succede quasi nulla. L'Avenir è di Paul Seixas

Vuelta Espana, 7^ tappa: Torstein Traeen resta in maglia roja, mentre il compagno Tiberi crolla nel giorno dell'impresa di Juan Ayuso, in fuga tutto il giorno e che anticipa il veneto, gran secondo. Si chiude la 61esima edizione della corsa giovanile per eccellenza, è trionfo francese a La Rosiere con Lorenzo Finn amarissimo 4°.

Mani alle orecchie come per dire che non sente le critiche, dopo la “pioggia” di ieri verso Andorra quando Juan Ayuso è subito crollato, uscendo di classifica con quei 7 minuti e mezzo pagati rispetto agli altri uomini di classifica.

Sulle qualità del classe 2002 iberico in forza alla UAE Team Emirates XRG è chiaro che di dubbi ce ne sono pochi, ecco quindi la pronta risposta per una cavalcata di altissimo livello conclusasi a Cerler, verso il primo trionfo sulle strade della “sua” Vuelta (dove 3 anni fa debuttò nei GT chiudendo sul terzo gradino del podio finale), il secondo del 2025 a livello di corse di tre settimane dopo la zampata a Tagliacozzo sulle strade del Giro d’Italia.

Terzo hurrà consecutivo della UAE, che di certo non sta correndo in supporto di Joao Almeida (che dimostra di avere le gambe per giocarsela eccome la maglia roja), con Ayuso e Vine ad attaccare sin dal principio, tanto che l’andaluso se ne va da solo quando mancano ancora 170 km alla conclusione, dopo il via da Andorra la Vella. Si formerà ai -150 la fuga buona, 13 elementi con il compagno di Juan, appunto la maglia a pois Jay Vine (rafforzata dall’australiano sui successivi due GPM di 2^ categoria, per poi sacrificarsi in favore di Ayuso all’inizio dell’erta conclusiva), e la maglia verde Mads Pedersen che ottiene l’obiettivo dei 20 pt al traguardo volante.

A 10 km dalla conclusione l’azione definitiva di Ayuso, anche se in un primo momento Marco Frigo (Israel-PremierTech) è stato davvero bravo a rientrare sullo spagnolo, prima di doversi accontentare di una seconda piazza (la seconda italiana in questa Vuelta dopo quella di Ciccone a Limone Piemonte, ieri invece c’era stato il 3° posto di Fortunato) onorevolissima, con il veneto a 1’15” appena davanti a Raul Garcia Pierna (Arkéa).

E i big? La Visma fa il ritmo, Almeida è l’unico ad attaccare attorno ai 5 km dalla conclusione, ma Vingegaard e Ciccone non danno cambi al portoghese, tanto che rientrano tutti quanti compresa la maglia roja, un pimpante Torstein Traeen che, assieme agli altri, arriva a 4 secondi da Marc Soler, 9° a 2’30” dopo aver attaccato poco prima dell’ultimo km.

Per il norvegese Traeen giornata perfetta, per la sua Bahrain-Victorious un po’ meno visto che Antonio Tiberi crolla in maniera improvvisa e clamorosa, pagando oltre 12 minuti dal gruppo dei migliori in classifica e dicendo addio ad ogni speranza di fare classifica, come all’ultimo Giro: a 2’33” dalla roja ora c’è Vingegaard, che ha sempre 8” su Almeida e 9 su Ciccone, solidissimo, con Fortunato che scende al 5° posto a 2’47”, appena davanti a Jorgenson, Hindley, Pellizzari (pure maglia bianca) e Bernal, ancora sotto i 3 minuti dal leader come Gall, che anticipa un buon Pidcock (oggi 10°).

Domani probabilissima volatona verso Zaragoza, dopo una tappa completamente piatta (ma col pericolo vento).

E’ terminata quest’oggi la quattro giorni del 39° Tour Poitou-Charentes, corsa categoria 2.1 che ha visto Dorian Godon piazzare, sull’arrivo in dolce ascesa di Poitiers, il bis personale di tappe anticipando Ion Izagirre (Cofidis) e Giovanni Lonardi, 3° per la Polti-VisitMalta: il campione di Francia in carica, però, non è riuscito a scalzare il connazionale Samuel Leroux dalla vetta della classifica generale, che è dell’alfiere di casa TotalEnergies davanti a quello della Decathlon per 5” (decisiva la cronometro di ieri, lunga ben 27 km), con Nicolas Milesi, giovane in forza all’Arkéa, che può festeggiare un gran 3° finale.

E sulle strade transalpine oggi si è deciso il Tour de l’Avenir, con l’edizione maschile (giunta all’edizione numero 61) che proponeva una sfida bellissima tra i migliori giovani al mondo. E proprio l’uomo più atteso, di fatto già pro con la Decathlon AG2R La Mondiale (tanto da chiudere 8° al Delfinato lo scorso giugno), ovvero Paul Seixas, ha fatto saltare il banco nel momento decisivo regalando alla Francia una vittoria pesantissima. In mattinata (semitappa di 40 km con sconfinamento in Italia scalando San Carlo e Piccolo San Bernardo), Jarno Widar l’aveva ancora battuto, dopo quanto già visto giovedì a Tignes, anticipandolo di 5” sull’erta di La Rosiere, con Lorenzo Mark Finn terzo a 8”.

Nel pomeriggio la cronoscalata (10,3 km) decisiva nella stessa località francese di La Rosiere, con Seixas capace di rifilare 28” a Joergen Nordhagen (già pro con la Visma il classe 2005 norge), 33 al belga Widar e 40 al leader azzurro; per Finn una beffa, visto che il 18enne ligure manca il podio per soli 3”, ma dimostra di nuovo che il futuro può essere davvero suo, visto che era la sua prima apparizione ad un livello del genere. Per Seixas, maglia gialla finale (tolta all’ultima occasione al compagno Decomble, che scenderà dal 1° al 5° posto finale proprio con la prova contro il tempo) con 40 secondi di vantaggio su Widar, 44 su Nordhagen e 47 rispetto a Finn.

L’Avenir Femmes, invece, parla canadese con una straripante Isabella Holmgren che ha dominato anche le due semitappe odierne e si è presa la generale con 1’56” di vantaggio sulla transalpina Marion Bunel e oltre 4 minuti rispetto all’australiana Talia Appleton, mentre Eleonora Ciabocco è risultata la miglior italiana, ottima quinta a 6’32” dalla trionfatrice.

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