Undici giorni alla partenza del Tour n° 113: percorso non durissimo, si parte con la cronosquadre. E oggi si svela la Visma...

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Stradatour de france 2026

Undici giorni alla partenza del Tour n° 113: percorso non durissimo, si parte con la cronosquadre. E oggi si svela la Visma...

Sabato 4 luglio da Barcellona scatterà una Grande Boucle che propone il primo vero arrivo in salita solo alla 15^ tappa, sul Plateau de Solaison, con Pirenei morbidi in avvio e una cronometro individuale determinante all'inizio della terza settimana. Il gran finale con doppia Alpe d'Huez: analizziamo tutto.

Il 113° Tour de France è lì, all’orizzonte, per la grandiosa sfida alla maglia gialla che coinvolgerà davvero tutti i big del movimento mondiale, se vogliamo eccezion fatta solo per Joao Almeida e Primoz Roglic, e con la prima squadra a svelarsi con i suoi effettivi per la Grande Boucle, a undici giorni dallo start, che sarà oggi (alle ore 16.00) la Visma Lease a Bike di Jonas Vingegaard, il grande rivale di Tadej Pogacar per impedire la cinquina al campione del mondo.

Nel prossimo week-end ci saranno i campionati nazionali, poi tutti i fari su un mese di luglio che, da sabato 4 a domenica 26, proporrà un Tour dal percorso non durissimo e, si dice da più parti, pensato da ASO proprio per evitare che il dominio di Pogacar si materializzi già entro 7-10 giorni di corsa con distacchi enormi e lo spettacolo che potrebbe venire meno.

Già la cronometro a squadre inaugurale, 19,6 km sulle strade di Barcellona, potrebbe vedere la UAE Team Emirates XRG, che ha spesso sofferto questo tipo di esercizio nel confronto con una Visma praticamente sempre perfetta e che porterà, nonostante l’assenza di Van Aert, uno squadrone che assieme alla Netcompany INEOS (ma bisognerà capire se recupererà Tarling) partirà quale favorita per avere Vingegaard in giallo alla prima tappa, pagare qualche secondo. E’ altrettanto vero che la formula (con il tempo preso sul primo corridore all’arrivo) e il percorso, con la rampa del Montjuic nel finale, esalterà l’esplosività di Pogacar e Del Toro nel confronto con gli avversari.

Al secondo giorno, si arriverà di nuovo sulla collina della città catalana, per un traguardo che potrebbe chiamare allo scoperto gli uomini di classifica, ma si adatta perfettamente anche a Mathieu Van der Poel.

I Pirenei saranno così in avvio di questa 113^ edizione, ma decisamente morbidi in termini di arrivi: sullo strappo di Les Angles quello della 3^ frazione, poi la Carcassonne-Foix con il Col de Montsegur (7 km al 6,6%) piazzato a 35 km dalla conclusione con tanta pianura nel finale, mentre la prima volatona del Tour 2026 la vedremo a Pau, dove si ripartirà per la sesta tappa con la conclusione a Gavarnie-Gédre, dopo aver sì affrontato il Tourmalet (17 km al 7,3%), ma lontano dal gong che arriverà con i 18 km dell’erta finale appena al 3,7% di pendenza media.

Settima e ottava giornata di corsa con sprint attesi a Bordeaux e Bergerac, poi la seconda domenica (12 luglio) finirà con le insidie della Malemort-Ussel, tappa da fuga con tanti strappi ma nessuna salita realmente dura e per “clasicomani”.

Dopo il primo riposo, nel giorno della festa nazionale ecco i 166 km da Aurillac a Le Lioran, nel cuore del Massiccio Centrale riproponendo quanto visto nel 2024 quando Vingegaard piegò Pogacar nello sprint a due, con le dure rampe del Puy Mary da scollinare ai -28 km (dove lo sloveno staccò il danese), il Col de Pertus (4,4 km all’8,5%) che finirà a 14 km dalla conclusione, e fu su questa erta che Jonas riprese Tadej, e il più morbido Font de Cère (3 km al 6% scarso) che terminerà a poco più di 3 km dalla linea del traguardo.

La Vichy-Nevers finirà quasi certamente con una volatona, idem il giorno successivo a Chalon sur Saone, poi la 13^ frazione direzione Vosgi, da Dole a Belfort, può ispirare una fuga da lontano visto che ci sarà solo il Ballon d’Alsace (9 km al 6,9%) ai -30 km, con discesa e pianura a seguire.

Più impegnativa la Mulhouse-Le Markstein, dove si torna dopo l’arrivo del 2023 (quando si impose Pogacar, ma il Tour era già nelle mani di Vingegaard) ma affrontando l’inedito Col du Haag, 11,2 km al 7,2%, scollinando ad appena 6 km dalla linea d’arrivo.

Il primo vero e impegnativo traguardo in quota lo vedremo alla tappa n° 15, in vetta al Plateau de Solaison: la salita dominata da Del Toro all’ultimo Delfinato arriverà dopo una giornata altimetricamente morbida, ma propone 11,3 km al 9% di media.

Ultimo giorno di riposo e poi la crono-verità, martedì 21 luglio: 26,1 km da Evian les Bains a Thonon les Bains, impegnativi specialmente nella prima parte con una salita di quasi 5 km. Il giorno dopo altro sprint quasi scontato a Voiron, dove ci sarà la partenza della 18^ frazione direzione Orcières-Merlette: si torna in un luogo reso mitico dalla crisi di Eddy Merckx, che poi ribaltò tutto poche ore più tardi verso Marsiglia, in quella Grande Boucle del 1971. Potrebbe però arrivare la fuga, considerato che la tappa è molto semplice sino all’erta finale, appena 7 km al 6,7% di media.

I due tapponi decisivi chiuderanno tutto: 19esima da Gap a L’Alpe d’Huez, appena 127 km con il morbido Col d’Ornon prima della leggendaria ascesa alpina da 13,8 km all’8,1% per concludere oltre quota 1700 mt.

Sabato 25 luglio, 170 i km proposti per la Bourg d’Oisans-L’Alpe d’Huez, con una prima storica sullo stesso arrivo, ma dopo un percorso totalmente differente e molto più duro, con Croix de Fer in avvio, Telegraphe e Galibier in serie dal versante storico, lunga picchiata e poi Col de Sarenne, 12,8 km al 7,3%, con falsopiano in cima e poi gli ultimi 3 km attorno al 7% per arrivare al traguardo del giorno precedente.

La 21esima e ultima giornata di corsa con la passerella parigina che non sarà tale, come nel 2025, visto che viene riproposto il circuito di Montmartre, con triplo passaggio sull’erta di 1000 mt in pavé al 7% di pendenza, ma l’ultimo scollinamento (anziché ai -6) ci sarà ai -10 km, con la possibilità che le ruote veloci resistenti possano giocarsela.

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