Roglic e la vittoria più bella, che rivincita a crono dopo quel Tour 2020: "La gente mi ha dato tanto"

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Roglic e la vittoria più bella, che rivincita a crono dopo quel Tour 2020: "La gente mi ha dato tanto"

Il campione sloveno, nella moltitudine di suoi connazionali saliti sul Monte Lussari, ha ribaltato un Giro d'Italia che sembrava quasi nelle mani di Geraint Thomas, sportivissimo ad omaggiare la maglia rosa n° 106. Caruso, gran quarto: "Ho chiuso bene e in generale, dopo le polemiche, nell'ultima settimana abbiamo dato spettacolo".

In mezzo alla sua gente, migliaia e migliaia di sloveni giunti dalla vicinissima nazione che ha dato i natali a Primoz Roglic, il primo corridore di quella terra a conquistare il Giro d'Italia.

E in che modo, firmando un'impresa nella cronoscalata da Tarvisio ai 1766 mt di Monte Lussari, per guadagnare 40 secondi nei confronti di Geraint Thomas, nonostante un problema meccanico che ha fatto perdere almeno una decina di secondi al capitano della Jumbo-Visma a meno di 3 km dall'arrivo, superandolo così di 14” alla vigilia della passerella domenicale a Roma.

Quarto GT in carriera dopo tre edizioni della Vuelta, una rivincita pazzesca della beffa del 19 settembre 2020, quando “Rogla” perse il Tour de France a favore di Pogacar proprio in una cronoscalata, quella alla Planche des Belles Filles.

La moglie Lora e i figli a festeggiarlo, nella giornata che diventa la più bella della carriera per il 33enne già campione olimpico a crono, con una storia sportiva pazzesca se pensiamo al suo passato da saltatore con gli sci, prima del grave infortunio, dell'avvio al ciclismo a livello amatoriale, ormai dieci anni fa, sino alla conquista della maglia rosa. Quella finale, dopo averla già vestita nel 2019.

Oggi è stato bellissimo – le prime parole del vincitore del Giro 106 ai microfoni di Stefano Rizzato, in casa Rai Sport – Sono questi momenti per i quali si corre, è difficile esprimere cosa ho provato sentendo la gente che oggi mi ha dato davvero tanto. Il problema meccanico? Non ho pensato che fosse tutto perduto, è successo e bisognava andare avanti”.

La Jumbo-Visma è stata decimata dal covid alla vigilia dello start in Abruzzo e lo stesso Primoz pareva lontano dalla miglior condizione nella crono inaugurale, così come sul Bondone quando Thomas e Almeida l'avevano staccato nettamente: “Gli appassionati hanno visto quanto sia stata dura per me, anche dopo la caduta (nella tappa che ha visto Geoghegan Hart ritirarsi, ndr), ma valeva la pena continuare a lottare, quanto successo oggi lo dimostra. A volte si vince e a volte si perde, l'importante è crederci sempre. Sono stato circondato da persone che hanno mantenuto la giusta positività, sino ad arrivare a questo successo”.

Un trionfo omaggiato da un vero signore qual è Geraint Thomas, ad un passo dal suo primo Giro d'Italia, a 37 anni appena compiuti (sarebbe stato record); il gallese della Ineos Grenadiers si è subito complimentato col rivale, “sei stato migliore di me”, aggiungendo poi ai media di essere “almeno un po' sollevato visto che Primoz mi ha stracciato e non ho perso per 1-2 secondi”.

Domani a Roma, Joao Almeida festeggerà il suo primo podio in un GT, ad appena 24 anni non si può che applaudire la crescita del corridore in forza alla UAE Emirates. “Roglic è stato il più forte, pensare che ha vinto nonostante il problema meccanico – le parole del portoghese a Rai Sport – Complimenti a lui, se li merita tutti, personalmente ogni anno mi sono evoluto e sono molto soddisfatto di questo terzo posto, pensando proprio al futuro. Per la nostra squadra davvero un buon Giro, ora aspetto di godermi il podio di Roma, ma soprattutto la vacanza che seguirà...”.

E ai piedi di quei tre gradini, troviamo il migliore degli italiani (in maniera anche piuttosto netta se parliamo di GC) come nel 2021, sua ultima partecipazione al Giro quando fu splendido secondo. A 35 anni, Damiano Caruso è la garanzia per il nostro ciclismo, con un 4° posto ottenuto in maniera silenziosa, ma con la consueta e impressionante solidità del siciliano della Bahrain-Victorious: “Mi aspettavo una buona prestazione oggi – ha ammesso il ragusano nell'intervista con Andrea Berton (Eurosport) – ma non di chiudere col miglior tempo prima degli ultimi tre, che hanno dimostrato come pure in questa crono siano emersi i valori di tutto il Giro.

Ho sofferto vedendo la faccia di Thomas quando ha saputo di aver perso il Giro, ma al tempo stesso bisogna dire che Roglic l'ha meritata. Nel complesso, credo sia stata una bella corsa, compensando nell'ultima settimana le polemiche emerse per quanto successo nella prima parte”.

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